39^ Maratona del Mugello

DSC07063Il primo tratto, immerso nel paesaggio appenninico, è stato sempre gradevole per il passaggio a S. Piero a Sieve, per l’attraversamento di Scarperia fra due ali di sbandieratori e per la visita a Luco. In questo contesto, è stata inserita la chicca dell’autodromo del Mugello tra il 14° e 17° km. I maratoneti sono stati accolti dal rombo dei motori, in lizza per la qualificazione ufficiale della griglia di partenza del Trofeo Carrera. Il Mugello Circuit è apparso come un catino ricco di curve e di saliscendi molto simile alle montagne russe. Le salite sono state impegnative, ma data la brevità, non si arrivava in cima in debito d’ossigeno e la susseguente discesa ne ristabiliva le scorte. E’ stato eccitante, nonostante qualche difficoltà! Certo, a chi ha gli occhi fissi sul cronometro non ha fatto piacere. Va detto che, di solito, ci si lamenta delle salite e si dimenticano le discese che seguono e pareggiano il conto, quando partenza ed arrivo coincidono. E’ risaputo che il Mugello non può giocare la carta propagandistica della velocità, bensì quella del paesaggio, dell’arte, dell’accoglienza e del profumo della spalla e dei salumi. Un premio era d’obbligo a chi si fosse impegnato in questo tratto, ed è stato dato. Biglietti d’entrata 2013 sono stati concessi ai vincitori del traguardo volante, posto all’uscita dell’autodromo, a patto, beninteso, che corressero la maratona tutt’intera.

Il secondo tratto, che dopo il passaggio a Borgo San Lorenzo porta a Sagginale, Ponte a Vicchio (caro a Roberto Gherardi), di nuovo a Sagginale e poi al traguardo di Borgo San Lorenzo, è stato completamente rivoluzionato. Era il tallone d’achille per il traffico automobilistico che affumicava i maratoneti, per essere insufficientemente controllato dall’organizzazione, per il buio che impauriva quelli delle 6 ore. Gran parte del percorso è stato sostituito da una pista ecoturistica in terra battuta, immersa nel verde, con ponticelli in legno a scavalcare il Sieve. Un percorso bucolico tutto da godere, che la maggior parte degli atleti ha attraversato sul fare della sera. Una gioia per gli occhi e per i polmoni. Solo negli ultimi chilometri s’è rivisto l’asfalto, ma ormai il sospirato arco gonfiabile era ad un tiro di schioppo.

Un’altra innovazione, marginale ma utilissima, è stato l’aver segnato il percorso con una linea verde. Sottile, ecologica e facile da cancellare a gara ultimata, è stata una guida sicura per i concorrenti.

Anche l’orario di partenza è stato ritoccato ed anticipato di mezz’ora (di un quarto d’ora, per motivi contingenti). Per permettere ai più lenti di concludere la gara prima che cada la sera, sarebbe consigliabile essere ancora più incisivi.

P1010460319 i classificati della maratona, cui vanno aggiunti quelli della 26 chilometri e della 5 km (FamilyRun). Sugli scudi Carmine Buccilli (2.27.59) ed Emanuela Boschi (3.13.03).

A tutti spalle, salumi ed una sgargiante maglietta tecnica.

Premi alle società con il maggior numero di atleti, ove la parte del mattatore l’ha recitata, more solito, il Club Super Marathon Italia, che ha invaso Borgo San Lorenzo con ben 45 atleti. Il Club s’è presentato attrezzatissimo all’appuntamento. Ha piantato sotto gli alberi della piazza un gazebo ed ha distribuito i pettorali ai propri soci in modo esclusivo. Inoltre, sono state fatte fotografie a quelli che, sul link Protagonisti del sito web, ne sono privi. Assente Alberta, tutto il lavoro s’è riversato sulle robuste spalle di Gianfranco.

Sono 39 anni che si corre la maratona del Mugello. In tanti anni, ha accumulato un’esperienza tale che può permettersi di dare saggi consigli alle più giovani consorelle. In questi tempi di crisi economica e morale, la parola d’ordine è: RINNOVARSI. Per non morire.

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