6, 12, 24 ORE LE GARE DEI DURI

e arrivare fino in fondo.

Prova scientifica

Quando corriamo intensamente abbiamo la sensazione di ragionare meglio.

Il motivo è fisico: gran parte del sangue in circolo è impegnato per irrorare i muscoli sotto sforzo e il cervello (che a riposo consuma il 20% delle nostre risorse energetiche) riceve meno energia.

Per questo entra in uno stato di bassa intensità produttiva: non pensa a molte cose, se non a quelle vitali.

Vi si crea un vuoto e questo vuoto viene presto animato da pensieri così poco pensati che non sembrano neanche nostri.

La corsa non è uno sport. È un’esperienza

6, 12, 24 Non sono i numeri che usciranno nella prossima estrazione del lotto (..o magari chissà!!), per noi runner e ultramaratoneti sono numeri molto importanti. Sono numeri che identificano quelle gare che a noi piacciono tanto. Le Ultramaratone.

Correre una gara a tempo è il modo migliore per scoprire i propri limiti, rafforzarli, un viaggio in compagnia di se stessi, al termine del quale si sarà maturata un’esperienza del tutto nuova, che ci regalerà conoscenze del nostro essere atleti, che prima non conoscevamo.

Gare dure per uomini duri!! E sì non è da tutti fare una gara che duri tutto un giorno o anche tutto un giorno e una notte.

Gare in cui tutto diventa importante, dove non bisogna sbagliare niente, bisogna conoscere se stessi e le proprie capacità fisiche e sportive. Bisogna essere preparati mentalmente per affrontare gare ‘da criceti’ che spesso si svolgono su percorsi in circuiti di pochi Km che devi ripetere più volte. Una cosa che, quando ne parli con chi podista non è, rimane alquanto basito e gli si legge sul volto l’impossibilità a comprendere come si possa scegliere di fare una gara del genere.

E noi? Noi perché scegliamo di fare gare così?

Io penso che la risposta sia semplicemente, andare ancora oltre e provare cosa succede!! E’ questo, forse, lo spirito che ti porta ad andare a fare gare del genere.

Personalmente sono le gare che amo di più, è dove ti confronti veramente con te stesso, dove i tuoi obiettivi dipendono solo da te.

Il tempo scorre, i piedi vanno, il percorso corre sotto i tuoi piedi. Non capiranno mai, chi non è podista, come sia poco importante il fatto di correre in un circuito ripetitivo sempre uguale. Noi ad ogni giro siamo diversi!! La nostra mente corre con noi, le gambe vanno e il controllo è minimo, la tua testa può andare dove vuole. Pensieri, preoccupazione, gioie, felicità, tristezza, tutto ti può passare per le mente in quelle ore.

Correre è lo spazio aperto dove vanno a giocare i pensieri.

Le notti delle 24 ore dove al tutto si aggiunge spesso stanchezza vera, sonno, freddo, solitudine.

Chi può mai avere una fortuna così di poter vivere con se stesso nel pieno del proprio essere?

Siamo fortunati!

Siamo fortunati, quando siamo lì con l’emozione sempre nuova di affrontare una gara come questa,

siamo fortunati quando incrociamo chi corre come noi e ci si accenna ad un saluto,

siamo fortunati quando durante la notte e la fatica è tanta ci si affianca al tuo amico e con poche parole ci si capisce su tutto quanto ti gira intorno e sai quali sono le parole che ti servono per confortarlo e per essere tu stesso confortato.

Siamo fortunati quando alla scadenza della sesta ora ci viene consegna ‘il birillo’ da posizionare nel punto dove ti fermerai allo sparo di conclusione gara. Quel birillo lo ami, lo stringi a te, e quando lo poggi per terra sai che la tua vita è cambiata, hai un’altra avventura da raccontare, un’esperienza che ti rimarrà per sempre.

Siamo fortunati quando comincia a vedersi l’alba di una 24 ore e vedi avvicinarsi la fine della tua gara.

Siamo fortunati quando al mattino, allo scoccare della 24esima ora sei ancora lì che vai e vedi la gente intorno a te che ti guarda con invidia e incomprensione e ti senti un vero eroe.

‘Possiamo essere eroi per un giorno’

Cantava il vecchio David Bowie, ebbene sì, noi ci sentiamo eroi per un giorno in quel momento in cui tagliamo il traguardo di una gara così.

La gente pensa che io sia pazzo che abbia scelto una vita di torture, anche se io direi che è proprio il contrario.

Da qualche parte lungo la strada abbiamo confuso la comodità con la felicità. Dostoevskij aveva ragione:

“La sofferenza è la sola origine della coscienza”.

Mai i miei sensi si trovano più attivi rispetto a quando si raggiunge il dolore. C’è una magia nella fatica. Provate a chiederlo a qualsiasi corridore.

