La prima edizione della Maratona nasce il 29 marzo 1981, in concomitanza con quella di Londra. Il circuito di questa leggendaria corsa, negli anni, è cambiato alla ricerca del miglior percorso, nel tentativo quindi di migliorare tecnicamente il tracciato. La storia della maratona è legata alla Società Sportiva Correcaminos.
Il punto nevralgico della manifestazione è il magico complesso architettonico della Città delle Arti e delle Scienze. Questo luogo diventa l’incredibile scenario della partenza e dell’arrivo, l’epicentro dell’evento, nonché di tutte le attività parallele che si svolgeranno presso questo complesso.
Il circuito della maratona è del tutto pianeggiante ed attraversa alcuni dei luoghi di maggiore interesse della città,y quali il circuito della F1, il centro storico e il Porto della Coppa America.
Quando è nata l’idea della Polisportiva Torrile di correre la maratona di Valencia, non ho esitato a dare la mia adesione. Non è stato facile convincere mia moglie, ma alla fine ha accettato anche lei di condividere questa trasferta insieme a Chiara. Alla proposta hanno aderito circa quaranta persone tra partecipanti alla maratona, accompagnatori e familiari. Ovviamente ci siamo dovuti affidare ad una Agenzia e, nel nostro caso, la scelta è caduta su Travelmarathon che ha organizzato in tutto e per tutto l’evento: prenotazione pettorali, volo di A/R, sistemazione alberghiera, trasporto atleti/accompagnatori dall’Hotel alla partenza della Maratona e viceversa. Tra gli accompagnatori, per la prima volta dopo 109 maratone, c’erano anche mia moglie e mia figlia. 16 i maratoneti impegnati in gara, oltre a due ospiti dei Marciatori Parmensi, Manghi e Brianti. La partenza è stata prevista per il 15 novembre, mentre il rientro per il 18 successivo.
Il volo Ryanair d’andata è perfetto. Ad attenderci all’aeroporto c’era un agente della Travelmarathon, il quale ci ha accompagnato presso l’Hotel Gran Valencia. Sistemazione alberghiera e poi breve uscita per incominciare a prendere confidenza con la città. Pranzo e poi altra breve uscita per ammirare la città di Valencia. La sera presentazione del programma Travelmarathon per il giorno della gara, cena in hotel e poi tutti a nanna.
La mattina seguente, giorno della maratona, appuntamento davanti all’hotel dove un pullman ci ha accompagnato in zona partenza. Giunti nella Città delle Arti e delle Scienze abbiamo fatto la classica foto di gruppo Travelmarathon, seguita da un’altra foto di gruppo da inviare alla gazzetta di Parma per l’articolo del dopo maratona. Tutto il gruppo indossa una meravigliosa canotta tricolore, by Errea.
Terminate le foto di rito, subito al deposito borse e dopo tutti in griglia di partenza, dove alle ore 09:00 lo starter ha dato il via alla 34ma edizione della Maratona Valencia Trinidad Alfonso.
La città è già in festa. Parto con previsione cronometrica di tagliare il traguardo con un tempo sotto le 4 ore e 15 minuti.
Le previsioni meteo danno sole e vento. La giornata è stupenda. Il clima è ideale per correre. L’unica nota stonata potrebbe essere il vento che il giorno prima si era fatto sentire in rapida successione.
La partenza, come in tutte le manifestazioni di un certo spessore, non permette di impostare subito una corsa armoniosa. Via via che la massa si incomincia a scompattare, imposto il mio ritmo gara. I primi chilometri li corro insieme al mio compagno di squadra Andrea, che però si ferma per un bisogno fisiologico. Io rallento, ma Andrea mi dice di andare. Così continuo con passo regolare.
La città è completamente in festa. Migliaia di persone si sono riversate sulle strade per incoraggiare noi corridori, incitandoci con la frase “Animo….animo….animo…..”e chiamandoci per nome perché impresso sul pettorale. Diversi sono anche i gruppi di animazione presenti lungo il tracciato.
