36^ MIGLIANICO TOUR – Miglianico (CH)

Con abbondante ritardo (un’ora), solo in parte giustificato dalla grandinata, è stato dato il via alla 36^ Edizione di questa corsa che si svolge nel tardo pomeriggio, prevede 18 Km. di percorso spiccatamente collinare da esaurirsi in due giri, e svoltasi sotto un cielo divenuto all’improvviso terso da nubi.

Abbondantemente sopra il migliaio i partecipanti della gara competitiva, divisi nel maggior numero possibile ed immaginabile di categorie maschili e femminili (16,23,30,35,40,45,50,55,60,65,70 in poi), cui vanno aggiunte le categorie giovanili (mini-mini tour con nati dal 2001 al 2006, mini tour con nati dal 1997 al 2000, esordienti, ragazzi, cadetti), nonché gli iscritti alla non competitiva che prevedeva un solo giro del circuito (9 Km.).

Generoso il montepremi (15.000,00 Euro) riservato ai primi 25 classificati ed alle prime 10 classificate, reso ancor più pingue dal bonus di 5.000,00 Euro che l’organizzazione ha dovuto sborsare ai primi tre atleti che hanno battuto il record della competizione (51:19:06), stabilito da Salvatore Bettiol nel 1990.

Non si è badato a spese neppure per le categorie, premiate con i primi 15 di M40, M45, M50, M55 ed i primi/e 10 delle rimanenti, con contenitori di 1m.x 0,5 m. zeppi di prodotti tipici locali. Inoltre, premiati i primi/e 10 della non competitiva, coppe e trofei ai primi/e 5 delle categorie giovanili, premi per i gruppi con almeno 10 classificati. A tutti è stata data una medaglia d’argento coniata per l’occasione ed una bottiglia di vino da collezione.

E’ da sospettare che buona parte del bilancio comunale se ne sia andato per sostenere questa manifestazione che, inserita nella festività patronale, è diventata punto di riferimento per il movimento podistico abruzzese. Nonostante tutto, l’investimento in una gara sportiva di buon livello (qual è la Miglianico Tour), rimane il mezzo più economico e sano, che permette ad un piccolo paese di scrollarsi di dosso l’anonimato, grazie anche all’eco dei mass media.

Sul grande palco dove sono saliti i remunerati in denaro, dominava il color nero nelle sue varie tonalità: dall’olivastro dei nordafricani al nero-seppia dei kenioti, interrotto dalle mosche bianche di Antonello Petrei (3°), Matteo Palumbo (9°), Roberto Barbi (11°). Il bianco si prendeva la rivincita con i premi di categoria, sfamandosi con pasta, formaggio, salciccia, prosciutto, sottaceti, e dissetandosi con bottiglie di vino.

Immenso ed abbondante si è dimostrato Michele Marescalchi, che ha saputo riempire con notizie utili ed inutili il lungo lasso di tempo di una partenza che non arrivava mai. Abilissimo, paziente, instancabile ( ed infreddolito: in tarda serata, la temperatura s’è abbassata) è stato durante le numerosissime premiazioni con le immancabili sequele d’imprevisti, dovuti alla non cumulabilità, ad inesatte iscrizioni, al fatto che non sempre è agevole catalogare un nome straniero ecc. Grazie alla sua esperienza, che gli permette una conoscenza diretta degli atleti, ha corretto seduta stante errori del computer, contribuendo in maniera determinante alla buona riuscita della manifestazione: la cronaca di una corsa europea od olimpica richiede meno bravura!

La Miglianico Tour è, allo stesso tempo, sagra paesana e desiderio d’internazionalità, artigianalità e tecnologia, ordine e confusione (grande partecipazione in una piccola piazza), programmazione ed improvvisazione. Ma ciò che veramente la caratterizza è la generosità (della quale ha usufruito Angela, giunta 3^, ed il sottoscritto, giunto 9°), un prezzo che i piccoli e deboli, volenti o nolenti, devono comunque pagare per invogliare le iscrizioni.

Dimenticavo di riferire che qualcosa di “non abbondante” c’è stato: i 5 Euro dell’iscrizione.

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