A Dublino, gli amici del Marathon Club Irlandese erano stati avvisati di questo mio arrivo. Di solito, prima della maratona festeggiano in un pub, musiche e risate collettive. Così è stato che mi hanno aspettato verso le ore 22.30, quando sono arrivato. Tra gli altri anche Vincent, famoso per aver bevuto, per una scommessa, 42 pinte di Guinness. Vincent si scola tutto di un fiato un bicchierone da mezzo litro e poi dopo si pulisce con l’ indice con molto gusto le labbra e fa: “Ahhh!!”.
Gli esperti del settore della scienza alimentare hanno effettuato parecchi esperimenti facendo bere in 33 famose città europee la stessa bevanda. Questa birra scura viene prodotta in Irlanda dal famoso stabilimento, ma non è lo stesso sapore! La risposta delle differenze che si trovano forse è dovuta al trasporto oppure alla manutenzione degli spillatori o ai settaggi di questi. Devo dire che anch’io bevendo la birra Guinness in Irlanda la trovo molto migliore, più effervescente, corroborante. La stessa birra in Italia o in qualche altro paese europeo la si trova più acquosa, con meno corpo e la schiuma è meno densa. Pur essendoci un retrogusto amaro, quel sapore di orzo maltato non è lo stesso. Così si beve in questo pub ascoltando la musica fin verso l’una di notte. Ognuno raggiunge poi i suoi alberghi per il meritato riposo.
La mattina dopo è l’ora della 35^ Maratona di Dublino. Si corre di lunedì come Boston, anche perché qui in Irlanda ci sono otto Lunedì di vacanza e uno di questi coincide proprio con il 27 ottobre. Aspetto sul gran canal davanti ad un ristorante, che per caso ha il nome “Milano”. Arriva Denzil Jacobs, organizzatore delle 12 in 12 della scorsa estate a portarmi il pettorale che ha ritirato lui il giorno prima. Grande festa per averlo rincontrato dopo due mesi. Ci avviamo assieme alla partenza. Tra gli altri incontro come pace maker delle ore 4:20 anche Tom Enright, che è l’organizzatore delle 10 in 10 di SixMileBridge. Con Tom siamo molto amici, infatti da subito mi invita ad una tripletta che avverrà dopo quindici giorni, ma purtroppo per altri impegni devo declinare l’invito.
La partenza della maratona è abbastanza complicata in quanto i vari colori delle waves vengono incanalati su delle vie laterali di questo grande viale. Bisogna fare dei labirinti per arrivarci. In questi labirinti trovo parecchi degli amici irlandesi. Le partenze vengono date verso le 9:20. C’è molta musica e ci sono molti cori prima di partire. Gli iscritti sono 14.600. Vincerà il solito Keniano, un certo Eliud Too in 2:14:47.
Si parte da Fitz William Square e poi si sta nel centro storico di Dublino per circa tre miglia sul fiume Liffey. Emozionante il passaggio davanti alla fabbrica della Guinness. Si annusa correndo l’odore del malto tostato. Sono strade molto tortuose con parecchi sali scendi, non c’è tantissimo pubblico. Dopo il terzo miglio si entra in Phonenix Park, polmone verde di Dublino. Qui ci sono ben altre tre miglia di rettilineo che attraversano tutto il parco.
Un gran vento, leggermente contrario, impedisce una corsa fluida. Bisogna andare di bolina come in barca a vela e cercare di proteggersi dietro qualche armadio. In fondo al parco, al settimo miglio, si entra in un bel paesino che si chiama Castleknock, qui c’è parecchio pubblico che fa il tifo. Dopo l’ ottavo miglio si rientra nel parco per ancora un bella mezz’ora. Si esce in una valle dove scorre sempre il fiume Liffely. Ci si porta verso la periferia di Dublino per ben sette/otto miglia. Verso la fine della maratona si passa nel parco dell’University College e si ritorna al punto di partenza che è in fondo a Mount Street. Ecco il 26^ miglio!
Sono innumerevoli gli amici che incontro durante il percorso. Colette O’Hagan, che oggi corre la sua trecentesima maratona. Poi incontro Humphrey, il simpatico “armadio walker” con cui ho fatto innumerevoli maratone e poi Dave Brady, che è il più prolifico maratoneta Irlandese. Dave ha fatto circa 400 maratone e l’anno scorso ne ha fatte un centinaio solo nel territorio Irlandese. Questo dà l’idea di quante maratone possono corrersi solo in questo piccolo stato.
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)


