Maratona delle Cattedrali. A ciascuno il suo

Se in una maratona c’è l’opportunità di transitare in cinque Centri Storici, con cattedrali normanne, romaniche, gotiche, credo che basti e ne avanzi. Oltre a ciò, almeno per tre quarti dei 42 km a costeggiare un litorale frastagliato, marosi e onde impetuose: è vista unica. Vero, sono stati percorsi anche tratti secondari di congiungimento alle arterie primarie. Scarichi di rifiuti inerti disseminati tra secolari muretti a secco. Segnaletica di gara non sempre visibile, completa. Tra Molfetta e Giovinazzo, sono tornato indietro di cinque metri; ho “gridato” a due ragazze in servizio, chiesto la via. Risposta: “segui il muro a destra”. Sono arrivato all’arteria principale, divisa da paletti gommati per gli ultimi tre km sino all’ingresso di Giovinazzo. Accorgimento pensato per direzionare il traffico senza ostacolare la corsa. Non mi è caduto il mondo addosso, come Tantalo! Sono arrivato tranquillamente alla fine. Dalla partenza al traguardo, centinaia di persone civile, militari, volontari al controllo del traffico per la buona regolarità della gara. Anche a me è stato chiesto quanti ne mancano, ho detto una diecina. Erano 15. Non mi sono scandalizzato. Chiesto da esseri umani che, da cinque ore, presidiavano, fermi in situazione atmosferica gelida. Certo, ognuno è libero di fare considerazioni proprie sull’organizzazione, svolgimento, più o meno buona riuscita della gara. Quando qualche saccente arriva a scrivere: “al sud dovete svegliarvi”, mi si rivolta lo stomaco, non solo. Devo dire la mia – A CIASCUNO IL SUO – al di là del contesto maratona.

Al sud eravamo svegli sotto i Borboni, iniziato a dormire con l’arrivo dei piemontesi, la così detta unificazione dell’Italia. La prima metà del XX secolo, dato un sostanziale contributo di sangue in due guerre, specialmente nella prima. La Repubblica ci ha portato una fasulla riforma agraria, la caritatevole elargizione della Cassa per il Mezzogiorno, succeduta dal recente Sviluppo Italia. Principalmente un fantomatico sviluppo industriale pubblico, che ha deturpato una natura millenaria, creato fittizia occupazione non qualificata, contribuendo all’attuale oltre 45% di disoccupazione giovanile. Nel contempo, il forziere del risparmio da rendita meridionale ha impinguato per oltre trent’anni il settentrione di risorse finanziarie, rafforzando, consolidando quel contesto socio economico ed accentuando il divario di arretratezza nel meridione. Già, ma noi aspettiamo che cada “la manna” dal cielo, incapaci a realizzarci autonomamente. Destinati soltanto ad essere colonizzati persino da un Briatore qualsiasi. “A sud dovete svegliarvi”! Disponibile ad approfondire le suddette succinte tematiche attinenti il mio pensiero tra nord e sud Italia negli ultimi due secoli.

Torno all’evento sportivo maratona. Ringrazio gli organizzatori, il supporto pubblico/privato che ci ha accolto, fatto passare una giornata tra incantevoli scenari, paesaggi naturali artistici di prima grandezza, importanza storica. I nordici hanno mai sentito parlare, ad esempio, di Federico II di Svevia? Per quanto riguarda la “munnezza” per la via, torno a ripetere A CIASCUNO IL SUO. Noi ci teniamo non solo la munnezza, anche la Terra dei Fuochi, ancora il Belice, l’asfalto che nasconde materiale dannoso alla salute e tanto altro. Voi vi tenete tutta la bassa Padania dissestata, le sponde del Po “mangiate” da aziende, fattorie producenti pregiate derrate, l’Aurelia, le Cinque Terre alluvionate ad ogni caduta di goccia d’acqua per il dissesto idrogeologico, floristico dovuto alla selvaggia cementificazione e quant’altro. Continuate a pontificare, dare lezioni a soggetti ritenuti atavicamente inferiori.

Mamma mia, quanto mi ha fatto dire quell’ “A sud dovete svegliarvi!”

Chiudo augurando tante, tante maratone in posti di Vostro gradimento. Qui c’è un detto adattabile a diversi argomenti. Lo utilizzo per quanto mi riguarda: “se tornate mi fate un favore, se non tornate me ne fate quattro”.

Volutamente non aggiungo foto della nostra IV edizione della Maratona delle Cattedrali.

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