6 ore Lavellese. Percorso certificato da un ingegnere e un geometra

002Oltre a San Marco in Lamis, tra i comuni più colpiti c’è Cagnano Varano, dove si svolge ogni anno la Maratona del Gargano, una delle manifestazioni più belle nel panorama delle maratone e ultra italiane. Una telefonata a Pasquale mi rassicura: parte del territorio comunale è stato invaso da un fiume d’acqua proveniente da San Giovanni Rotondo ma, quel che più conta, tutti stanno bene. Le previsioni meteo dicono che il maltempo dovrebbe proseguire ancora diversi giorni. Telefono a Massimo Faleo. Con il suo tipico intercalare che l’ha reso famoso, mi tranquillizza: “Tuttapposto, Mario, tuttapposto”. Riferisce che dalle sue parti è sempre Puglia felix: splende il sole e gli albergatori denunceranno i siti meteo che mettono in apprensione gli sprovveduti residenti del Nord Italia. I treni viaggiano in perfetto orario e le strade sono pulitissime. Confortato dalle rassicuranti parole di Massimo, venerdì 5 settembre prendo l’Eurocity delle 8:00 che arriva a Foggia alle 13:35 in punto. Un’ora dopo un comodo bus mi sbarca a Lavello.

003La 6 ore Lavellese giunge quest’anno alla terza edizione. É una manifestazione inventata dall’ottimo Patron Felice Russo, in memoria dell’amata moglie Maria De Leo, scomparsa prematuramente qualche anno fa. Felice mi accoglie con squisita ospitalità, coinvolgendomi anche nei preparativi della gara che si correrà il giorno dopo. Piove a tratti ma senza disturbare. A sera andiamo a Barletta dove Vincenzo Cascella, presidente della ASD Barletta Sportiva, fornisce i gonfiabili da montare il giorno dopo e la rotella metrica per misurare il percorso. Dopo un sopralluogo alla pista ciclabile dove saranno allestite le strutture logistiche, tutti a cena a base di pizza e birra, poi a nanna.

Il giorno dopo Felice mi assegna il compito di misurare il percorso. Affidata la rotella metrica all’aiuto-canneggiatore Massimo Faleo, iniziamo. Il tracciato consiste in un certo numero di giri nella pista ciclabile più un giro esterno (un “allungo in città”, così lo chiama Felice nel regolamento) previsto alle 18:00 dopo tre ore di corsa, per portare i maratoneti in centro a raccogliere i meritati applausi. La pista ciclabile misura 1.055 m. Il giro esterno invece, consistente in una prima parte per raggiungere il centro di Lavello, una seconda da correre in centro ripetendo un rettilineo avanti e indrè 5 volte, e una terza parte per rientrare in pista, misura esattamente 5.977 m. Se si corresse solo nella pista ciclabile, i giri per completare la maratona sarebbero 40 (42,200 km). Dovendo invece raggiungere il centro di Lavello, occorrerà invece ultimare 35 giri di pista più il giro esterno, in totale 42,904 km. Così certifico sullo schizzo che consegno a Felice Russo, firmato dall’ingegner Mario Liccardi e dal perito elettrotecnico Massimo Faleo, promosso geometra per meriti acquisiti sul campo.

004Ha ragione Felice a voler il giro in centro per dare maggior visibilità alla manifestazione che altrimenti resterebbe confinata in periferia. Ma questo complica la vita. Facendo un po’ di conti ci accorgiamo che i maratoneti veloci (quelli dalle 3 alle 3,30 ore) rischierebbero di correre anche per 45 chilometri. Così come gli atleti veloci della mezza, che partiranno due ore dopo di noi. Detto fatto, il decisionista Felice stabilisce che sia i maratoneti veloci (da individuare “gara facendo”) che tutti i concorrenti della mezza correranno solo in pista, e che Dio ce la mandi buona.

Durante la mattinata di sabato le operazioni di approntamento della logistica procedono a rilento perché il tempo è inclemente. Piove spesso a dirotto (le “bombe d’acqua” garganiche sono arrivate fino a qui) e sono pochi i momenti in cui i volontari riescono a lavorare. Il pasta party pre-gara, previsto inizialmente per gli addetti dello staff e pochi altri, si sarebbe dovuto svolgere verso mezzogiorno. Ma causa la pioggia e una serie di circostanze avverse, siamo in ritardo. Passa il tempo e gli atleti stanno arrivando. Felice non può far altro che ordinare altri pasti per tutti, rimettendoci di tasca sua. Ci sediamo a tavola affamatissimi alle 14:00 e, anche se dovremo correre in piena digestione, va bene lo stesso.

005Alle 15:10, con i classici dieci minuti accademici di ritardo, si parte. La pioggia, caduta abbondantemente durante la mattinata, ci lascerà in pace nel pomeriggio. Molti concorrenti che si erano iscritti non sono però arrivati: causa le condizioni climatiche avverse, hanno rinunciato. Se gli assenti non verseranno ugualmente la quota di iscrizione, a rimetterci sarà Felice, che aveva previsto nel regolamento la possibilità di pagare in contanti il giorno della gara.

Complica la vita a molti il giro in centro: nel tratto da ripetere 5 volte, gli addetti al rilevamento non sempre riescono a conteggiare tutti i passaggi. Più o meno consapevolmente, alcuni concorrenti corrono un giro in meno. Complica la vita solo a me (che avevo misurato il percorso) la segnalazione da parte dei cronometristi di Tempogara che i giri da percorrere per ultimare la maratona sarebbero stati 34 + 1 anziché 35 + 1. Leggendo oggi la classifica e i chilometri percorsi, capisco perché: per Tempogara il giro esterno è lungo 6.955 anziché 5.979 metri. E la certificazione firmata dall’ingegnere e dal perito elettrotecnico promosso geometra sul campo? Smarrita nella confusione, oppure distrutta durante la bomba d’acqua del mattino, chissà. Al termine della manifestazione, fuochi d’artificio e pantagruelica pappata, allietata dalle comiche di Raffaele Perrone sempre con l’immancabile bottiglia di vino in mano.

Che dire della gara? Rispecchia la personalità straripante di Felice Russo, efficiente organizzatore autorevole e generoso, che consacra ogni anno questa giornata alla memoria della moglie, incurante del budget finale.

Torno a Bologna da Foggia con l’Intercity notte delle 01:15. Il mattino dopo, finalmente in posizione orizzontale sul letto di casa mia, penso al manipolo di amici capitanati da Paolo Gino che stanno correndo 40 giri nella pista ciclabile di Lavello per la “1^ Lavello Marathon”, allo scopo di mettere un altro punto-maratona in saccoccia. Li vedo completare giro dopo giro ….. li conto mentre tagliano ogni volta il traguardo ….. e, similmente alla tecnica sperimentata dell’immaginare le pecorelle che saltano il fosso ….. mi addormento di botto.

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