I chilometri scorrono senza fatica e sento di stare bene fisicamente e mentalmente. Continua la mia corsa con ritmo costante. Ad ogni ristoro mi rifornisco a volo di acqua ed integratori, senza fermarmi. Verso il 12° chilometro raggiungo e supero il mio compagno di squadra Gabriele.
Vicino al 25° chilometro trovo una sorpresa inaspettata che mi dà una ulteriore carica, mia moglie e mia figlia. Mi fermo e li bacio. Questo gesto mi affranca a tal punto che riprendo il mio ritmo di gara con la sensazione di essere appena partito.
Superato di poco il 35° chilometro, sento una voce provenire dalle retrovie che urla il mio nome. E’ Andrea. Ero talmente concentrato e pronto per la mia corsa in progressione che non mi ero accorto di averlo superato. Mi faccio raggiunge, parliamo un pò, ma di li a poco Andrea è in preda ai crampi ed è costretto a rallentare. Io, invece, sto bene, anzi benissimo. Inizio quindi una corsa in progressione e supero prima Nicola e dopo Gianfranco, entrambi in preda ai crampi ed entrambi compagni di squadra.
Oramai sono al 40° chilometro. Solo 2 chilometri e 195 metri mi separano dall’arrivo. Continuo quindi con la mia corsa in progressione, ma questo mio impeto viene spezzato in quanto il tracciato si restringe e parecchi atleti oramai stremati dalla fatica camminano ed in un certo senso ostacolano il percorso costringendomi a fare zig zag tra la folla rallentando di conseguenza il mio ritmo gara, ma non importa. Oramai sono nei pressi della Città delle Arti e delle Scienza e intravedo il tappeto blu.
Alla vista del tappeto blu sento come un nodo in gola e una lacrima lambisce il mio viso anche perché in mezzo a quella folla, per la prima volta dopo 109 maratone, ad aspettarmi c’è mia moglie e mia figlia.
Il finale è da sogno ed è in assoluto il più affascinante di tutti quelli che ho vissuto sinora. Il tappeto blu è steso su una piattaforma di oltre 150 metri di lunghezza e 8 metri di larghezza e sembra di correre sull’acqua.
Dopo l’arrivo mi unisco ad altri compagni di squadra e chiedo loro se manca qualcuno al traguardo, venendo a conoscenza che Cinzia si era ritirata a causa di problemi ad un ginocchio. Peccato! Presto avrai la tua rivincita Cinzia.
Ad attenderci dopo l’arrivo c’era il pullman che ci avrebbe riportato presso l’Hotel e così io e la mia famiglia abbiamo raggiunto il nostro alloggio. Doccia rigenerante in attesa della cena dove non poteva mancare ovviamente la paella.
Il lunedì successivo giornata libera per tutti, senza vincoli e cosi dopo avere fatto colazione in hotel, insieme a Gabriele ed alla sua famiglia, abbiamo visitato l’Oceanografic e il Museo delle Scienze.
Martedì sveglia alle 04:30, colazione e partenza verso l’aeroporto. Il volo di rientro rispecchia quello dell’andata. Tutto nella norma. Durante il volo mi riecheggiano ancora in mente le urla di incitamento della gente distribuita lungo il tracciato della maratona: “Animo Antonino, animo”. Ricordo già con nostalgia la breve vacanza scaldata dal sole Valenciano. Appena messo piede fuori dall’aereo, tutto svanisce e mi assale un leggero velo di malinconia. Dai 20°C di Valencia, mi trovo ai 10°C. di Bologna e ricomincia la solita routine.
Non mi resta che dire grazie Valencia, la mia maratona n. 110 rimarrà un ricordo indelebile. Grazie a coloro che hanno contribuito nella buona riuscita di questa trasferta a partire da Matteo per l’ottima organizzazione e a Davide per avere programmato l’ottima cena del post maratona, ma soprattutto grazie a Barbara e Chiara per avermi accompagnato, supportato e sopportato con pazienza e mi auguro che questa sia d’auspicio per tante altre maratone da condividere insieme.
Anche la maratona di Valencia oramai è un ricordo, ma si sa, le cose belle durano poco, ed è proprio per questo motivo che rimangono in mente per sempre.



