Tutto è cominciato tanti anni fa correndo in Irlanda quattro giorni di fila attorno alla penisola più settentrionale del Donegal: Inishoven. Quattro giorni, quattro maratone, il nome Quadrathon. Formula semplice. 10 cartelli al massimo. Un solo ristoro consistente in una bottiglietta d’acqua e una banana alla mezza, un bicchiere di brodo all’arrivo. Ma panorami mozzafiato e tanta amicizia. 219 euro l’iscrizione. Una maglietta e quattro medaglie assicurate. L’ho fatta due volte nel 2013 e 2014 e tutti gli anni ci vorrei tornare, forse il 2017 sarà quello giusto.
Nel 2014 erano successe tante cose. L’organizzazione della prima edizione delle 10in10 e una lunga rincorsa alla ricerca di Maratone attraversando tutta Europa. A fine anno dopo aver corso la 101esima ho pensato di fare un bel regalo a tutti gli amici per Natale, occupando con discrezione uno spazio vuoto e creando dal niente le Christmas Series, 6 maratone in 6 giorni su 6 percorsi diversi. Si mise in moto una grande macchina organizzativa e in un mese si fece tutto. Furono battezzate “Orta Christamas Series”. La prima a Natale la Christmas Marathon col il Giro del Lago, a Santo Stefano la Madonna del Sasso, il 27 San Carlone sul Lago Maggiore, il 28 Lake Orta Marathon ancora giro del Lago, il 29 Mottarone, il 30 Sanctuary con il passaggio “a noi caro” del Santuario di Boca quasi in Valsesia. Il 31 da Gozzi a Calderara e il 1 Gennaio sull’onda di tanta prolificità nacque la “First” First. Furono sei piccoli Sogni che chi li visse ancora adesso li sente pulsare dentro e ne avverte la nostalgia. Lo stesso impegno profuso nella Quadrortathon, ma con molto più batticuore per preparare i percorsi e tutto il contorno del Natale 2014. Si partiva e si arrivava dall’albergo Valsesiana, e a dirla tutta le partenze erano un poco spostate per ottenere la misura esatta della “Sacra” Maratona.
Quanta emozione e quanti ricordi dopo tre anni, mentre ritracciavamo i nuovi percorsi delle Quadrortathon ritrovare qualche cartello abbandonato all’angolo di un remoto paesino, come se fosse stato lì ad aspettarci per tutto quel tempo mentre noi correvamo in giro per il mondo. Se avesse nevicato quel Natale avevamo preparato un percorso di scorta per non salire al Mottarone, si passava alle sue pendici si chiamava Vergante.
Nella primavera del 2015 si preparava la seconda edizione delle 10 in 10, molti di quelli che erano venuti a Natale mi pregavano di non ripetere più l’anda e rianda tra Ronco e Gozzano, ma di farli volare attorno al Lago. E così a febbraio presi un geometra ed un ingegnere ed andai a misurare i 4 percorsi mancanti. Così si aggiungevano alle 6 già nel menu. La maratona del Fenera andando in Valsesia e poi sulle colline del vino buono Ghemme e Maggiora. La Maratona della Colma che arrivava fino a Varallo Sesia e poi saliva al passo della Colma sopra Arola e Alzo di Pella. Furono misurate altre due gare dai percorsi strabilianti, ma con eccessiva altimetria, la Alpe Verdina in una selvaggia valle del Mottarone, e i Monti della Luna attraverso le cave abbandonate a picco sul Lago.
Pensa e ripensa per alleggerire il carico lasciai queste ultime due di scorta e varai un programma in cui la prima e l’ultima erano sul percorso Classico Gozzano-Pella-Ronco e si sarebbero chiamate la prima “One Oh One” e l’ultima “10 of Glory”. Non contento di questo ricco menu, visto che se ne parlava ancora e forse se ne parla ancora adesso, inserii come anteprima al programma ma che non avrebbe fatto classifica ai fini della 10in10 ma assolutamente valida e omologata: la Zero. Seguendo la tradizione dei paesi Anglosassoni era questa una Director’s Race, cioè la Maratona che si concedono il giorno prima gli organizzatori per testare il terreno e perché il giorno dopo indaffarati da mille problemi non avrebbero potuto correre.
