Non solo bravo organizzatore, anche astuto psicologo, questo Pasquale. Conosce molto bene i Supermaratoneti e riesce a scrutarli nelle pieghe profonde della loro anima. Sa che le gare a tempo nei circuiti sono noiose, soprattutto al momento della partenza, quando le ore sembra non debbano passare mai. Solo in vista dello scoccare dell’ultimo minuto dimenticano le pene patite, il loro volto s’illumina e i muscoli mimici trasformano le rughe della fatica in sorriso. Con “Stop a Mezzanotte”, ha lasciato in ombra il duro momento dell’inizio gara ed ha spalancato la finestra sul radioso momento del fine gara.
Quel Corso Pietro Giannone che ha visto tante fugaci partenze e arrivi, questa volta è stato protagonista assoluto per 360 minuti. Spazioso, largo, posto alla sommità del colle su cui sorge la cittadina garganica, è dedicato al famoso filosofo, storico, giurista illuminista nato da queste parti (Ischitella 1676 – Torino 1748) autore della Istoria civile del regno di Napoli e del Triregno, apprezzati e tradotti in molte lingue, per i quali subì persecuzioni e pene infinite, fino a morire in carcere per i suoi ideali di libertà. Oltre all’arteria centrale, c’è stata una variazione in tema lungo una stradina del centro storico. Poco meno di 1 km il circuito, non proprio pianeggiante e con qualche angusta curva a gomito.
Dato il giorno feriale, i partecipanti non potevano essere numerosi. Patròn Pasquale ha pensato bene ad ingrossarne le fila inserendo una 10-21 e 42 km. Pertanto, affollata e chiassosa è stata la partenza, preceduta dalle esuberanti doti oratorie di Felice Russo invitanti alle gare in quel di Lavello, e da quelle più compassate dell’organizzatore; silenzioso e con pochi partecipanti in campo, la parte finale della manifestazione.
Allo stop di mezzanotte, si sono contati 29 classificati alla 10 km, 15 alla 21 km, 7 alla 42 km e 34 alla 6 ore. Non molti, ma ben rappresentati territorialmente per via dei numerosi turisti presenti in questa città che narcisisticamente si specchia nel Lago Varano.
Nonostante il percorso impegnativo, di rilievo sono stati i risultati conseguiti dai vincitori, favoriti dalla fresca temperatura notturna. Bruno Fazzari e Lucrezia Cannarozzi hanno vinto la 10 km in 38:05:00 e 45:48:00; Dario Santoro si è aggiudicata la 21 km in 1:17:22; nella maratona, Luciano Raffaele si è imposto con 3:26:25 su Antonio Nicassio (4:18:45) e Michele Giuliani (4:25:00). Nella 6 ore, Mirco Recchi è riuscito a percorrere 70,364 km, Giuseppe Mangione 66,171 km e Ruggero Pietro Di Iorio 64,711 Km.; nella 6 ore femminile, successo di Maddalena Lanzilotti con 54,017 km su Angela Gargano 46,678 km.
Data l’ora notturna dello svolgimento della gara, ha fatto bene Pasquale Giuliani a fornire il ristoro, in aggiunta ai soliti prodotti, di caffè distribuito nella forma tradizionale calda e in crema fredda, che ha tenuto reattivi gli animi.
Alfine, una voluminosa medaglia in ceramica è stata appesa al collo dei classificati.
Sarà stato per le alte dosi di caffè ingeriti, fatto sta che nessuno era stanco nel post-gara e, nonostante l’ora tarda, hanno gustato pennette al basilico e piattoni di cozze che il vicino lago generosamente produce.
Intorno alle 2:00 ho preso la via di casa. Albeggiava quando sono giunto.
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