6^ Nizza Cannes – 9/11/2014. Giapponesi si nasce.

2Arrivato a Nizza, vedo stranamente che nessuno scende verso la Promenade-des-Anglais… tutti risalgono verso la stazione, probabilmente per partecipare alle staffette. Arrivo sulla Promenade e vedo che i camion delle borse sono già partiti. Una lampadina di terrore mi si accende improvvisamente davanti. Che quest’anno siano partiti davvero prima? Corro sulla Promenade e vedo che purtroppo son partiti tutti. Le due corsie della partenza sono completamente vuote, sono le 8:11. Il via è già stato dato da undici minuti. Cerco di entrare nelle gabbie ma non ci riesco. Una lunga rete zincata separa i marciapiedi dalle vie d’ingresso. Corro col mio borsone a perdifiato per aggirarle. Arrivo sul tappeto che sono le 8:12. Gli organizzatori ne stanno già smontando uno. Mi dicono: “Vai dall’altra parte!”. Salto le aiuole dello spartitraffico, vado dall’altra parte e gli chiedo se posso partire. Mi danno l’OK. E’ un gran sollievo quando passo sul tappeto e sento “beep”.

Guardo davanti a me e c’è il nulla assoluto, tutta la Promenade è completamente vuota. Cosa faccio? Corro…corro…corro. E così mi trovo a spingere a perdifiato all’inseguimento di quello che potrebbe essere l’ultimo. Nessuno davanti a me. Il borsone mi dà fastidio e così lo infilo in una siepe nello spartitraffico a circa un chilometro dopo la partenza. Lo recupererò al ritorno. Ma così non è stato, al ritorno non trovo più niente, peccato perché avevo dentro una giacca tecnica che avevo appena preso a New York. Leggero senza più borsone corro veloce per altri tre chilometri. Finalmente vedo qualcuno in fondo alla Promenade e tiro un sospiro di sollievo. Sono dei giapponesi.

4I giapponesi sono sempre stati l’anello di congiunzione tra la mia lentezza e la maratona. Mi ricordo ancora le prime che facevo. Mi vergogno a dirlo ma allora ero più lento di quanto lo sono adesso e mi salvavo sempre aggrappandomi a qualche giapponese. Che popolo meraviglioso. Pensano di correre senza essere guardati. Secondo me pensano di essere invisibili e di correre su di un loro pianeta. E’ un popolo a se stante. Vorrebbe una legge per il matrimonio tra gli esseri umani e i personaggi dei manga. Ho letto dei manuali in cui si spiega quali sono i modi per conquistare un giapponese. Ci sono dei modi veloci in cui narra la leggenda bastano 14 minuti per renderseli amici. Poi ci sono dei metodi più complicati in cui attraverso delle parole chiave, si può renderseli amici per tutta la vita. Io sicuramente sono loro amico e lo sarò per tutta la vita. Anzi penso di essere nato in una vita precedente in Giappone. Giapponesi si nasce non si diventa. Eccoli qua gli ultimi! Appena arrivo mi metto a camminare con loro per un bel tratto e respiro. Respiro l’aria del mare, il vento, e mi sembra di essere ritornato a vivere. Viva i Giapponesi!

5Finalmente mi lascio andare, riesco a ricompattarmi con un altro gruppo. Entro nella vera anima della maratona. Questa è una maratona dove si passa attraverso delle icone universali, che sono la Promenade-des-Anglais e la Croisette passando per il Cap d’Antibes dove ci sono tutte le case dei miliardari. Fantastiche! L’atmosfera è eccitante.

Poco alla volta riesco a riconquistare posizioni e capisco che questo è un piccolo-grandissimo centro del mondo. Ad Antibes raggiungo i miei due amici tedeschi che erano presenti alle 10 in 10 del lago d’Orta. Ho partecipato anche alla Horneburger Marathon proprio dietro casa loro. Sono Gabi e il suo altissimo marito Frank. Facciamo un bel pezzo di strada insieme. Mi invitano per una maratona sempre nel loro bel paesino che si terrà la domenica successiva. Purtroppo devo declinare l’invito essendo già iscritto alla Frauenfelde Marathon in Svizzera.

Ad un certo punto comincia a piovere, la Costa Azzurra diventa grigia e i colori accecanti e brillanti dell’anno scorso lasciano il passaggio a delle gran folate di vento. Al quarantesimo si arriva al porto dove sono ancorati gli yacht dei billionares. Poco prima una moltitudine di windsurfer e kitesurfer che sfidano il maltempo cavalcando le onde e le burrasche. Fa paura vederli andare così veloci.

6Finalmente arrivo alla Croisette. E’ stato un lungo viaggio, son partito dal Giappone e sono arrivato in Costa Azzurra. Ora posso riposarmi qui davanti al Salone Internazionale del cinema. C’è ancora il poster ufficiale della 67a edizione, utilizza un celeberrimo fotogramma di Marcello Mastroianni in 8½. Il capolavoro di Federico Fellini fu presentato nel 1963 proprio a Cannes. La scelta sembra cavalcare l’onda dell’Oscar vinto da La Grande Bellezza come miglior film straniero: la pellicola di Paolo Sorrentino era in concorso nel 2013.

Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)

 

 

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