Orbite? E che orbite! Giri di 3,600 Km. a forma di otto allungato, metà discesa in cui si volava, metà salita in cui anche il vincitore camminava fin dal primo metro. La fortuna è stata che la zona partenza-arrivo era in discesa e vi si passava due volte per giro, e tutti sfrecciavano come centometristi, dimenticando la fatica dell’arrampicata, spinti da un tifo da stadio di calcio.
“Scrivetelo! Scrivetelo! “ – andava gridando ai quattro venti Francesco Capecci – “Per 60 atleti si riesce a bloccare un’intera città, altrove 6000 atleti sono costretti a respirare l’ossido di carbonio delle macchine!”. Diceva cose vere. In realtà era un discorso pro domo sua! Sotto, sotto, voleva lodare la sua maratona, e non perde occasione per propagandarla. Il problema delle macchine, lui l’ha risolto drasticamente: non butta fuori da San Benedetto del Tronto le auto, semplicemente scaraventa a mare gli atleti! Geniale idea che gli permette di distribuire, senza spendere un soldo, il salutare iodio al posto del nocivo ossido di carbonio!
I boati più fragorosi del pubblico sono stati rivolti ad Angela Gargano ed Alberto Fusari. A differenza degli altri concorrenti, che con il passare delle ore mostravano un viso sempre più segnato dalla sofferenza, la supermaratoneta barlettana ne offriva uno sempre più felice e sorridente, ed ogni suo passaggio era scandito da un: Angela! Angela! Angela!
Il supermaratoneta maceratese s’è presentato in terra calabrese con il solito abbigliamento, ma ringiovanito: viso curato, capelli corti, e soprattutto privo di quel pelame che usualmente gli ricopre la regione cervicale e che, senza soluzione di continuità, va a confondersi con gli ultimi capelli e con la prima peluria della zona dorsale. Ad ogni sua apparizione tutta la città andava in visibilio, e deliranti le piacenti donne gli chiedevano: “Ma quanti anni hai?”. “Cinquanta mal portati!” era l’autoironica risposta.
Alberto Fusari aveva già colpito in mattinata, durante il giro turistico del paese. La solitaria chiesa del Carmelo, posta su una piccola altura, era chiusa, ed una popolana aveva notato il disappunto dipinto sul volto di quell’originale forestiero. “E’ un prete?” aveva chiesto. “Certo che lo è!” aveva risposto Vito Piero Ancora. “Vescovo!” aggiungeva Francesco Capecci. “Cardinale in pectore!” concludeva Michele Rizzitelli. Ci fu un passa parola fra vecchiette, e la chiesa venne aperta. Alberto si portò sull’ambone, e cominciò a parlare del monte Carmelo che si trova in Palestina, del profeta Elia, dello scapolare che può essere sostituito dalla più pratica medaglietta: chi la porta stazionerà pochissimo tempo in Purgatorio, e salirà in Paradiso il primo sabato che segue il giorno della sua morte. Estasiata, colei che aveva aperta la chiesa profetizzò: “Costui diventerà Papa!”.
Con tutto il rispetto della devozione al Carmelo, credo che Fusari rimarrà qualche giorno in più fra le fiamme del Purgatorio nella VI Cornice dei golosi. A fine gara, dall’una alle tre di notte, all’aperto sotto un cielo stellato, le massaie curinghesi ci hanno presi per la gola con specialità fatte con le proprie mani. L’abilità culinaria delle donne di queste parti è risaputa. E’ tradizione che una ragazza calabrese per poter essere idonea al matrimonio (in aggiunta ad altre ben note virtù) debba conoscere tutti i quindici modi di lavorare la pasta “fatta in casa”. A Curinga questa usanza è ancora attuale, anzi sembra che venga anche richiesta una particolare bravura nel preparare una gran varietà di dolci.
Era notte fonda quando, post prandium, lento pede ambulavamo verso l’albergo. Flebili luci rischiaravano la città e la piana sottostante. Nel cielo splendeva la luna e regnava la quiete. Mi trovai in compagnia di Alberto Fusari, che mi invitò ad ascoltare la voce sottile del silenzio, ed a meditare. Mi sentii in difficoltà di fronte alla profondità dei suoi concetti: ero inadeguato a percepire ed esprimere emozioni altrettanto valide. Ed anch’io feci silenzio!
A dimostrazione della perfetta organizzazione sostenuta da una valida programmazione, è da notare che sulla maglietta del pacco gara era inscritta la data di quest’anno, ed anche quella della prossima edizione: Curinga, 9 Agosto 2008. Ti aspetta l’8 Agosto 2009.
Gli intenditori sono avvisati!


