Purtroppo, quando siamo a metà strada, subito dopo la mezzanotte, su una autostrada tedesca chiamata A7 presso lo svincolo di Weurzburg, al km 573 siamo stati tamponati da una Citroen C 5 bianca guidata da un tedesco nato a Monaco. Entrambe le vetture erano sulla corsia di sorpasso in direzione sud. La Citroen C 5 sopraggiungeva a fortissima velocità da dietro sulla stessa corsia del VW California. Per evitare di essere tamponato mi spostavo sulla corsia di destra. Nonostante ciò, venivo tamponato nel lato posteriore sinistro (vedi foto). I due mezzi si sono accostati a lato ed è stata chiamata la polizia ed un carro attrezzi. Oltre al danno la beffa. Ci sono stati fatti pagare € 60,00 per l’intervento della polizia. Noi siamo tornati in Italia fortunatamente con il nostro mezzo, l’ investitore è stato portato via dal carro attrezzi.
Tutto ciò ha precluso la possibilità di fare un viaggio “tranquillo” notturno verso il lago di Costanza. Le due ore di margine ce le siamo giocate con l’intervento della polizia. Lo stress, lo spavento e la fatica della gara del giorno precedente gravavano sulle nostre palpebre, che con una fatica estrema ci portarono comunque alla meta.
Siamo in un bosco di Friedrichshafen sul lago di Costanza detto Bodensee. Piove che Dio la manda. Il cielo rimarrà nero per tutto il giorno, come se un’eclisse di acqua coprisse il sole. Parteciperemo alla 6^ Ultra 100 km Bodenseelauf 2014, ma per l’occasione è stata varata una 50 km, quella che ci aspetta. 20 giri da 2,5 km, nel bosco cupo che più cupo non si può.
Il fatto di non aver dormito e lo stress della guida e dell’incidente suscitano delle strane suggestioni. Mentre corro ho delle fasi REM come nei sogni. Vedo dei tavoli di ristori che non esistono. Vedo degli alberi che mi parlano ed hanno tutti delle facce familiari. Vedo dei fiori che son bicchieri di plastica pieni di sali. Quello dei sogni rappresenta un mondo affascinante, un mondo che ognuno di noi ha cercato di esplorare. Una delle fasi più affascinanti del sonno, è senza dubbio la fase REM, detta anche sonno paradosso, in quanto caratterizzata da eventi tutt’altro che rilassanti, come quelli che sarebbero tendenzialmente associati invece al tradizionale riposo notturno. La fase REM (il cui nome deriva dall’acronimo “rapid eye movement”, ovvero “movimento rapido degli occhi”) è una fase del sonno accompagnata da alterazioni corporali fisiologiche come ad esempio l’irregolarità del battito del cuore, l’irregolarità respiratoria e le variazioni della pressione arteriosa. Come si faccia a correre e a vivere una fase REM è un mistero. Ma mi è successo. Un evento raro, come vedere un aurora boreale.
Per il resto, la Ultra 100 km Bodenseelauf 2014 è stata di una noia mortale. Unica nota di colore, l’organizzatore con il suo cappellino con l’elica e la sua supersimpatia.
Finita la corsa tutti a vedere il Lago di Costanza per mangiarci una bella fetta di torta. Il Lago è una delle località più amate dai turisti tedeschi. Per le sue condizioni climatiche favorevoli, per la bellezza dei paesaggi e per le innumerevoli possibilità di fare sport e di divertirsi è il luogo ideale per trascorrere una bella vacanza. Il Lago di Costanza si trova al confine con tre stati: la riva nord è della Germania (per 170 km), al sud c’è la Svizzera (per 70 km) e all’est c’è una piccola parte del lago che fa parte dell’Austria (per 30 km). Con una superficie di 540 km2, il Lago di Costanza è uno dei laghi più grandi dell’Europa (per fare un confronto, il Lago di Garda ha una superficie di 370 km2). Il lago ha una lunghezza est-ovest di circa 70 km e una larghezza massima di 15 km; la profondità massima è di 252 m. La maggior parte della riva tedesca (150 km) fa parte della regione Baden-Württemberg, 20 km sono invece della Baviera (intorno a Lindau). Ho fatto una volta il giro del lago su una pista ciclabile che gira intorno al lago (è lunga 270 km) che in estate è molto frequentata.
Da visitare il museo Zeppelin. Friedrichshafen è la patria dei dirigibili. Tutto, in questa cittadina sulle sponde tedesche del Lago di Costanza, contribuisce a ricordarlo. Era il 2 luglio del 1900, quando sulle acque del Bodensee spiccò il volo il primo dirigibile Zeppelin. Iniziò così un’avventura che portò in meno di trent’anni queste macchine gigantesche e leggere a compiere, con decenni d’anticipo sugli aeroplani, i primi voli passeggeri intercontinentali della storia. Un modo di viaggiare che incarnava la voglia di vivere e l’esuberanza scientifica e tecnologica del primo dopoguerra e che, per fascino, non ha avuto eguali. Le architetture “bauhaus” dell’ex stazione navale ospitano oggi quanto resta di quei giganti del cielo, in un museo che mette insieme l’incredibile modernità tecnologica di quelle macchine con il lusso e la raffinatezza che ammantava i loro viaggi.
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)


