Tutti questi ingredienti hanno fatto sì che la sua importanza crescesse di anno in anno, tanto da raggiungere la presenza di oltre 400 corridori, cosa abbastanza insolita per una ultra del Centro Italia. Il percorso si snoda tutto su strada ma con panorami da trail, nello splendido scenario del Parco Nazionale Gran Sasso. Ancora sono vivi i ricordi e le emozioni della scorsa edizione, per cui decido insieme ad Aldo ed Enrico di rinnovare la mia presenza a Santo Stefano di Sessanio, paese da dove ha luogo lo start domenica 30 luglio 2017 alle ore 08:30.
Ivi giunti di buon mattino, troviamo il solito clima di festa che c’e alla partenza e abbiamo giusto il tempo di scambiare quattro chiacchiere con i nostri compagni provenienti dalle più disparate località, tutti radunati nell’angusta piazzetta. Il paese sembra incantato, fatto di vicoli, portici, archi, scorci medioevali, botteghe dal gusto antico che vendono anche lana come nel XIII secolo. Un vero salto nel passato, ma le ferite del terremoto del 2009 purtroppo sono visibili e molte case sono imbrigliate nella loro armatura di tubi di ferro. La torre Medicea, monumento simbolo del territorio del cratere aquilano, edificata proprio al centro di questo suggestivo borgo situato nel cuore del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sta pian piano risorgendo. Un segno di speranza e di una rinascita, che permetterà al borgo e al territorio di riappropriarsi del proprio simbolo.
Come tutte le ultra, questa è una gara che lascia il segno. Una sfida continua con sè stessi, con il caldo, le sue salite che senza soluzione di continuità portano a Calascio, Castel del Monte, fino allo scollinamento del Valico Capo La Serra, con la assolata piana di Campo Imperatore, Fonte Vetica, Lago Racollo ma anche con le sue discese, prima tra tutte quella spezzagambe che conduce all’arrivo. Il percorso è impegnativo, partiamo attraversando lo stretto vicolo che ci porta fuori dal paese dai 1251 m, in leggera discesa raggiungiamo in poco più di 5 km il centro abitato di Calascio 1210 m e continuiamo a scendere per altri 4 km fino a raggiungere 1100 m. Poi la strada inizia ad inerpicarsi per arrivare a Castel del Monte 1310 m da dove, dopo aver attraversato il centro abitato, ci avviamo per effettuare la prima vera salita. Il paesaggio lunare è unico, abbiamo modo di osservare il più alto massiccio degli Appennini, con la sua cima, il Corno Grande, che sfiora i 3000 m, poi si arriva a Fonte Vetica da dove come d’incanto si possono ammirare il Monte Prena 2561 m e il monte Camicia 2564 m.
La lunga traversata dell’altopiano di Campo Imperatore è caratterizzata dallo sfrecciare di grosse motociclette e dal passaggio presso un mercato all’aperto di prodotti artigianali e gastronomici facendoci largo tra bancarelle e turisti che cuociono carne alla brace.
Mi consolo pensando che correre in un ambiente così unico, al cospetto delle montagne incombenti che ci accompagnano per gran parte del percorso possa far sentire meno la fatica e il caldo. Affianchiamo poi il Lago Racollo a 1573 m di altitudine, altra salita fino al valico 1628 m, poi 4 km in leggera discesa, un altro piccolo strappetto e via la lunga discesa di quasi 8 km che ci condurrà a Valico Capo la Serra 1600 m, per poi scendere di nuovo e proseguire con un’altra salita impegnativa di oltre 2 km che, corrisponde al punto più alto della gara.
Successivamente il percorso diventa più agevole, le tante discese e i lunghi rettilinei permettono di godere del meraviglioso paesaggio che prelude l’agognato arrivo.
Lo speaker scandisce uno per uno tutti i nomi degli arrivati e lo sforzo della competizione ci viene ben ripagato con un pasta party a base di primo e secondo oltre al contorno.
Per nostra fortuna al contrario dello scorso anno, un piacevole vento ha soffiato lungo quasi tutto il percorso, spingendo le nubi a coprire il sole. Nonostante ciò, ognuno di noi a fine gara recherà i segni del cocente sole, l’abbronzatura, segnata dai bordi delle canotte.
Il tempo di ritrovarci e, dopo una piacevole doccia con bottiglie d’acqua preparate prima della partenza, ci avviamo verso casa facendo progetti per una prossima avventura.
Clicca qui per le foto (di Paolo Reali)