La Zero si sarebbe corsa sulla sponda occidentale del Lago. Partenza da Gozzano, tre giri del promontorio di Orta, poi Pettenasco Lungo Lago, e ritorno a mezza costa su una stradina nascosta panoramica pianeggiante attraverso tre paesini che non sono molto conosciuti, ma sono tre intimissimi balconcini sul Lago. Il primo Carcegna sopra la baia Nord di Orta ormai divenuto una Colonia Svizzera trabocchevole di fiori. Il secondo Legro il paese dipinto meta di numerosi visitatori non solo italiani che percorrono “La via del cinema” ammirando ben 45 opere raffiguranti capolavori cinematografici, non tutti gli affreschi ma almeno una ventina erano sul percorso. Il terzo balcone è Corconio dalla “malinconica bellezza” dove visse Mario Soldati. http://www.iltorinese.it/soldati-e-bonfantini-i-due-marii-a-corconio.
La zero si sarebbe conclusa con l’ascesa alla Torre di Buccione che con l’Isola di San Giulio è l’icona del Lago. Buccione è una torre di avvistamento longobarda da cui si gode una didattica vista del Monte Rosa che in ogni suo componente si rispecchia nel Lago. All’alba si tinge veramente tutto di rosa, sia la neve dei monti che le acque lacustri sembra siano percorsi da milioni di fenicotteri. Ancora oggi quando posso faccio questo percorso che chiamo “il mio zero”. Serve a resettarmi, trasmette sensazioni positive che superano tutto quel che sulla “Zero” si è detto, ma con un poco di rimpianto, per cui ha anche un altro nome “Melancholy-thon”.
Di questo immenso sogno conservo ancora un armadio di faldoni di rilevamenti, il Manifesto, il Volantino e soprattutto il Logo che adesso quando lo guardo nella sua circolare logicità mi attrae come un grande gorgo dal quale occorre farsi inghiottire per cominciare a sognare e raccontare. Il Logo ha al centro quello del Club e poi le 11 gare in fila ruotano su stesse fino a portarti in fondo, o in cima all’empireo dipende dai punti di vista. Riepilogando il programma era questo:
- 0 – Zero – Director’s Race. Orta 3 Volte-Pettenasco-Carcegna-Legro-Buccione
- 1 – One Oh One. Gozzano – Ronco 2 Volte. Oppure i Monti della Luna nelle Cave abbandonate
- 2 – Madonna del Sasso. Cremosina – Valpiana – M. del Sasso – Boleto – Artò – Pella
- 3 – San Carlone. Invorio – Lagoni Mercurago – Lago Maggiore – Arona – Colosso di San Carlone
- 4 – Lake of Orta. Giro antiorario del Lago d’Orta con periplo del promontorio di Orta
- 5 – Mottarone – Salita e discesa del Mottarone
- 6 – Sanctuary. Borgomanero – Fontaneto – Santuario di Boca – Maggiora
- 7 – Vergante. Invorio – Nebbiuno – Massino – Gignese – Valle dell’Agogna – Armeno
- 8 – Fenera. Cremosina – San Bernardo – Ara – Traversagna – Boca – Maggiora
- 9 – Colma. Cremosina – Valpiana – Piana dei Monti – Cellio – Quarona – Colma – Arola – Pella
- 10 – 10 of Glory. Gozzano Ronco 2 Volte. Oppure Alpe Verdina – Tre Montagnette – Coiromonte
Poi tutto e’ sembrato impossibile e irraggiungibile, così ho ripiegato sul classico percorso avanti e indrè tra Ronco e Gozzano che tanto piacque nel 2014 e che si replicò nel 2015 e nel 2016 e che anche nel 2017 scenderà in scena per la felicità di tutti. Di certo per un concorrente anche se avvezzo alle ultra, correre 10 giorni su percorsi diversi può avere uno stress psicologico e incontrare troppe variabili. Mentre l’organizzazione ha dal canto suo delle spese elevate all’ennesima potenza. Le stesse QuadrOrtaThon, di cui poi parleremo nel dettaglio più avanti, per pareggiare i conti considerando 100 concorrenti dovrebbero costare come quelle irlandesi cioè il triplo: 219 euro invece di 70 euro e offrire meno servizi. Ma a pensare in piccolo si rimane sul divano, mentre, come cantava Franco Fanigliulo nel 1979:
