50km di Romagna. 25 aprile da non dimenticare

Quest’anno sono venuto un po’ prima per visitare le terme di Riolo e un posto dimenticato da Dio che è il sacrario di Zattaglia da cui ci si passa velocemente in discesa circa al 33esimo chilometro. Proprio qui tra il fiume Senio e questi tornanti in discesa 74 anni fa si combatteva sulla Linea Gotica. Siamo scesi da Montalbano lungo la strada della Lavanda. Quasi in fondo al discesone al KM 33 siamo arrivati a Zattaglia. Qui abbiamo girato attorno al sacrario in onore dei 242 caduti della ‘Friuli’ che combatterono a fianco della Quinta Armata Americana sulla linea Gotica,  pagando un contributo di vite altissimo.

Riprendo un mio vecchio articolo: “Il 10 febbraio 1945 il gruppo di combattimento ‘Friuli’ era sulla Linea Gotica sulle posizioni difensive del Senio il fiume che abbiamo più volte attraversato. Dopo aver forzato di slancio il fiume a costo di gravi perdite, la ‘Friuli’ liberò Riolo dopo 127 lunghi giorni di assedio, e poi Isola, Rivola e Casola Valsenio. Di lì a pochi giorni la sua avanzata avrebbe eliminato ogni ulteriore resistenza nemica, proseguendo verso Bologna, liberata il 21 Aprile 1945. Questa la toccante testimonianza di chi in quei in giorni correva per salvarsi la vita.

“Sulle rive del Senio fummo subito coinvolti nei violentissimi combattimenti con le truppe tedesche in difesa della linea Gotica. 

Più salivamo  verso nord e più cominciavamo ad abituarci all’ acre odore della guerra, del  fumo, della polvere da sparo, della  gomma bruciata ma non riuscivamo mai a toglierci di dosso la paura.

In pochi giorni, solo  noi della Friuli, lasciammo in terra 242 compagni.

Le spoglie di quei caduti furono poi sepolte nel cimitero di Zattaglia, nel cuore della Romagna ed ora sono ricordate nel santuario di quel sacrario.

Quando ricordo quelle giovani vite perdute, sento ancora stringere il cuore,  ma subito mi conforto perché  so che con il sacrificio delle loro vite e con la presenza di quei cinque gruppi da combattimento si diede fine alla nostra seconda guerra mondiale”

Chi scrive non vuole assolutamente cadere nella retorica resistenziale che si rispolvera una volta l’anno ma a ripensarci mentre scendevo da solo quei tornanti verso di Zattaglia un po’ di quei ragazzi della Friuli anche quest’anno mi battevano il Cinque e mi dicevano che la felicità di oggi è il dolore di ieri.

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