nella giornata di domani correre sul percorso della Pistoia Abetone faranno
un percorso parallello di 50 km da Prato al Lago Brasimone e alle ore
secondo i loro calcoli dovrebbero essere al km 18 presapoco idealmente alle
piastre e si collegheranno anche loro con noi.
E’ la quattordicesima delle 20 le gare virtuali organizzate dal Club Super
Marathon Italia.
Sentiamo proprio da Guido AMERINI come va quest’anno?
Lasciamo stare pensiamo al 2021. In questo vuoto abbiamo pensato due cose
la prima è visto che siete arrivati a 31.00 euro di donare il più possibile
agli Ospedali della Toscana il cui Iban è IT16K0892209301000000003425
la seconda è di ricordare in questo vuoto dei grandi del Passato 4 CENTENARI
In questo anno che ci ha fatto pensare e riflettere sulla nostra esistenza
vogliamo ricordare il centenario che ricorre per quattro persone importanti
per Pistoia: Silvano Fedi, Zeno Colò, Artidoro Berti e la nostra campionessa
di sci Celina Seghi (che ha spento le sue candeline il 6 di marzo di
quest’anno).
Persone che hanno lasciato a Pistoia un segno importante con la, loro
forza, i propri ideali, la caparbietà, la voglia di farcela sempre per se e
per gli altri: il nostro territorio, la sua popolazione, il mondo sportivo,
la gente di Pistoia.
Per questo vogliamo ricordare chi, in quel lontano 1920 è nato nel
territorio Pistoiese e ha dato la sua stessa vita per la libertà come
Silvano Fedi; chi è nato cento anni fa e ha portato Pistoia nei podi dello
sci (Zeno Colò e Celina Seghi) e del Podismo (Artidoro Berti) e ha lottato
perché lo sport fosse accessibile nel territorio e anche alle donne.
Silvano Fedi
Ricordando il partigiano Silvano Fedi 100 anni dalla sua nascita. di Bruno
e Tranquilla Fedi, nato a Pistoia il 25-4-1920, e ivi residente in Via del
Villino n.9. Studente 3^ liceo classico. Di idee libertarie, vero fulcro
dell’antifascismo a Pistoia. Di carattere affabile nonostante la giovane
età, intelligentissimo, vedeva nella resistenza un punto fermo di riscossa
del popolo italiano da combattere con il minimo di spargimento di sangue. Di
buona famiglia, il padre era mediatore di cavalli, non era figlio del
popolo, ma ne difendeva i diritti e gli ideali più di nessun altro. Il
12-10-1939 fu arrestato e successivamente condannato insieme a altri, da
parte del Tribunale speciale, a un anno di reclusione, di cui scontati
quattro mesi per associazione e propaganda antinazionale. Il 10 febbraio gli
fu condonata la pena e fu scarcerato, quindi fece rientro a Pistoia ove
continuò la lotta antifascista creando una rete di compagni e intrattenendo
rapporti anche con il PCI clandestino della montagna. Nel dicembre 1942 fu
chiamato a svolgere il servizio militare a Roma nel reparto lanciafiamme.
A causa del comizio alla S. Giorgio il 25 luglio 1943 viene arrestato e
liberato subito a furor di popolo. In quei giorni prende forma il gruppo dei
comunisti libertari a Bottegone insieme a Toni Francesco e altri. Poi
sciolta e mutata in una vera formazione dal nome; « Squadre Franche
Libertarie» nome che conserva fino al termine del conflitto, successivamente
prenderà la dicitura di «Silvano Fedi». Vero motore della formazione,
coraggioso, onesto, generoso e altruista. Sfida i fascisti, evitando il più
possibile scontri diretti. In molti casi tiene un comportamento guascone nei
loro confronti, i quali lo odieranno anche per questo. Per le sue idee
libertarie, la sua formazione era indipendente dallo stesso CLN e agiva in
autonomia. Per questo motivo era mal visto da alcuni gruppi partigiani. Il
29-7-1944, in località Montechiaro a Casalguidi, mentre attendeva la
restituzione della refurtiva da parte di alcuni ladri, a suo tempo
individuati, fu oggetto di un’imboscata tedesca. Insieme a Giuseppe
Giulietti, fu ucciso da una raffica di mitra al petto. Riconosciuto
partigiano dal 10-9-1943 al 29-7-1944. Equiparato al titolo militare di come
comandante di Brigata. Ha avuto la medaglia d’argento al valor militare e la
laurea ad honorem dall’Università di Bologna nell’anno 1948
Zeno Colò
Ricordando Zeno Colò campione ed uomo d’altri tempi a 100 anni dalla sua
nascita.