“A me mi piace vivere alla grande già
girare tra le favole in mutande ma
il Principe dormiva, la Strega si è arrabbiata……”
Dopo questo lungo preambolo storico, vediamo come sono nate le QuadrOrtaThon. Tutto inizia il 4 dicembre 2016 sul mitico anello di Lavello, quando spinti dalla noia più totale insieme a Massimo Faleo confabulavamo sul programma a lungo termine del buon Vito Piero. Dove farà la 1000? Bene o male dal Passatore ad agosto ogni momento è buono. E che c’è il 2 giugno? Niente. Allora Pierone atterrerà sulla 1000 da qualche parte in Italia e noi gli faremo la Festa. Si ma dove? Deve essere una gara solo per lui!! Ho detto a Massimo: “Ho i vecchi percorsi di Natale!” Tiriamone fuori uno, ma quale? Sono troppi belli!! Uno, due, tre, quattro ed ecco fatto. Per il nome non volevo plagiare la Quadrathon e ci aggiunsi Orta in mezzo. Divenne QuadrOrtaThon, difficile da dire, occorre far roteare la lingua come le gambe intorno al lago per completare il quadrifoglio magico. E i sogni cominciavano….
Ci fu la presentazione la domenica successiva al Direttivo Open di Reggio Emilia ed incominciarono sei mesi di preparativi. Dalle medaglie ai percorsi, dai permessi ai dinieghi, dagli articoli alle promozioni. Fino ad arrivare completamente esausti al 1 giugno, ma felici che finalmente i sogni si erano realizzati. Nei giorni precedenti furono affissi complessivamente 1300 cartelli, e acquistati 4000 litri di acqua 500 di coca e 700 di birra, 25 angurie, 500 panini e 15 kg di mortadella e altrettanti di salame, 20 kg di biscotti secchi e 20 di salatini. Il tutto era pronto per essere distribuito Just in Time sui percorsi. Dieci Tavoli. Un punto acqua ogni 5 km, un mega ristoro vicino ad un Ristorante per la pasta e la polenta dopo la mezza con il veterano SuperVittorio coadiuvato da Bianca. Infine il ricco ristoro finale gestito dalle famose SuperVolontarie con la supervisione di Salvatore “Lettieri”. 200 gli amici che per correre o dare una mano sono venuti trovarmi, peccato per qualcuno impegnato nella Sei Giorni di Pasquale Brandi cui va il nostro saluto e incitamento in particolare Juan Alimonti ispiratore di tanti sogni, Antonio Niego, Mimmo Favia e tanti altri.
1 giugno Maratona del Vergante. 46 km, D+ 561 m. Partenza da Gozzano – Pronti via. Un cane in testa: Masha. Si sale a Bolzano Novarese dove si gira nella valle della Agogna fino ad Invorio. Da qui si fa tutto l’alto Vergante, una splendida balconata sul Lago Maggiore fino a Gignese il paese degli Ombrelli, punto più alto 700 metri. Pasta Party al Ristorante Arlecchino. Una lunga discesa in una valle solitaria quella del torrente Agogna (non la Gogna), ricca di acque che porta a Sovazza e Armeno, per poi ridiscendere a Gozzano. 64 finisher. In serata gita con bus a Stresa e poi salita con ultima funivia e seggiovia alle 17:40. Cena al Ristorante Eden. Serata indimenticabile, peccato per i pochi partecipanti, solo 21, e per il fraintendimento con Fabio Marri che nonostante una gran sgroppata autostradale non è potuto essere dei nostri.
