una volta, l’ha corsa veramente. Il tutto senza mai, mai e poi mai, poter immaginare che avrei messo a frutto i risultati di queste faticose corse tra De Angeli e Parco Sempione sul meraviglioso… balcone di casa mia! A Monza.
Voi, matti – adoro i matti! –, che avete organizzato queste maratone della speranza per restare a casa in questo momento di emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 senza rinunciare al piacere dello sport, mi avete dato la possibilità non solo di riuscire a correre ugualmente la mia prima staffetta, ma di farlo ripetendolo almeno una volta ogni dieci minuti per giustificare il mio bizzarro comportamento ai passanti incuriositi o ai vicini di casa, che mi han vista fare il criceto per un’ora intera in un balcone lungo 2 metri e mezzo. Finita la “gara” ero piuttosto convinta di aver fatto un chilometraggio simile a quello che avrei dovuto compiere se la Milano Marathon l’avessi corsa davvero… beh, diciamo che non è andata proprio così, il conteggio finale ha portato a dei miseri 2,5 km con giramenti di testa per tutte le “virate” fatte. Ciliegina sulla torta: il mattino seguente avevo anche i polpacci di marmo.
Sono un fenomeno! Che dite? Poso le scarpe e torno a piedi nudi sul tatami?





