Ci sono stati molti ritiri per caviglie slogate, cadute, capogiri e pressione bassa. Suviana quest’anno è stata una maratona molto difficile, per altro ottimamente gestita da Gianfranco Gozzi e il suo staff, che fino all’ultimo non hanno fatto mancare ristori abbondanti e acqua a volontà, vera e propria salvavita della giornata.
L’avevo ultimata in 5:41 l’anno scorso, 6:55 quest’anno, prestazione peggiore per una minor condizione di forma, ma specialmente a causa del solleone. I volontari sono sul campo fino alla fine per verificare se qualcuno abbia bisogno di assistenza. Un ragazzo mi affianca in auto nelle tremenda salita finale porgendomi una bottiglietta d’acqua. Notata la mia faccia stravolta, mi chiede se voglio approfittare di un passaggio. Accetto l’acqua ma trovo la forza di urlare con l’ultimo fiato che ho in gola: NOOO GRAZIE!!! Per poi sdraiarmi qualche minuto a riprendere forze.
Oggi cadono ricorrenze speciali. Festeggiano la cifra tonda delle 300 maratone/ultra Graziano Guerrieri, 100 Marisa Facchini e Antonino Gioffrè. 50 la new entry pratese Carlo Angiolo Zampini, da due anni ormai sotto le ali protettrici di Super Mario Ferri: il quale, dopo averlo convinto ad abbracciare la filosofia del Popolo delle Lunghe, l’ha “costretto” a dimagrire una trentina di chili e a macinare insieme a lui una 50ina di gare in due anni. Contribuisce al budget della festa anche il forte pratese Piero Lucarini che a Fano ha corso la sua 250esima, oggi vincitore della coppa del 1° Memorial “Bepi” Togni, in quanto primo classificato Over 75.
Quando arrivo, i festeggiamenti sono già in pieno svolgimento. Torte, vino, birra e spumante a volontà. Anche se non deve celebrare nessuna particolare prestazione se non quella di aver completato l’ennesima maratona, c’è anche la supertorta di Carla Gavazzeni, prelibatezza che non manca mai quando Carla arriva al luogo della maratona insieme alla sua famiglia. Prima di aiutare a far sparire dalla tavola tutto quel ben di dio, urge prima far la doccia, per toglier di dosso le incrostazioni saline che mi rivestono il corpo.
In mezzo a tanta baldoria e allegria, c’è anche chi non ha molta voglia di brindare perché intento a leccarsi le ferite: Alfio Polidori, ritiratosi al 30° per pressione bassa, Enzo Funghi, primo di categoria M70, con le ginocchia insanguinate a causa di una scivolata a qualche metro dal traguardo (facendo però in tempo a lanciare il chip oltre la linea). E, ultima ma non meno importante (“last but not least” – in inglese suona meglio), la sempre sorridente Cristiana Di Pietrantonio (alla quale auguriamo pronta guarigione) che, apprestandosi a diventare prossima socia del nostro Club, ha pensato bene di mettersi subito in evidenza slogandosi una caviglia che l’ha costretta al ritiro.
E il mio alluce dolorante? Il mio cuore pazzerello?? Tutto OK, tutto OK.
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)


