In questo borgo, situato a 2 km dalla città sede del più antico e lungo Carnevale d’Italia, un costruttore edile, negli anni ’70, non riuscì a portare a termine il progetto di trasformazione in area residenziale. Le case furono completate dal comune di Bari che le destinò ai suoi sfrattati e alle sue famiglie disagiate, la cui convivenza, per motivi facilmente immaginabili, non si rivelò idilliaca, e anche per questo ritenute corpo estraneo dai Putignanesi. Con il tempo, le cose sono nettamente migliorate, ed il quartiere, fornito di parco, campo sportivo, chiesa, poliambulatorio, asilo, ecc., non dà l’impressione di degrado. La stRanamarathon, ideata da Giambattista Genco e altri volontari in concomitanza della festa patronale rionale, rientra in questo programma di integrazione con la città.
Alle ore 15:00 in punto, la gara dei 50 km è partita: la precisione ha generato mostri! Bastava ritardarne la partenza, questa volta giustificata, di 10-15 minuti, e non si sarebbero verificati problemi e incomprensioni. Un incidente sulla S.S. 100 ha fatto giungere in lieve ritardo i concorrenti provenienti da nord. Era visibile che al momento del via fossero assenti alcuni iscritti alla gara, ancora intenti a cambiarsi. La speaker, brava ma ignara del nostro ambiente, non ha esitato a dare il via in ossequio alla puntualità, costringendo i ritardatari a passare sulla linea di partenza alla spicciolata. Ora, è capitato che tutti quelli partiti in orario hanno completato il giro piccolo di circa 2,300 km, mentre alcuni di quelli partiti in ritardo non l’hanno percorso o solo parzialmente, perché i volontari, quando li hanno visti sopraggiungere, hanno ritenuto che l’avessero già fatto, indirizzandoli verso gli altri giri di 5,500 km, che erano otto per la maratona e nove per la 50 km.
E’ stata l’unica cosa strana di questa stRanamarathon, che ha partorito una strana classifica, per il resto andata per il verso giusto. Nessun problema per la maratona e la mezzamaratona, partite alle 15:30 e 18:00, come da programma. Fare astrusi calcoli fra tempo impiegato ed eventuali metri “risparmiati”, per rifare la classifica, è come discutere del perché la barba non sia di colore verde, in quanto tante sono le componenti che determinano una prestazione sportiva; come pure non ha senso squalificare chi non ha fatto il giro piccolo per essere stato male indirizzato. Una cosa è fuor di dubbio: speaker, volontari del percorso e atleti hanno agito tutti in buona fede. In questa storia, in cui tutti hanno un pò di ragione, è auspicabile evitare polemiche, ricordandosi del fine sociale della manifestazione, non proprio un bell’esempio in un contesto sociale che “passa per disagiato”.
Tutto poi è filato liscio, come nelle precedenti edizioni, in questa stRanamarathon. Le solite rane ad indicare il percorso, che facevano le boccacce ai concorrenti ansimanti sul percorso simil-collinare immerso nella semplicità della campagna murgiana, dominata dal muretto a secco, dal trullo, dalla paglia arrotolata, dal fico, dal mandorlo, dal ciliegio, dalla roverella e dalla quercia secolare.
Nessun problema ha creato la pioggia, una costante di questa manifestazione, che per ben due ore ha semplicemente rinfrescato l’aria.
Naturalmente, non poteva mancare una premiazione strana, andata a Mariella Dileo che nel giorno del suo compleanno, stranamente, è venuta a sciropparsi 50 km.
59 i classificati nella 50 km, 52 nella maratona, 81 nella 21 km.
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)




