5^ Maratona di San Valentino – Terni, 15/02/2015. Di scena l’amore

foto 2Poi il momento magico. L’arrivo alle cascate delle Marmore. Per la prima volta risalendo la valle a piedi. Lo scenario è unico. Le immense cascate aperte a piena portata appaiono lentamente come in una sequenza cinematografica. Prima un rumore sordo dei trecento metri cubi al secondo che precipitano e il vapore in fondo alla salita. Poi la schiuma in cima alla montagna. E il sipario si apre immenso su un teatro alto 165 metri. Salgo su un roccione da dove lo scena é unica, un palco reale da dove fotografare i vari amici che entrano in scena. Pochi istanti che valgono l’eternitá di un immagine.

Poi, come il vapore, saliamo la val Nerina. I cuori rossi dei pettorali si perdono sotto le mura del castello di Arrone. Un ponte fatato ci porta a Ferentillo, luogo da cui si è partiti le volte precedenti e che adesso è il giro di boa. Salendo si incontrano le lepri che han già virato e viaggiano veloci in discesa. E’ un piacere impallinarle con la macchina fotografica. Ferentillo è ormai deserta quando ci passo, tranquilla e assolata. Poi la discesa di nuovo a Terni che diventa la parte peggiore mentre nel ricordo era la migliore degli anni scorsi. Ecco tutto qui. Se c’è l’amore c’è tutto.

foto 3Unico neo una strana targa che mi è stata misteriosamente recapitata e che reca questa scritta: “Orgoglioso di aver raggiunto un numero inaspettato con tanta fatica, sudore, sacrifici, gioie e dolori, magari lasciando alle spalle dei valori umani e di cuore. Grande elogio da noi maratoneti…Ma ricordati ci sarà sempre qualcuno che ti supererà! Rifletti…”.

Nel giorno del grande cuore di San Valentino suona come un doppio rimprovero e ricorda certe epigrafi cimiteriali che il mio spirito preromantico ama tanto. So di non essere molto amato per la voglia di strafare, ma di certo chi fa falla. E chi fa troppo affonda. E fin qui ci sta. Ma dopo breve ho saputo che la stessa misteriosa targa sibillina ha raggiunto parecchi altri colleghi del popolo delle lunghe. Quindi il monito è allargato: pentitevi fratelli Maratoneti, correte di meno e amate di più!

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