Confermo e condivido tutto quello che Emanuele ha scritto e mi unisco anch’io alle lodi non sperticate che merita questa manifestazione. È stato messo in pratica uno degli “scopi” della nostra associazione: l’attività sportiva ai fini della socializzazione e reciproca conoscenza. Qualcuno si è lamentato per l’autoambulanza sprovvista di spray antidolorifico e ghiaccio secco, ma sono peccatucci veniali. Bravi gli organizzatori, in ordine alfabetico Andrea Accorsi, Monica Barchetti e Gianfranco Gozzi, coadiuvati da Maurizio Crispi, fotografo ufficiale della manifestazione, Claudio Bernagozzi in veste di speaker e gli altri volontari. Auspico che questa esperienza sia ripetuta più volte all’anno sempre a Bologna ombelico del mondo, magari con la sola maratona, meno coppe e pacchi gara per poter contenere i prezzi.
Siccome il racconto di Emanuele è esaustivo, aggiungo solo una curiosità. Erano pochi i “Leoni” esenti dalle conseguenze delle libagioni pasquali del giorno prima. È capitato a me ma anche ad altri. Lungo la pista ciclabile di 560 m, correndo gomito a gomito in una novantina, ci vedevamo e “ci sentivamo” tutti. È stato un concerto di trombe e tromboni simile a quello che Dante Alighieri nella Divina Commedia, all’ultimo verso del Canto XXI dell’Inferno, ha così poeticamente descritto: “ed elli avea del cul fatto trombetta”.
Buona Pasquetta a tutti.
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