ASPETTO FISICO, TECNICO, MENTALE nelle Ultra di Vito Carignani
Stamane alla fine dei 51 minuti di scarico, due uccelli quasi a sfiorare il cielo: segnano una chiave di violino lungo il celeste pentagramma. Indifferente la luna a liquefarsi entro il riflesso dei nascenti raggi solari. Otto ore prima, quasi sfera infuocata, appariva nell’ oscurità dell’orizzonte.
Sommerso da estatica trascendenza, pur attento a scansare ciottoli, dossi ai bordi di strada sterrata.
L’ ultramaratoneta ha spirito, istinto del surreale, fare qualcosa di diverso al fine di badare all’ essenziale.
E’ opinione che si viva, agisca in base alle proprietà comportamentali di ognuno, insite nel personale DNA. Credo, tuttavia, ci sia anche diretta rispondenza soprattutto con la formazione, carattere acquisito sin dalla primissima infanzia. Ad otto anni aiutavo mio padre, imbianchino. Appena dopo finita la seconda guerra mondiale, pur non mancando il pane, le oneste famiglie di operai erano unite, obbligate a darsi da fare per “sbarcare il lunario”.
Il ricordo di un mattino invernale, aveva nevicato, con orecchie e naso arrossato, mi portava al lavoro seduto sul davanti del telaio della bicicletta.
Tempi, necessità, bisogni al tempo generalizzati, oggi inimmaginabili. Hanno sviluppato in me: determinazione, fatica, strenuo impegno al raggiungimento dell’obiettivo.
Forse, per cause di forza maggiore Vincenzo Cascella, presidente Ass. Barletta Sportiva e Massimo Faleo hanno maturato l’idea di strutturare una 8 ORE in percorso su tracciato di un km nello stabilimento Buzzi Unicem SpA, che ha sede madre a Casale Monferrato. Gruppo di società finalizzato alla produzione di cemento, calcestruzzo e aggregati naturali. 10.000 dipendenti in 14 paesi e 1.500 in Italia in 13 stabilimenti, tra cui Barletta.
Esempio non ricorrente di compartecipazione, che ha consentito lo svolgimento della gara ad 86 atleti giunti da più parti d’ Italia.
Una delle mie prime maratone fu a Barletta il 26 novembre 1995. Percorso andata e ritorno di 21 km in idillico ambiente campestre sino a Canne della Battaglia. Muri a secco, uliveti disseminati tra “Paiare” simili a trulli, nuraghi. Arrivo nello stadio comunale Cosimo Puttilli: marciatore barlettano degli anni 30 nonché campione italiano.
Nel prolungato durante delle Ultra, le variabili degli atleti sotto l’aspetto fisico, tecnico, mentale sono in equiparabile correlazione. Strenua fatica, prolungata sino al limite dello stoicismo, porta all’indebolimento progressivo della resistenza. Il tutto accentuato, nella circostanza, dal sopravvenuto peggioramento climatico con pioggia dalla quinta ora. Fondo strada inzuppato, pozzanghere tali da causare danni alle articolazioni.
Subentra il tempo dell’empatico comune confronto, condivisione: scambi verbali, brevi spontanei, sentiti dialoghi, intensa capacità di porsi nell’ altrui situazione, disagio.
Carmela Cataldo a pormi un indumento a riparo della pioggia e che scrive: “ogni volta è un’emozione unica, il ritrovare persone care, personaggi fantastici ed umili, che sfidano solo se stessi”.
“La testardaggine è una costante per tutti” non soltanto per Daniele Mazza dell’Atletica Amatori Brindisi”.
Al di là da ogni comune misura dell’essere, al massimo della partecipazione agonistica: Vito Piero Ancora, Barbara Cosma, Giuseppe Tundo, Leonardo Manferdini nel trasferirsi la notte da Barletta a Milano: presenti alla partenza e portare a termine la Eco Maratona nell’ ippodromo San Siro, la mattina dopo 15 dicembre 2024.
Persone comuni, che perseguono, senza mollare mai, il puntuale programma di vita: essere, a tutti gli effetti Super Maratoneti.
A conferma del mio pensare, sentire, condividere restano i 97 giri del primo assoluto Zaini Antonio della mia Ass. M.C. MANOPPELLO SOGEDA alla fantastica media di 04:57 per totale 97, 290 km. Nel doppiarmi ad ogni giro con andare felpato, è stato bello vederlo quasi a mo di libellula.
Con piacere menziono: Stefanelli Franco, Antonucci Rodolfo, Palama’ Patrizio, Candido Antonio, Picca Cesario- conterranei salentini- miei compagni di viaggio in questa ennesima splendida avventura.





















