Sembra incredibile ma da 11 anni si corre una maratona al Polo Nord. L’hanno inventata gli irlandesi ed è molto popolare tra di loro. E’ una manifestazione che vanta molti record.
E’ la più settentrionale del mondo. 90° gradi di latitudine Nord. Proprio al Polo Nord Geografico. Ricordiamoci che i Poli Nord sono 4 e parecchio distanti fra loro. C’è il Polo Nord Geografico, Magnetico, Geomagnetico e dell’Inaccessibilità che è il più lontano da ogni terra emersa.
E’la più fredda del mondo, si corre in condizioni normali a meno trenta gradi, che qualcuno magari in montagna ha già provato. Ma diminuisce moltissimo come si alza una bava di vento.
E’ la più dura del mondo ad altimetria zero. Si corre su neve e ghiaccio. L’anno scorso è stata vinta da un irlandese, Gary Thornton, top runner, attuale campione nazionale dei 10.000 m e con il miglior tempo in maratona di 2.17, stabilito a Rotterdam nell’aprile 2007. Ebbene, Gary ha impiegato al Polo Nord 3.49.29, dando un’ora al secondo, con un gap di 1.32.00 rispetto al suo personale. Ultimo arrivato un francese in 12.11.20, un ragazzo che correva la sua prima maratona in memoria della sorella scomparsa tragicamente tre mesi prima.
E’ la più lontana da qualsiasi centro abitato. Ci si arriva dopo un lunghissimo viaggio. Facendo scalo a Copenaghen, Oslo, Tromso e alle Svalbard. Qui c’è il campo base. E’ l’ultimo centro abitato. Secondo le condizioni atmosferiche, da qui partono gli elicotteri che, facendo tappa in una base militare, portano al Polo Nord. La corsa, quest’anno, è fissata per il 9 aprile, ma tra viaggio, acclimatamento e ritorno bisogna considerare una settimana completa.
E’ la meno partecipata dagli Italiani. Su circa 300 finisher di tutto il mondo, un solo italiano l’ha terminata nel 2007, Francesco Galazino, un ingegnere ultramaratoneta che ha fatto veramente tutte le corse estreme del pianeta: Sahara Race (Egitto), Gobi March (China), Atacama Crossing (Chile), Raid Tenerè Passion (Niger), Raid Sahara (Mauritania) e, naturalmente, la Marathon des Sables, ecc. Peccato perché dà anche un punteggio per entrare nel Grande Slam, che è una classifica in cui sono posti solo coloro i quali hanno corso in tutti e sette i continenti più il Polo Nord. Attualmente solo 32 uomini e otto donne.
E’ la più cara del mondo. Il pettorale e la “navetta” con l’elicottero costano 11.900,00 euro, cui bisogna aggiungere circa 1.000 euro per il volo fino alle Svalbard e altri 500 per dormirci. Diciamo che il budget base è 13.500 euro. Cominciando a rispiarmiare 10 euro al giorno, fra 1350 giorni, nel 2019, sarò là. Per ora mi alleno sul Mottarone, da cui lancio dei fischi alla famosa marmotta del Monviso: Fiiiuu… I have a dream….
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