Non tutti i mali vengono per nuocere. Alludo al fatto che gennaio, con la sua inclemenza, scoraggia le maratone, alle quali ho riservato le mie preferenze negli ultimi anni. Ed è per questo motivo che ho potuto partecipare a tutte le edizioni del cross “Giro del Falco”, organizzato dalla Polisportiva “Dorando Pietri” di questa originalissima città, che prende il nome dalla gravina sulla quale s’affaccia: burrone inciso dai torrenti nelle rocce calcaree, altrove chiamato valle o lama.
Amatori-Master, esordienti, cadetti e ragazzi si sono sfidati a più riprese sugli sterrati sentieri. Sbuffi di vapor acqueo dalle bocche ansimanti testimoniavano la durezza della corsa e l’impegno fisico profuso. Una buona ginnastica per l’apparato cardio-respiratorio, messo alla prova anche dal clima tipicamente invernale, in cui i raggi di un freddo sole si alternavano a folate di nevischio.
All’arrivo, il caldo bicchiere di tè veniva usato prima per riscaldare le mani e poi l’animo. Ma il corpo infreddolito reclamava ben altro! Ed ecco sopraggiungere fumanti piatti di cavatelli con ceci ed, a richiesta, peperoncino a volontà. Si cominciava a ragionare! Il pieno benessere fu raggiunto allorquando fu servito vino bianco e rosso, ad libitum anche nella quantità.
Mi auguro che freddo, pioggia, vento, nebbia e neve tengano lontano le maratone dalla seconda decade di gennaio, in modo che non possa mancare di far visita al Falco Grillaio.


