7^ 6 ore dei Templari – Banzi (PZ), 02/05/2015. Luisa Zecchino e Nicolangelo D’Avanzo non sbagliano un colpo.

foto 2Il giorno dopo l’abbuffata di chilometri della Romagna e di Rimini, scioglievo i muscoli in piscina, tenendomi aderente al galleggiante in plastica dura che separa le corsie, per non dare fastidio all’altro nuotatore. Scivolavo nell’acqua rigeneratrice, alternando il dorso allo stile libero e, appunto nel girarmi, ho dato un violento calcio al separatore di corsia: frattura I^ falange del 5° dito piede destro.

Sono seduto al bar, situato su un piano rialzato, a sorbirmi il caffè da un’invidiabile posizione panoramica sul circuito di gara. Ho ai miei piedi la zona partenza-arrivo della 7^ edizione della 6 ore dei Templari, di fronte il Borgo badiale, orgoglio cittadino. In questo complesso medievale, nel 1089 fu ospite Urbano II, il Papa della Prima Crociata e del Terzo Concilio di Melfi. Tempi ruggenti, quelli, in cui si avvicendavano ordini monastici, alti prelati, Normanni e Cavalieri Templari, che hanno dato lo spunto all’ultramaratona. Quei fasti sono un lontano ricordo. Attualmente, arrivarci, in questo piccolo paese lucano, è già un problema; anche per me, una volta lasciata la Puglia, fare i pochi chilometri che lo separano dal suo confine, non è stato facilissimo. Eppure, la 6 ore, che rivisita il suo passato, è una delle migliori a livello nazionale.

foto 3Nell’atrio della Badia è stato servito il pasta party pre-gara di sapore medievale, che ora il mio apparato digerente, con l’ausilio del caffè, sta trasformando in chilo, mentre i 200 concorrenti scalpitano e schiamazzano, euforici per la giornata primaverile. Sono cavalli impazienti per la partenza, che anche i Templari avrebbero difficoltà a trattenere per le briglie. Poi cala il silenzio, per il minuto di raccoglimento a ricordo di Leandro Guarnieri, il forte ultramaratoneta scomparso qualche mese fa. Sono le ore 14:00, e Giacomo Leone, l’ultimo europeo a vincere a New York, dà l’ordine di rompere le righe.

Cavallo degno dei Templari si rivela Daniele Caruso, iscritto alla maratona. Sui 2 km del circuito ostico, insidioso e ondulato galoppa alla media di 3:30. Nei primi giri doppia tutti, ad eccezione di Fabio Ricci, plurivincitore delle passate edizioni, che gli resiste per metà gara. Anche nella maratona femminile, le posizioni si delineano molto presto, con Rossella Leone a fare da mattatrice.

Veloci sono anche i passaggi dei concorrenti della gara più lunga. Francesco Bassano viaggia a 4:15, Germano Gentile a 4:23 e Michele Debenedictis a 4:48, mentre Nicolangelo D’Avanzo, Leonardo Sestito e Daniele Giusti, sornioni, lasciano sfogare i puledri. Nella 6 ore femminile, è chiaro fin dalle prime battute che la forte Aurelia Rocchi nulla può contro la fortissima Luisa Zecchino.

foto 4Sul percorso sono gli atleti a dare spettacolo, nella piazza cittadina antistante la Badia lo show è affidato ai gruppi folcloristici, ai lottatori e ai ballerini.

Danno segni d’intorpidimento i miei glutei, schiacciati dal peso del mio corpo contro la scocca della sedia. E’ gioco forza alzarmi, e giacchè mi trovo, inforco la mia malandata macchina fotografica, claudicante mi porto sul circuito, scattando foto a ripetizione. Ogni gesto atletico viene ripreso, nonché le espressioni dei volti, stanchi nella 5^ ora e trionfanti al momento del fragore dei fuochi di artificio che hanno decretato la fine della gara.

Il sole è ancora alto e fa caldo quando Daniele Caruso conclude la maratona. Ha avuto un lieve calo nel finale che lo ha fatto concludere in 2:47:14; Fabio Ricci, secondo in 3:01:38, taglia il traguardo col figlioletto; Franco Mainolfi è terzo in 3:07:03.

Rossella Leone vince la maratona in 3:56:11, davanti all’altra concorrente Antonietta Massaro (4:30:08). Curioso il fatto che Rossella Leone si sia trovata ad essere premiata avendo ad un lato Giacomo Leone e all’altro la moglie di Giacomo che fa di cognome pure Leone! 33 i classificati.

foto 5Nella 6 ore, la meteora Francesco Bassano riluce soltanto per 4 ore, poi si spegne, sprofonda e scompare, mentre Germano Gentile e Michele Debenedictis concludono dignitosamente. Su tutti, prevale la forza di Nicolangelo D’Avanzo 73,034 km, Leonardo Sestito 72,121 km e Daniele Giusti 71,055 km.

Luisa Zecchino vince per l’ennesima volta a Banzi con 65,878 km, al secondo posto Aurelia Rocchi 62,340 km, al terzo Paola Papi 56,514 km. 131 i classificati.

Nicolangelo D’Avanzo e Luisa Zecchino, reduci dai Mondiali di 24 ore, dove si sono comportati egregiamente, sembrano avere metabolizzato i 220 km realizzati in quel di Torino. Banzi ha ulteriormente confermato ciò che su di loro si sapeva. Sono solidi fisicamente e psichicamente. Piova, nevichi, spiri il vento o faccia caldo torrido, il loro rendimento è sempre assicurato.

Per quanto mi riguarda, pensate che sia in depressione per non essere stato nella mischia? Neppure per sogno! Con una parola difficile e cacofonica, scomodando il latino, antropologi e psicologi chiamano con il termine di “resilienza” la capacità di reagire positivamente ad infortuni o eventi avversi. Sarei, dunque, un resiliente! Più semplicemente, trattasi di buon senso nell’accettare “i guai che vengono spesso e la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani”.

Clicca qui per la classifica

Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)

foto 6

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche