30 miglia salita e discesa del Terminillo, 19 giugno 2016

Il Terminillo è la vetta più elevata dei Monti Reatini. Scalando la montagna si annuncia un paesaggio di lunghe valli, immense faggete e distese di prati e si gode dello splendido panorama della valle reatina, dei laghi e della città di Rieti.

La gara impegnativa di running è molto ambita dagli atleti e organizzata al meglio da Felice Petroni. Il via viene dato nel cuore del nucleo industriale di Rieti, nei pressi dell’albergo-sede operativa della gara. Ci attendono 21 km di salita sino alla Sella di Leonessa per 1.340 m di dislivello, di cui 15 km per 1.050 m di dislivello sino al punto intermedio di Pian de Valli.

E’ il primo impatto con la montagna reatina, la pendenza media sale al 4,5%, nello spazio di pochi metri e si impenna al 6%. Non male, come antipasto. Ma il peggio sta per iniziare, la pendenza aumenta al 8,7% per assestarsi all’8,2% di pendenza media! Tutto previsto. Siamo a 550 metri. Durante la salita, la strada è sempre larghissima e l’asfalto ottimo. Non eccessivamente trafficata, con moto e auto che sfrecciano a tutta birra. La salita comincia subito decisa al 7-8% mantenendo pendenze regolari senza particolari strappi per 7 km sino ai 1.014 m di Pian De Rosce, ove vi è circa 1 km di falsopiano per rifiatare.

02 Questo primo tratto è per lo più all’ombra. Tutto previsto. Evito di maltrattare troppo le gambe e sulle prime rampe non mi faccio prendere la mano, anzi la gamba. Cerco di resistere a qualsiasi tentazione per quanto possibile, perchè tutta l’energia che si toglie subito dalle gambe mancherà nella parte finale. Quello che si guadagna prima lo si perde dopo e con gli interessi. La montagna non perdona. Quindi faccio girare le gambe agilmente e velocemente, per continuare a scioglierle. Si sale regolarmente. Spezzo il fiato e poi si vedrà quello che sapranno fare le gambe a rodaggio ultimato.

Da Pian de Rosce, con ampi prati da picnic, la strada si impenna per circa 3/400 metri fra il 9 e il 10%, per poi riassestarsi come i precedenti km tra il 7 e l’8% costanti. La fatica si fa sentire. Non si è più all’ombra, salvo brevissimi tratti, e nonostante l’altura, il sole e i km precedenti incidono sulle gambe. Lunghi rettilinei si alternano a qualche tornante che dà la possibilità di vedere la piana di Rieti da una parte e dall’altra la valle del Velino, che culmina sotto al Monte Giano con la sua caratteristica scritta formata da vegetazione e visibile anche dal satellite con Google Earth.

Dopo Pian de Rosce, altri 7 i km ci conducono in prossimità dell’agglomerato di residence e alberghi ai 1.670 m di Pian de Valli.

03Il Terminillo consta di una parte dura, quella da Lisciano fino a Pian di Roche, un tratto di circa 9 km, con una pendenza media dell’8,1% e una pendenza massima del 12%. Qualche centinaio di metri per allentare la tensione sulle gambe, poi si riprende a salire per circa 8 km con una pendenza media del 7,9% e una massima del 9,2% fino a Pian de Valli. Arriviamo in quota per poi riprendere a salire sino al campo sportivo ove ci attende il rilevamento del tempo. Ahime’ ivi ci attende una grandinata che dà non poco fastidio alle nostre povere membra già martoriate dal caldo e sole. In poco tempo la strada si imbianca di palline grosse come ceci e la temperatura si abbassa…non c’e’ tempo di trovare ricovero presso l’accogliente bar del campo sportivo ove l’odore dell’aroma del caffè ci ammalia come fecero le sirene con Ulisse. La regola del runner è non fermarsi con il freddo per evitare eventuali bronchiti. Si riparte e il cielo nero non preannuncia nessuna schiarita anzi su in vetta è ancora peggio, tuoni e fulmini la fanno da padrone.

La discesa si svolge lungo un torrente di acqua gelata che taglia la strada longitudinalmente, le macchine dei villeggianti sorpresi in cima dall’acquazzone sfrecciano a volte incuranti di noi disgraziati. Le gambe incuranti dei dolori girano a tutta… è la mente che comanda e non viceversa, la voglia di arrivare e troppa. Inzuppati all’inverosimile dopo aver conteggiato a ritroso i km che mancano all’arrivo affrontiamo un monotono rettilineo e dopo aver ripreso a salire per un viottolo tra la campagna reatini scorgiamo finalmente il campanile della chiesa di Vazia e affrontando l’ultima curva in discesa solchiamo il red carpet dell’hotel ospitante.

Un piatto di pasta caldo e dolci vari ci attendono ma la sorpresa più inattesa e il 1° posto di categoria con relativo prosciutto e bottiglia a di vino.

Evvai…..

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