41^ Maratona del Mugello, la più antica e nobile d’Italia

Si tratta di un investimento da tripla A, in quanto affidato ad una emittente con alle spalle una lunga storia d’amore con la corsa, “la più antica d’Italia”. La Maratona del Mugello è un po’ come la Banca del Monte dei Pegni di Siena, fondata nel 1472, senza però i suoi recenti problemi.

Un territorio antico e nobile, “questo gioioso paese”. Giotto e Cimabue hanno camminato per le stesse strade battute dai podisti, sabato pomeriggio, 20 settembre. Monsignor Della casa, le buone maniere riassunte nel suo “Galateo”, le ha apprese in questi luoghi. Perfino Firenze è debitrice: i Medici, che tanto lustro le hanno dato, erano originari del Mugello. Né va dimenticato l’impegno sociale di Don Milani, che Roberto Gherardi ci fece conoscere da vicino, portandoci nei luoghi del suo apostolato il giorno seguente di una delle edizioni della Maratona di Vicchio.

La manifestazione è il condensato di tutto questo substrato culturale. Ha come epicentro la capitale, Borgo San Lorenzo, e si espande per tutta la valle del Sieve, attraversato ripetutamente in lungo e largo. Il fiume scorre placido e limpido, felice di andare incontro all’Arno, che abbraccia a Pontassieve. I maratoneti l’hanno visto torbido e agitato per la tanta acqua caduta nella notte, che ha reso umido e afoso il pomeriggio del giorno della gara.

foto 2Le condizioni atmosferiche hanno reso ancor più impegnativo un percorso già “tosto” di suo, che fino al 26° km è tipicamente collinare.

Non finisce mai quella salita che conduce nel cuore di Scarperia, dove gli sbandieratori in costumi tradizionali, ondeggiando le bandiere, sembrano voler asciugare il sudore grondante dalla fronte dei maratoneti.

Per 3 km si salta, come su montagne russe, sui rilievi che circondano il catino dell’Autodromo, al ritmo del rombo dei motori.

Al passaggio in Borgo San Lorenzo, il sole è quasi tramontato e la calura dissolta. Dal 28° al 31° km si attraversa l’ambiente bucolico del Parco. Un vero peccato tornare sul va e vieni dell’asfalto fino al traguardo.

Il pasta party, cominciato alle ore 12:00, è finito alle ore 18:00. Praticamente, o lo fai prima della partenza, o devi completare la maratona in 3:30. In compenso, dal ristoro finale è possibile portare via cassette ripiene di tutto.

Terminata la gara, ho rifatto in macchina il percorso della 100 km del Passatore fino a Faenza. Erano le stesse ore serali di sabato, giorno in cui si passa nella famosa gara. L’unica macchina in circolazione era la mia. A dimostrazione che il traffico locale è nullo, e che la gran confusione la creano gli accompagnatori dei podisti. E’ proprio difficile porre un argine a questo abuso che scredita la manifestazione?

Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)

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