
’Architetto Paolo Zanta nostro eclettico socio di Padova che ha raggiunto le 300 maratone e soprattutto ultra raggiunte alle 10in10 dove è stato per anni protagonista e finisher di tante serie e soprattutto della mitica zero il 3 agosto 2014.
Lo chiamo STAR perché lui illumina il percorso delle retrovie coi suoi racconti un po’ sincopati e difficile interpretazione, ma se lo si lascia a parlare a ruota libera allora tutto diverrà fantastico e la vostra corsa si ergerà ad opera d’arte sia qui a Orta che come quella volta alle 8 ore del Campano.
E’ piccolo luogo magico per me Paolo Gino intriso di ricordi, di incontri e mistificazioni. Narrano i libri di storia che la Rocca di Carmignano alta 275 mt. viene citata, per la prima volta in un documento d’Ottone III di Sassonia che ne conferiva la proprietà al vescovo di Pistoia. Ebbe una vita travagliata come la sua altimetria con continue lotte fra Pistoia, Firenze e Prato essendo in una posizione strategica nel contesto politico militare del Medioevo. Dopo aver resistito, nel 1154, a un assedio condotto da truppe pratesi e fiorentine, il castello venne distrutto una prima volta nel 1228 dai Fiorentini, che demolirono il torrione della rocca. Rientrata in possesso di Pistoia nel 1242, le fortificazioni vennero ricostruite. Nei primi anni del Trecento, Carmignano venne venduta nuovamente a Firenze, che provvide ad abbattere ancora una volta la rocca e le mura castellane. Dopo una nuova parentesi pistoiese (1315-1324) il castello tornò ancora in mani fiorentine, per poi essere assediato e conquistato da Castruccio Castracani, che ne fece una propria piazzaforte fino al 1328, quando poi tornò definitivamente tra i possessi di Firenze.
Sotto la rocca dove correremo Rocca si vede la bella chiesa di San Michele dove è custodita la famosa “Visitazione” di Pontormo. E’ stato interessante in edizione passata inanellare alcuni giri con l’architetto Paolo Zanta cultore ed esperto di questo pittore cui è intitolata anche la società podistica dell’organizzatore. Qui su questo colle fitto d’ulivi si gode un bellissimo panorama a nord e a sud del Montalbano. Delle mura medievali che circumnavigheremo intorno alla Rocca rimangono pochi resti, in parte ricostruiti come il Campano, con la cella campanaria e orologio Icona della Manifestazione odierna. Al centro sorge un torrione medievale (il Maschio della Rocca) la cui struttura è adibita a mostre e manifestazioni varie. In un vano è conservato un plastico che ricostruisce l’intera zona fortificata nel XII secolo. Di solito al pomeriggio si alza una leggera brezza che soffia via le nebbie della valle dell’Arno. Si vede tutta Firenze! Sembra di volarci sopra!





