A Padova, di scena il Brasile e il Marocco

Tra gli atleti più attesi Ruggero Pertile, senza rivali sulle strade di casa nella Mezza Maratona-Trofeo Sit al via da Camposampiero (un’ora 05’39”): ha corso con una maglia nera, in segno di lutto, con la scritta «We run with Boston». E proprio a Boston è stato dedicato uno dei momenti più significativi della giornata: dopo 4 ore 9’43” (quando si sono verificate le prime esplosioni) è stata srotolata sul traguardo una fascia con la stessa frase: a tenerla in mano gli americani Debby Anglin, di Houston, che ha corso tre volte la maratona di Boston, e Jim Kovacs, di Indianapolis. «Siamo in Italia per trovare nostro figlio, che vive a Vicenza – ha raccontato la coppia – e siamo orgogliosi di avere portato la nostra testimonianza».

«Grazie al risultato colto nella scorsa stagione a Padova sono stato convocato per i Giochi Olimpici di Londra e ora ecco questa vittoria, che mi riempie di soddisfazione perché arrivata dopo una grande rimonta – ha commentato Paula – ho capito dopo il 35° chilometro, quando ho ripreso l’etiope Girma, che stava conducendo la gara, che avrei potuto vincere. Non avessi avvertito dolore al ginocchio avrei potuto ottenere un tempo migliore».

Tra i più felici Domenico Ricatti, terzo sul traguardo col nuovo primato personale (2 ore 15’16”). «Dedico la vittoria al mio concittadino Pietro Mennea, che era di Barletta come me. La maratona è ancora qualcosa da scoprire per me, e sono contento di avere realizzato il mio primato in una manifestazione importante e bene organizzata come quella di Padova». A lui si è rivolto Pertile, campione di Assindustria Sport, nel dopo gara: «Vedere che ci sono ragazzi che possono crescere in questa disciplina non può che farmi piacere. Padova? Quando ti si spalanca davanti una piazza come Prato della Valle è impossibile non emozionarsi. Il mio futuro? Gareggerò ai Giochi del Mediterraneo in Turchia, ancora nella mezza maratona».

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