‘a Maratona – Napoli, 15/02/2015

Una ventina di giorni prima della manifestazione, vado a controllare sul sito il mio nominativo e trovo con mia grande sorpresa, la dicitura secondo la quale per motivi di ordine pubblico la maratona non sarebbe partita più’ da Pozzuoli bensì dal centro di Napoli e ciò’, sempre a causa di quelle maledette partite di calcio che hanno la precedenza su tutto e che fanno slittare tutte le manifestazioni che si svolgono guardacaso, in territorio partenopeo.

‘’Nun me fott nente’’ perché abbiamo prenotato l’alloggio davanti la partenza per cui, stiamo a cavallo. Qualche giorno prima della maratona, ritengo che San Gennaro

abbia fatto il miracolo perché il percorso viene di nuovo stravolto; si torna all’origine.

Dopo aver goduto delle prelibatezze della città e non solo culinarie, la mattina seguente di gran lena io e Micaela ci dirigiamo alla partenza del pullman che ci trasporterà in quel di Sant’Egidio di monte Albino davanti al Lago Lucrino; devoammettere che il pullman ci scarica davanti a un bar in mezzo alla strada, poco male, ne approfittiamo per prendere un caffè’ eripararci dal vento e la pioggia che ci accoglie.

Foto 1Alle 8.30 puntuali,viene dato il via e dopo 2 giri intorno al lago ci dirigiamo verso lanostra lontana meta. Le bellezze non mancano, e sin da subito attraversiamo l’area flegrea con Pozzuoli, antica città romana,passando accanto al tempio di Serapide e giungiamo così, con allanostra destra il mare e tutte le isole del golfo che, purtroppo, lafoschia non ci permette di osservare al meglio, innanzi a Nisida,isola collegata alla terraferma.

Attraversiamo il sito industriale di Bagnoli con i sui mostruosi stabilimenti e macchinari mangiati dalla ruggine che in cuor mio mettono un po’ inquietudine.

Siamo a Fuorigrotta, caratterizzata da uno dei templi del calcio, il San Paolo, teatro delle gesta del ”pibe de oro’’, ora solo indebitato con il fisco italiano.

Da qui ci divide solo un lungo tunnel, per fortuna in discesa, che attraversa tutta la collina del Vomero e siamo nuovamente su viale Caracciolo, dove si intravede la zona dell’arrivo ma, la corsa è ancora lunga; ivi ci accoglie un timido sole che illumina Castel dell’Ovo e ci conduce alla salita verso piazza Plebiscito e da qui il teatro San Carlo, il Castello Aragonese e poi puntiamo verso piazza Garibaldi.

Mancano solo otto chilometri e si incomincia a superare già qualcuno che sta tirando le cuoia, sorry, i remi in barca. Si attraversa di nuovotutto Viale Caracciolo per poi tornare indietro e finalmentepassare sotto l’arco dell’arrivo.

Il percorso è stato sicuramente straordinario dai Campi Flegrei al Lungomarepassando per Piazza Garibaldi ed e’ stato completamente rivoluzionato rispetto alla tradizione, che ha sempre visto l’arrivo e il villaggio a Piazza Plebiscito.

Pioggia e vento hanno sicuramente condizionato le performance, ma le bellezze, ritengo, abbiano stupito e affascinato i partecipanti, oltre 1300 provenienti da 29 nazioni con quasi millecinquecento iscritti dei quali la metà sulla maratona.

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