32^ Firenze Marathon con il trolley

Ho scritto tanto su questa maratona e scattato migliaia di foto. Cos’altro fotografare? Cosa ancora raccontare di una città conosciuta in tutto il mondo? Che può vantare una delle più importanti pinacoteche, la Galleria degli Uffizi, e la Loggia della Signoria, un museo a cielo aperto con una carrellata di capolavori, quali il Perseo con la testa della Medusa (1554) di Benvenuto Cellini e il Ratto delle Sabine (1583) del Giambologna. Ogni volta che torno a Firenze non posso fare a meno di recarmi in Piazza della Signoria a fotografarli. Quasi meravigliandomi di quegli eroi che, sembrando vivi nella loro perfezione, non invecchino come noi col passar degli anni.

002Percorso immutato, un bell’anello che abbraccia tutta la città, con partenza dal Lungarno della Zecca Vecchia e arrivo in Piazza Santa Croce. Come sempre, la prima parte nel Parco delle Cascine e la seconda nel Centro Storico. Parto di gran carriera e alla mezza raggiungo Mario Ferri e Aligi Vandelli, reduci da Tenerife. Ultimamente Super Mario si è visto poco in giro: tenuto a freno dalla “cisti di Baker”, patologia che colpisce le articolazioni. Alla nostra Maratona del Presidente si era limitato a presenziare incitando i supermaratoneti da bordo campo. Dopo essersi cimentato timidamente a Tenerife, oggi nella sua Firenze rompe gli indugi. A sera, con una mail spedita agli amici, racconta così la sua impresa fiorentina:

003Non ho avuto nessun problema per la cisti di Baker, anche se non ho forzato per non rischiare. Pensate che l’ortopedico voleva operarmi! Ma cosa ne capiscono loro di supermaratoneti e maratone. Quando gli ho chiesto se potevo correre a Firenze mi ha risposto: “assolutamente no, 21 chilometri per lei sono troppi!!!” Hai capito! Per lui la maratona misura 21 km! Se mi avesse dato la misura giusta forse mi sarei fidato e non l’avrei corsa! Ma, ho pensato, se questo sbaglia le misure, sbaglia pure la diagnosi!!!

Gli rispondo che un’esperienza simile era capitata molti anni prima anche a me. A seguito di un persistente dolorino all’anca della gamba destra, mi ero fatto visitare da un medico ortopedico. Il quale, osservando la radiografia, mi ha elencato con dovizia di particolari tutte le ragioni per le quali avrei dovuto cambiare mestiere se volevo evitare l’operazione all’anca. “Stop con le maratone”, ha sentenziato. “Lei al massimo potrà seguire i suoi amici maratoneti in bicicletta”. All’inizio ho chinato il capo in segno di rassegnazione, poi ho rapidamente compreso le vere motivazioni della sua diagnosi: l’esimio professore aveva circa 40 anni, dimostrandone però 60. Io invece 60 anni li avevo già compiuti da un pezzo, ma ne dimostravo una quarantina. Pesava circa 110 kg, contro i miei 65 kg di allora. Si muoveva con la grazia di un ippopotamo fuori dall’acqua, mentre io, al suo confronto, sembravo una gazzella. Saputo che mi ero appena iscritto al Club Super Marathon Italia e che correvo una trentina di maratone all’anno, mi ha guardato con un’espressione livida e invidiosa, come per dirmi: “Ah sì? Adesso ti faccio vedere io ….” E ha snocciolato la sua diagnosi funesta. Mentre uscivo dalla porta dell’ambulatorio è rimbombato un fragoroso TIE’!! I pazienti in sala attesa mi hanno visto fare il classico gesto dell’ombrello.

004Ma torniamo a noi, anzi a Firenze. Come dicevo, fino alla mezza sto bene e sono certo di finire in meno di 5 ore. Ma, in maratona, ad ogni curva l’insidia è in agguato. Metto male il piede su un sanpietrino e sento una fitta alla gamba destra in corrispondenza dell’inguine. Ricordandomi del ritiro di tanti anni fa, mi do una calmata, tanto più che il dolore tende ad aumentare. Transito in 2 ore e 22 alla mezza, e taglio vittorioso il traguardo dopo 5 ore e 36 minuti!

Le “curiosità” di questa edizione sono già state tempestivamente riportate da Stefano Severoni nell’articolo: www.clubsupermarathon.it/maratone/2744-32-firenze-marathon-quaglia-sul-podio.html. A Stefano è però sfuggito di raccontare quest’altra curiosità, forse la più degna di nota:

Arrivato al Lungarno della Zecca Vecchia, 500 metri prima dell’arrivo intravvedo il camion che custodisce il trolley con i miei effetti personali. L’appuntamento con mia moglie è alle 16:30 al Mercato Centrale di Piazza San Lorenzo, una piacevolissima struttura a circa 1,5 km dall’arrivo ove gustare la gastronomia fiorentina, luogo ideale per rifocillarsi con una bella pizza e un boccale di bionda birra dopo la fatica della maratona. Ma, accingendomi a concludere la maratona in ritardo, devo trottare: per non tornare al camion dopo l’arrivo, mi faccio consegnare subito il trolley e percorro gli ultimi 500 metri trascinandolo fra le risate della gente che crede abbia sempre corso così. Dopo il rettilineo del Lungarno, una curva a destra, un’altra a sinistra, ed ecco l’arrivo. Richiamato dal fracasso provocato dal rotolare del vecchio trolley, lo speaker mi vede da lontano e annuncia: “Con il pettorale 10233 sta arrivando Mario Liccardi del Club Super Marathon Italia che ha corso tutti i 42,195 km tirandosi dietro il trolley! Grande Supermaratoneta!

Applausi, congratulazioni dei presenti, risate … Oggi ho avuto il mio momento di gloria anch’io!

Clicca qui per la classifica

 005

 006

 007 Firenze Percorso

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche