7^ Fyne Marathon. Yverdon-Neuchatel (CH), 22/06/2014. Falcate, cigni, castelli, automi e orologi.

foto 2E’ un piacere farsi sorpassare da tante belle ragazze svizzere. E’ delizioso spettegolare con loro con quel poco francese che so, un piacere al quale non saprei rinunciare. Oggi ho tutto il tempo per correre tranquillo. Maestosi altri cigni scivolano sull’acqua e dietro di loro vanno zigzagando le anatre. Il paesaggio è una dolce scoperta che scorre lentamente al ritmo dei nostri passi. Verso mezzogiorno si accendono tutti i barbecue all’ombra dei tigli. Passiamo tre o quattro pescherie di pescatori che vendono il pesce del Lago. La fame forse è l’unico rimpianto che fa invidiare i signori di bianco vestiti seduti nei ristoranti bord dulac a degustare i filetti di persico accompagnati da un po’ di Chasselas: il vino locale. Le viti di questo le abbiam avute al nostro fianco per 10 km .

Dolcezze di una nuova estate che comincia. Dolcezza della 7^ Fyne Nature Marathon. Fyne significa fouleè (falcata) da Yverdon a Neuchatel. Praticamente la falcata copre tutta la sponda occidentale del lago di Neuchâtel ai piedi della catena del Giura. E’ la quarta che corro, 70 euro l’iscrizione fino al venerdì prima. Non danno la medaglia ma solo la maglietta tecnica. Bisogna lasciare la macchina all’arrivo presso il Patinoire di Neuchatel sul lungolago a 1 km a nord del centro. Salire con una rapida funicolare alla stazione. Con 12 Euro prendere il treno la mattina (7:38) per Yverdon. Da qui si parte da un campo di atletica sul lago alle 9. Siamo sulla riva meridionale, il territorio è palustre ed è il paradiso ornitologico più grande della Svizzera. Il percorso è il più possibile a bordo del lago. Parte facendo un breve giro per Yverdon, passando al secondo chilometro attorno ad un porto canale per poi entrare in un bosco. Si esce al 5° chilometro a Grandson dove c’è un bel castello. Al 13° si arriva a Concise dove cambia la prima delle 3 staffette. Dal 15° chilometro il percorso è costellato di vigneti.

foto 3Neuchâtel è il terzo lago elvetico dopo Ginevra e Costanza. E’ lungo 38 chilometri e largo 8 chilometri: è il più grande lago interamente svizzero. La maratona copre metà del suo perimetro. Sulla riva occidentale, dove corriamo, noi ci son più luoghi balneabili rispetto a quella opposta più paludosa e meno popolata, dove c’è però una bella pista ciclabile. La mezza è poco dopo Saint Aubin, forse il centro più carino di quelli attraversati, ricco di calette, spiagge ed un parco con bel ponticello in riva la lago. Poi al 30° si arriva a Cortaillod dove si attraversa il parco del castello privato di A BAN: proibito fotografare, ci son dei vigilantes che seguon tutti.

Gli ultimi 10 chilometri son tutto un parco e una spiaggia fino a Neuchâtel. Essendo la città più grande della regione, c’è un poco di periferia da attraversare. Si passa a fianco di una piccola ferrovia sotto il Grande Castello e si arriva per gli ultimi 2 chilometri sul Lungolago della città. Dalla parte destra le acque del lago, a sinistra l’infilata di palazzi in arenaria gialla e il centro storico medievale, con i suoi numerosi locali all’aperto che hanno un fascino francese. Parecchi turisti gironzolano in tutta tranquillità tagliando la strada. In autunno, in città si svolge una delle feste della vendemmia più antiche della Svizzera, con un bel corteo fiorito. In estate ogni sera c’è una festa , ma che ieri sera è stata un po’ smorzata dai rumori dei mondiali di calcio appena iniziati. Mi fa da cicerone Barbara, una simpatica “Neocastallana” conosciuta alla Maratona di Pisa e con cui ho corso anche a Barcellona e come tutti gli anni mi accompagna con la sua Mountain Bike la più bella Scopa d’Europa: Dauphine da Yverdon. All’ultimo chilometro come sempre scatta avanti e mi riviene a prendere di corsa per l’ingresso trionfale nel Patinoire, sta diventando ormai una “bella” tradizione !

