6 Ore sotto le stelle – San Benedetto del Tronto (AP)

Da esperto del settore, ha avuto pietà della sofferenza dei corridori, ed ha evitato loro la calura del solleone, scegliendo l’ora più fresca ed il posto più ventilato.

La “6 Ore sotto le stelle” è partita a mezzanotte. Francesco deve essere in possesso di buone conoscenze astronomiche se ha evitato l’errore del più abusato e languido “6 Ore sotto la luna”, perché nel cielo della città marchigiana “dell’aureo melon l’argentea fetta” non s’è vista, mentre lo splendore delle stelle sovrastava le luci della città.

Ero, invece, ben informato della sua cultura marinara. Pertanto, dopo la 24 Ore sul lungomare ricco di palme e la 50 km sulla sabbia soffice, è toccato al monumentale braccio del molo sud accogliere gli oltre 100 atleti. La prossima gara si terrà in alto mare?

Cosa abbia di speciale per attrarre tante iscrizioni, io proprio non so. Era buio, per cui il successo non è imputabile agli occhi azzurri di Valentina, messa a bella posta nel punto strategico della consegna dei pettorali. La vera forza “dell’uomo della sabbia” sta nel saper pubblicizzare le sue gare con la politica capillare del porta a porta, più redditizia delle dispendiose inserzioni su riviste specializzate. A Curinga, ha fatto trovare la locandina della sua gara sotto il piatto di pasta e fagioli degli atleti, seduti lungo la tavolata all’aperto!

Con il chip alla scarpa destra, i partecipanti si sono schierati sul molo largo 4 m. Dopo 900 m, in prossimità del faro, uno stretto giro di boa li costringeva ad invertire il senso di marcia. Quando ritornavano sul posto della partenza, avevano percorso 1800 m: un video indicava nome e cognome, tempo, km percorsi, numero dei giri.

L’organizzazione ha avuto molta fiducia negli uomini. Non ha posto un rilevamento-chip al giro di boa, né ha separato i due sensi di marcia. Il percorso era poco illuminato, per cui la tentazione metteva continuamente a dura prova la virtù dei partecipanti. La fiducia riposta è stata ripagata?

Mentre gli atleti andavano avanti ed indietro sul molo, la città splendeva di luci ed impazziva nella notte bianca. Le note del “Vincerò” della Turandot, dopo aver squarciato il cielo, giungevano fino alle loro orecchie. Poi le stelle scomparvero lassù, oscurate dal bagliore dei fuochi d’artificio. Anche coloro che in quel momento avevano le spalle rivolte alla città, si girarono e, correndo in retrorunning, dimenticarono la fatica guardando a bocca aperta le scenografiche creazioni multicolori.

Dopo 2:59:38, Pio Malfatti credeva di aver concluso la distanza della maratona e di aggiungere un altro tassello al “Maratrenta”: in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, intende correre 30 maratone sotto le tre ore. In seguito, s’è accertato che, per un malinteso con l’organizzazione, avrebbe percorso un giro in meno, per cui i km sono stati 40,400.

Tutti gli altri continuarono alacremente a correre. Gli unici ad apparire sonnacchiosi erano gli accompagnatori seduti sui massi a protezione del molo dalle ondate.

Lentamente il cielo cominciò a dipingersi di colori tenui. I faticatori poterono guardarsi in viso, apprezzare la bellezza del molo con i suoi massi scolpiti e la città che si estendeva lungo il mare e sulle prime colline verdeggianti.

Fu il sole, sorto alle ore 6:00, a decretare la fine della gara, non essendo previsto nessun segnale acustico, né il conteggio della distanza dell’ultimo giro non completato. La fatica degli ultramaratoneti finì, ed incominciò quella del sole che andò a dare un senso alla vita degli uomini.

Il mare era invitante, ma si era troppo provati per tuffarsi nell’acqua blu.

Con lo zaino sulle spalle, stanco ma felice, raggiunsi la mia macchina, posteggiata a tre chilometri di distanza per via dell’affollatissima notte bianca. Gli operatori ecologici erano intenti a ripulire la città dagli abusi di una nottata passata all’insegna dell’esagerazione. Sul lungomare incrociavo i visi stravolti e le andature barcollanti di una gioventù che prima della notte della trasgressione era stata bella e vitale. Era da invidiare la mia notte bianca, o la loro?

Per completezza, devo riferire che la quota d’iscrizione è stata di 15 Euro. Una maglietta è stata data alla consegna del chip, ed un’altra alla riconsegna. Essenziali i ristori. Niente categorie. Premiati soltanto le prime/i tre:

1)Latorre Angela, km 59,400 in 5:54:50

2)Mandini Patrizia, km 57,600 in 5:55:46

3)Pari Paola, km 54,00 in 5:59:15

 

1) Passamonti Luca, km 70,200 in 5:53:37

2) Tazza Giorgio, km 70,200 in 5:57:01

3) Corrado Stefano, km 66,600 in 5:543:6

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