2 giugno. Maratona del Mottarone. 43 km, D+ 859 m. Partenza da Gozzano. Salita da Vacciago, Madonna della Bocciola balcone sul Lago. Si attraversano i caratteristici paesini di Miasino ed Armeno. Poi si attacca la salita al Mottarone dalla cui sommità si gode la vista di sette laghi: Orta, Maggiore, Mergozzo, Varese, Besozzo, Comabbio, Monate e Biandronno. Giro della Sommità e ritorno sullo stesso percorso. Due pasta party uno in cima con tanto di polenta e pasta vino e grappa, di cui conserviamo una bella foto del consigliere Simonazzi seduto a tavola, altro sulla via del ritorno alla Madonna di Luciago. Grande ritorno di Marco Bonfiglio a cui in discesa non riuscivo a star dietro in macchina. 105 i Finisher. Alla sera in tutto relax giro in battello del Lago d’Orta, visita all’Isola e ad Orta e cena all’esclusivo ristorante Imbarcarcadero direttamente sul Lago a Pella, con un rumoroso direttivo Open. 42 i partecipanti. Tutti felicissimi dell’arrivo a cena del Campionissimo Antonio Tallarita e Signora.
3 Giugno 2017 Maratona della Madonna del Sasso. 44,5 km, D+ 690 m, ovvero la 1000^ di Ancora Vito Piero l’Italiano e socio con all’attivo il maggior numero di maratone e ultra. Partita da Gozzano, sale in Val Sesia attraverso il passo della Cremosina fino a Valpiana. Poi attraverso un silenzioso bosco di larici si arriva fino alla Madonna del Sasso la rupe da cui si domina tutto il Lago. L’eclettico fotografo di Correre Sergino Tempera ha tirato scemi tutti per far le foto con sullo sfondo il bel panorama. Discesa attraverso Boleto, il paese dei Porcini (Boletus Edulis) a Pella e poi gran Tour di Ronco in omaggio alle 10in10, e ritorno a Gozzano. 86 i finisher. Alle 19,30 Party delle 1.000 Maratone al Ristorante del Lido di Gozzano, grande celebrazione dell’evento con tutti i soci del Club presenti. Una cerimonia sobria e toccante dove Piero oltre che dal Direttivo del Club Italiano è stato premiato da Sigrid Eichner prima donna al mondo per numero gare in rappresentanza del Club Tedesco di cui è membro. 83 i soci presenti ed accompagnatori, più cinque Tedeschi del 100 MC Germany. Tutti emozionati più di Pierone!!! Ultima notte di quiete in cui molto han pregato perché il sogno non finisse!!
4 Giugno 2017. Maratona del Lago d’Orta. 42,5 km, D+ 420 m. Giro completo del Lago d’Orta partendo da Gozzano in senso antiorario. Giro del promontorio di Orta e del Lungolago di Pettenasco e Omegna. Salita panoramica a Nonio e Cesara. Quindi discesa a Pella fino ad arrivare a Gozzano. Pizzata finale gratuita sulla spiaggia. 92 gli arrivati. Alle 16:00 premiazioni dei Finisher delle 4 giornate con un totale di 55 arrivati: un risultato davvero imprevisto. Pensavamo al massimo 30, infatti non c’erano magliette per tutti e ce ne scusiamo, anzi scrivetemi che ve la invieremo. Addirittura potevano arrivare a più di 60 se alcuni iscritti non avessero dato forfait a causa di qualche lieve infortunio.
Ecco i 4 sogni si sono realizzati e poi svaniti. Ci vuol coraggio a realizzarli e crudeltà nel dimenticarli. Non so se ci sarà una replica, per ora sono svaniti nel grigio mattino milanese. Tra due mesi arrivano le 10 in 10 che leniranno il dolore….
Sonetto XLIII, William Shakespeare
Quanto più chiudo gli occhi, allora meglio vedono,
perchè per tutto il giorno guardano cose indegne di nota;
ma quando dormo, essi nei sogni vedono te, e, oscuramente
luminosi, sono luminosamente diretti nell’oscuro.
Allora tu, la cui ombra le ombre illumina,
quale spettacolo felice formerebbe la forma della tua ombra
al chiaro giorno con la tua assai più chiara luce,
quando ad occhi senza vista la tua ombra così splende!
Quanto, dico, benedetti sarebbero i miei occhi,
guardando a te nel giorno vivente,
quando nella morta notte la tua bella ombra imperfetta,
attraverso il greve sonno, su ciechi occhi posa!
Tutti i giorni sono notti a vedersi, finchè non vedo te,
e le notti giorni luminosi, quando i sogni si mostrano a me
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