Dalle ore 16:00 alle ore 22:00 di sabato, Nicolangelo, nato ad Andria (BT) e tesserato con Running Bisceglie, con il termometro a 30° alle 18:30, ha percorso 73,247 km. Al secondo posto si è piazzato Lorenzo Zingaro (67,972 km) e al terzo Franco Magliano (64,354 km).
Luisa Zecchino, tesserata con Massafra Marathon, ha vinto la gara femminile con 65,108 km, terza assoluta. Non soddisfatta dei pochi liquidi, sali e carboidrati persi, ha partecipato e vinto la Lavello Marathon disputatasi l’indomani mattina. Al secondo posto, Erica Teresa Delfine (63,299 km), e al terzo Maureen Simpson (59,380 km), residente a Palermo con cittadinanza sudafricana e inglese.
Con loro, altri 81 classificati hanno corso su un anello situato in periferia, velocissimo, piattissimo, di circa 1 km, esposto completamente al sole. La temperatura su riportata è quella registrata in città, con sole calante, al momento della sortita nelle strade riparate del centro storico.
La maratona, con 14 classificati e nessuna donna, è stata vinta da Vincenzo Netti col tempo di 3:46:10, seguito da Cosimo Palella (4:09:29) e Saverio Magarelli (4:10:16).
La 21 km, con 10 classificati, è stata vinta da Michele Di Fazio in 1:33:25, al secondo posto Domenico Conenna (1:37:34), al terzo Pasquale Scaramuzzo (1:45:13). L’unica donna, Luciana Gammino, ha impiegato 1:47:52.
Il chilometraggio delle 6 ore si riferisce ai giri completati allo scoccare della sesta ora, non essendo stati misurati i metri residui dell’ultimo giro. E’ questo uno dei limiti dell’organizzazione lavellese, che cura molto la socialità, lo spirito d’amicizia, il pasta party e meno le poche regole che impone una 6 ore, che è un evento competitivo in cui bisogna dare a ciascuno il suo, anche un solo centimetro conquistato in pista. Certo, gradevole è stato lo spettacolo dei fuochi d’artificio, ma come è possibile che non sia stato sparato un solo botto a decretare la fine della gara! Non si capisce quale filosofia abbia portato a dare riconoscimenti a chi aveva completato 50-100-150 maratone in carriera e riservare striminzitissime premiazioni a chi aveva sudato per 6 ore! E potrei continuare con tante altre generose attenzioni dedicate a momenti che poco hanno a che fare con la gara.
Felice Russo è un signore d’altri tempi, di stampo ottocentesco, che crede nell’amicizia, nel vogliamoci bene e in antichi valori. Non per nulla dedica la manifestazione a Maria de Leo, la cara moglie non più in vita. E’ un po’ accomodante e paternalista, caratteristiche non proprio dell’organizzatore.
Rimane encomiabile il suo sforzo di trasferire la gara nel centro storico. Ci sta riuscendo usando la tattica delle dosi omeopatiche. Ogni anno allunga progressivamente la durata dell’escursus in città. Quest’anno, all’inizio della terza ora di gara, i concorrenti hanno abbandonato il tracciato e si sono diretti in pieno centro, correndo per un’ora fra due ali di pubblico. Sta entrando nella mente degli amministratori la convinzione che la manifestazione sportiva porti pochi disagi e molti vantaggi. Se il prossimo anno si svolgerà tutta in città, il merito è tutto di patròn Felice, che lo sarà di nome e di fatto.
Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)