foto 4Ci son tante cose da fare a Neuchatel finita la gara. Innanzitutto il bagno nel lago, le cui acque a 17 gradi erano abbastanza gradevoli, poi la passeggiata in centro con la visita al castello. Chi vuole oziare può farsi un giro coi battelli di linea, la maggior parte dei quali dispone di ristorante a bordo. I numerosi collegamenti offerti dai battelli consentono di combinare la crociera con gite più o meno lunghe anche con le biciclette che si possono trasportare. Dall’altra parte del lago c’è la pista ciclabile 5 “Mittelland” famosa perché attraversa tutta la Svizzera e che ho percorso un paio di volte. E’ molto panoramica ma anche molto tortuosa e ci si impiega il doppio che a fare le stesse tratte stando sulle provinciali. Si passa nella riserva naturale protetta di Champ-Pittet, alla periferia di Yverdon, si può pedalare per 40 km nella “La Grande Cariçaie”, il comprensorio palustre più esteso della Svizzera, che è anche uno straordinario paradiso per i volatili. Sempre da questa parti, cioè dall’altra parte del lago, è da vedere la cittadina di Estavayer che ha un sacco di edifici medioevali tra cui un maestoso castello. C’è lo strano Museo delle rane con delle rane imbalsamate, che son messe in piccole graziose ricostruzioni di alloggi in stile “Biedermeier” del 1850.

Per chi ha più tempo da perdere e fosse attratto dal mondo degli orologi attorno al lago di Neuchatel e Biel ci son tutte le fabbriche famose, dalla ROLEX a dei piccoli laboratori di micromeccanica. La Chaux-de-Fonds e Le Locle sono state iscritte nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel mese di giugno 2009 come spazio di “urbanismo orologiero”. La città di La Chaux-de-Fonds grazie all’ UNESCO ha avuto una riscoperta della storia dell’orologeria, legata allo sviluppo ed all’urbanizzazione della città. Storia che riporta all’epoca in cui l’orologeria fiorente delle Montagne di Neuchâtel costituiva oltre la metà della produzione mondiale. C’era tutto un mondo che facilmente si può immaginare. Gli orologiai dietro le loro finestre da lato sud per captare la luce ed il brulicare di commessi che percorrono le strade per trasportare i pezzi da un laboratorio all’altro. Museo dell’orologeria a La Chaux-de-Fonds : www.mih.ch .

foto 5A Locle invece nella splendida cornice di un castello con vista mozzafiato c’è un altro museo dove ammirare i più bei tesori dell’orologeria. Le sale, ripercorrono il tempo ammirando pezzi che sono uno più bello dell’altro. Un viaggio per gli occhi e per lo spirito pensando a tutti questi personaggi del passato i quali hanno creato delle meraviglie per generazioni. Musée d’horlogerie du Locle – Château des Monts: www.mhl-monts.ch .

C’è un vero laboratorio di microtecnica dove mettersi nei panni di un orologiaio e indossare il camice bianco. Con un occhio al microscopio, ci si posiziona al banco da lavoro per riprodurre le fasi cruciali dell’assemblaggio di un orologio, sotto la guida attenta e professionale del padrone di casa. Concentrazione e precisione sono le parole d’ordine, a volte le dita tremano un po’, ma è grande la soddisfazione nel vedere questo orologio prendere forma! Un vero lavoro di squadra non alla portata di tutti. Infatti il costo della partecipazione al corso è di 1.000 franchi svizzeri (823 €) ma alla fine vi portate a casa un orologio fatto da voi. Le Carrousel des Montres (LCDM) Centro di formazione per orologiai Chaux-de-Fonds : www.lcdm.ch .

foto 6Interessante il centro Friedrich Dürrenmatt dedicato allo scrittore svizzero che a lungo ha vissuto nella città. Un altro museo particolare è quello degli Automi o bambole mobili che facevano dei gesti banali della vita quotidiana. Dei veri e propri capolavori del XVIII, antenati del computer moderno! Lo scrittore in particolare è una meraviglia di precisione, capace di immergere la piuma nel suo calamaio e di giocare a scrivere il nostro alfabeto. Da questo automa Giuseppe Tornatore ha preso spunto per il film “l’ultima offerta”. C’è anche l’automa della musicista che seduce con la sua grazia: le sue dita spingono verosimilmente sui tasti dell’organo! E c’è un disegnatore, che fa un piccolo «cagnolino» abbozzato delicatamente con la matita. Tre piccoli geni che vengono da 300 anni fa. Vivono presso il Musée d’Art et d’Histoire Neuchâtel: www.mahn.ch .

Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)

 

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