 

Questo il racconto della mia prima 24 ore di Torino fatta al Parco Ruffini

Nel cuore della notte viene a trovarmi mio figlio, si affianca ed in un primo momento non riesco neanche a riconoscerlo tanto che ero sconvolto e stanco. E’ con dei suoi amici, appena usciti da una discoteca e lui ha detto agli altri: “Andiamo a trovare mio padre che sta correndo al Parco”. E loro: “Cosa??? Cosa fa tuo padre? Corre al parco a quest’ora?? E’ matto?”

Difficile da capire e ne hanno tutte le ragioni, forse bisogna veramente essere diversi (matti?) per mettersi a fare una cosa del genere.

Corrono un po’ con me fuori dal percorso e mi fanno compagnia. Mi commuovo, è stato bello averli di fianco in quei 3 giri!!

Quando vanno via mi prende un po’ di sconforto, mi viene da piangere, mi chiedo perché sono lì? Questo pensiero non deve mai prenderti quando fai queste gare.

E’ un pensiero pericoloso, ti può portare ad abbandonare!! Ma io sono forte, scaccio via questi brutti pensieri e vado avanti, sono le 5 del mattino ancora 5 ore ed è tutto finito.

Purtroppo non avrei mai immaginato cosa mi sarebbe accaduto subito dopo!!! Sigh!

Passo il traguardo, ancora una volta, e noto davanti a me una ragazza che non ha mai corso, ma solo e sempre camminato che è ferma, piange e i giudici gli sono intorno. Non capisco cosa accade. Durante il giro successivo sento dire che è stata squalificata, ma non capisco perché!

Al prossimo passaggio sul traguardo vedo un giudice con una bandiera rossa che si para davanti a me e mi dice che sono squalificato!!

Non può essere, non riesco a crederci, perché? Cosa ho fatto?

Mi dicono che non ho fatto i chilometri utili per poter continuare la gara al cancello delle 16 ore!!

Il cancello!! Ma cos’è questo cancello??? Mai sentito!! Mi fermano e c’è tutto il tempo per spiegarmi di cosa parlano purtroppo.

Dovevo fare almeno 95 Km  allo scoccare della 16esima ora!!

Regola scritta chiaramente sul regolamento che però io non avevo neanche letto!!

Credo che potevano evidenziare questa regola, per chi, principiante come me, o la ragazza di poco prima, non ne erano al corrente.

Sarebbe bastato attaccare un cartello sul traguardo con i “cancelli” da rispettare.

Mi dicono che, se volessi, potrei continuare a correre fino al mattino ma che non sarei comunque poi stato inserito nella classifica finale. No, non me la sento la delusione è grande, la stanchezza anche e quella botta non ci voleva proprio. Mi fermo. Raccolgo le mie cose e vado via con una grande amarezza!

Al mattino non mi sento neanche di andare a vedere quelli che concludono la gara, sono troppo demoralizzato. Il giorno dopo chiedo chiarimenti all’organizzazione e soprattutto sostengo il fatto che se avessero evidenziato di più questa regola sarebbe stato meglio!

Mi guardo la classifica finale e vedo che mi hanno squalificato alla 16esima ora avendo percorso 90 Km invece che 95 Km!!!!!!!

Chilometri calcolati con il chip!

IL CHIP?????? Il chip che io al cambio scarpe ho lasciato per 3 giri sulla sedia!!!!!! Ma…… Allora, ma allora li ho fatti i chilometri richiesti!!

Solo che il chip, che non avevo addosso in quei famosi 3 giri, non li ha segnati!!

Chiedo chiarimenti e racconto della mia vicenda del chip  mi dicono che se questo è vero, risulterà dal controllo dei giudici, che oltre a fidarsi del chip, fanno un controllo incrociato, segnandosi tutti i passaggi degli atleti sul traguardo.

Dicono che controlleranno e mi faranno sapere.

Ricevo una mail il giorno dopo, risulta quello che ho detto: la verità. Dal controllo manuale dei giudici effettivamente ho fatto 6 km in più rispetto a quelli segnati dal chip.

Per un solo Km!!! Mi riammettono in classifica, mi viene assegnata la medaglia e relativo diploma di partecipazione con i chilometri ufficiali percorsi!!

Non riesco a crederci! Sono felicissimo, solo un po’ amareggiato di non aver tagliato il traguardo alle 10:00 del mattino come tutti gli altri, ma almeno ho il conforto di poter dire che ho concluso anche questa gara!!!

Ancora mi scendono delle lacrime, ma questa volta sono di gioia!!

10 Maggio – 6 ore di Foiano dalla Terrazza (6 ore di Foiano)

 fiore

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