A RIVEDER LE VERDI COLLINE ROMAGNOLE

Ma parliamo della nostra gara con questa cronaca scritta a 4 mani:

25 Aprile, Festa della Liberazione. Per molti questa giornata rappresenta un’occasione per trovarsi con gli amici, organizzare grigliate, andare al cinema o approfittarne per allungare le ferie fino al 1°maggio e farsi un bel ponte.

Per me, da 9 anni a questa parte, è un’ottima occasione per tornare a rivedere le verdi colline romagnole a Castel Bolognese: è da qui, infatti, che ogni anno parte una gara capace di regalarmi ogni volta emozioni nuove: la 50km di Romagna.

La gara è denominata il “piccolo Passatore”, un po’ per la conformazione del percorso, un po’ perchè cade sempre un mese prima della 100 km, e quindi ideale per molti runners come allenamento.

E quest’anno le colline Romagnole le vedremo con la fantasia; ci sono anch’io ad affiancare Lauretta, ognuno a casa sua ma entrambi di corsa in Romagna; sveglia all’alba; ci prepariamo con scrupolo ed attenzione ad ogni particolare; la mia colazione è … ottima ed abbondante!

Il cielo è limpido e il sole, già dalle prime ore del mattino, ci preannuncia che la giornata sarà caldissima. L’anno scorso mi ero ustionata i polpacci, quindi quest’anno mi sono munita di crema solare protettiva! Alle ore 8.30, lo sparo. Tempo massimo, 7 ore. Il percorso è tendenzialmente in salita nella prima metà e in discesa nella seconda, ed è tutto su strade asfaltate aperte al traffico, anche se le macchine in giro in questo giorno di quarantena sono poche e soprattutto rispettose dei podisti. Dopo un primo giro di boa di 2km, dove si attraversa il paesino di Biancanigo, ripassando dalla zona di partenza, si imbocca la statale Casolana. Il sole incomincia già a picchiare. Manteniamo un passo tranquillissimo con la testa sgombra di pensieri.

Uè Lauretta vai con calma che mi a fò fadìga a stàt adrèe … Per fortuna le auto virtuali non spussano e non ci danno noia.

Proseguiamo lungo la valle del fiume Senio fino ad arrivare a Cuffiano. Verso il 10°km si entra a Riolo Terme, dove si attraversa il centro del paese e si passa a fianco della Rocca Sforzesca del XIV° secolo. Il paesaggio è incantevole. Mi rifocillo e mi rinfresco al ristoro, e riprendiamo pian pianino; a breve il percorso inizierà a scendere, per poi diventare pianeggiante per 3-4km, fino all’abitato di Isola: da qui poi, una serie di saliscendi porteranno fino a Borgo Rivola.

Meno màl che il ristoro era ben rifornito; cominciavo a sentire un certo languorino …

Ora il percorso è tutto in costante salita fino a Casola Val Senio. Siamo quasi al 25°km. Qui, dopo una ripida e corta discesa, parte la fatidica salita a Monte Albano: 5km di fatica con un dislivello di 265m.

Ciumbia dopo 25km a ghè na salìda ca la finìss pù; andèm sù con calma e sangue freddo cà comunici a vèg i scalmàn e a vidè robe strane: la Lauretta la me pàr na stangòna alta dù mèter…

Iniziamo pian pianino a camminare e ad alternare, nei brevissimi tratti meno ripidi, un po’ di corsa.

Và piàn Lauretta ca l’è mej, sùn drè a sciùpà!

Gambe e testa reagiscono alla grande, anche se il sole continua a picchiare sempre piu’. Oggi voglio solo godermi la gara col Compa ed arrivare soddisfatta e contenta come gli altri anni, senza preoccuparmi del cronometro. Senza quasi accorgerci arriviamo in cima. Da qui ci si tuffa in una lunga e ripida discesa di 4,5km che porterà a Zattaglia. E’ la parte piu’ bella del percorso, perchè ti dà la possibilità di sgranchire gambe e braccia. Da qui mancheranno circa 15 km all’arrivo.

Uè! In discesa non mi batte nessuno; a burlòni giò ca l’è un piasè.

Seguiamo la valle del torrente Sintria. Le salite non sono finite. Ne mancano ancora un paio, non lunghissime ma rese piu’ faticose dalla stanchezza e dal sole che picchia sempre di piu’; sono quasi le 13. Ci rinfreschiamo ai ristori, anche se il caldo torrido ci “asciuga” in poco tempo. Eccoci in dirittura d’arrivo a Villa Vezzano. Da qui mancano circa 9km al traguardo.

Le mie gare sono una somma di intervalli tra un ristoro e l’altro; mai saltarne uno ed ogni ristoro và goduto al massimo; ci si rinfresca, si beve (tanto) e si mangia (qualcosina)!

Improvvisamente ricordo un ristoro, dove l’anno prima mi avevano dato da bere un bel bicchiere di birra. Ovviamente anche quest’ anno ne approfitto. Questo è un “ristoro non ufficiale” gestito dai Luppoli, una combriccola di ragazzi del posto organizzatori anche di un’ottima festa della birra.

E per me che sono astemio? Un paninozzo con la salamella sarebbe stato molto gradito!

Guardo l’orologio. Anche camminando per un po’ faremo un tempone rispetto all’ anno scorso. Riprendiamo con molta calma; La stanchezza e il caldo cominciano a pesare.

Mi si stà scogliendo la panza come un ghiacciaio alpino; và a finì ca dimagrisi de un para d’ett.

Ma non molliamo. Gli ultimi 5 km sono devastanti.

I polpacci fanno gnao gnao e le ginocchia miao miao e c’ho le visioni: mi appare la Madonna della Misericordia che ci batte il cinque.

Proseguiamo al rallentatore finchè ci rendiamo conto che siamo quasi in dirittura di arrivo.

Meno màl ca l’è quasi finìda; a’n poèdi propi pù!

Ad un paio di km dall’arrivo si attraversa nuovamente l’abitato di Biancanigo e si percorrono a ritroso i primi km della gara. Spingiamo il piu’ possibile. L’emozione del traguardo, la gente che ti applaude, e magicamente il cronometro che segna … UN TEMPONE! Lo sguardo al cielo e le lacrime di gioia. Ancora una volta le mie piccole gambe hanno compiuto una grande impresa.

Castel Bolognese ci rivediamo nel 2021.

E’ sempre una goduria tagliare il traguardo di una gara, specie se così lunga ed impegnativa ma … Castel Bolognese al so minga se ta me rivèdet!

Un abbraccione virtuale alla mia piccola grande guida e compagna di viaggio e ci vediamo alla prossima impresa.

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