Zeno Colò, classe 1920, solo qualche mese ci separa dal ricordarne cento
anni dalla nascita, eppure il ricordo in chi lo ha conosciuto ed anche in
chi ne ha soltanto sentito parlare è, a tutt’oggi, vivo e profondo. Ho
conosciuto poco Zeno, con lui mamma mi mandò a sciare qualche volta, poi i
miei ricordi sono piuttosto sbiaditi e lontani: è sempre stata però una
persona dalla quale mi sono sentita attratta sia per l’impegno agonistico
che per quello profuso verso la sua comunità. Ecco dunque un breve racconto
della vita di Zeno, come sportivo e come uomo, non sempre amato, aimè, dai
suoi concittadini. Rifiutò il lusso e la ricchezza americane per non stare
lontano dalla “sue” montagne, ma soprattutto per non lasciare la famiglia
d’origine. Zeno abbandonò l’agonismo dopo aver conquistato tutto quanto era
possibile: due titoli di Campione del Mondo (libera e gigante) ad Aspen nel
1950 e l’argento nello speciale; oro olimpico nella discesa libera ad Oslo,
nel 1952, ancora oggi unico italiano ad averlo conquistato; 18 titoli ai
Campionati Italiani, vari trofei Kandahar ed una miriade di vittorie in gare
nazionali ed internazionali…. ma non solo, nel 1947 diventò l’uomo più
veloce del mondo al chilometro lanciato (KL), detenendone il primato per ben
17 anni e con un abbigliamento che oggi non sarebbe accettato neppure in chi
volesse semplicemente imparare a sciare nel campo scuola… di lana il
maglione, di stoffa i pantaloni, di cuoio gli scarponi e di legno gli sci.
Il suo non si trattò però di un ritiro spontaneo dalle più importati gare
sciistiche, Zeno infatti fu vittima di una ingiusta “squalifica” a livello
internazionale: fu accusato di professionismo impedendogli di partecipare a
qualunque manifestazione sportiva a livello internazionale, gli fu impedito,
con tardivo rammarico da parte dei responsabili, di continuare a VINCERE su
tutti chissà per quanti anni ancora. Fu l’inizio di una serie di delusioni
che Zeno dovette subire nel corso degli anni successivi. Nemmeno nel ruolo
di allenatore federale, siamo all’inizio degli anni sessanta, riuscì a farsi
perdonare l’essere stato “troppo campione”; l’ambiente azzurro mal sopportò
infatti l’intransigenza ed il rigore di un uomo che pretendeva ed imponeva
sacrifici e che chiedeva agli atleti dedizione assoluta, imponendo chiarezza
e limpidezza di rapporti con i dirigenti. Sicuramente Zeno rappresentava al
meglio il “caratteraccio” toscano, fatto di poche parole e di molti fatti,
ma non bastò a decretarne il ruolo prestigioso di allenatore nazionale.
Tornato alla vita di tutti i giorni, ossia ai suoi boschi, Zeno tentò,
questa volta con successo, ma con mille peripezie, di rendere al suo paese
natale parte della fortuna che lo aveva accompagnato nella sua sfolgorante
carriera di atleta. Dopo aver tanto viaggiato alla scoperta delle più belle
e prestigiose stazioni sciistiche europee e mondiali, consapevole dello
stato di disagio in cui versavano le condizioni dei suoi concittadini, Zeno
si spese tantissimo per la realizzazione di un’antica idea di sviluppo del
paese e che avrebbe lanciato Abetone tra le moderne località montane: la
costruzione di un impianto che unisse il centro del paese di Abetone con la
vetta più alta del Monte Gomito, ritenuta da Zeno la più bella ed idonea per
costruirvi piste ed impianti. Nel 1974 l’impianto vide la luce e ben tre
piste da sci disegnate da Zeno, portano, da allora, ancora il suo nome. La
nascita dell’Ovovia e della seggiovia biposto che univa la Val di Luce allo
stesso Gomito diventarono il fiore all’occhiello di tutto il comprensorio,
da Fiumalbo a Cutigliano. Ma il massimo della sua lungimiranza, Zeno la
espresse, qualche anno dopo, a proposito dell’apertura di un raccordo
(Raccordo 14) che, unendo la Val di Luce alla Valle del Sestaione, avrebbe
creato un eccezionale collegamento tra le valli. Non tutti purtroppo lo
vedevano di buon occhio, anzi, rischiò il carcere ed una ammenda
salatissima; fu persa così definitivamente l’idea di ottenere una grande
stazione con una invidiabile ricchezza e varietà del patrimonio sciatorio.
Inoltre, nel 1968 dette il battesimo all’edizione “ZERO” di una corsa su
strada diventata, con il passare degli anni, una manifestazione famosa e
conosciuta in tutto mondo, la “Pistoia Abetone”, aspettando e mettendo al
collo la medaglia a colui che ne fu “ l’ideatore ” correndola in solitario,
l’Olimpionico Artidoro Berti, di cui, proprio quest’anno, ricorre il
centenario dalla nascita. Questo è stato Zeno Colò, grandissimo campione che
il mondo ci ha invidiato ma anche e soprattutto grandissimo Uomo. Sintesi di
questo personaggio che ha amato tantissimo le sue montagne sono le parole
lette durante il suo funerale: “Quando alla capacità atletica del Campione
si unisce il vigore morale dell’uomo, nascono figure esemplari per la
società”.
Artidoro Berti
Ricordando Artidoro Berti olimpionico ed uomo d’altri tempi a 100 anni dalla
sua nascita.
Una vita per la corsa. Con Artidoro Berti non si corre il rischio della
retorica. Il piccolo muratore di Iano corre per andare al lavoro, corre
nelle gare dei paesi nel clima di nuova voglia di vivere del dopoguerra,
corre nelle maratone internazionali, corre alle Olimpiadi e continua a
correre fin quando può. Inventa perfino la nostra “Pistoia-Abetone”. Lo fa
con gioia, ma con la serietà di una missione. Vorrebbe che anche gli altri
corressero. Da custode del campo sportivo di Monteoliveto realizza, con
mattoni rossi sbriciolati, alcune corsie di pista di atletica leggera. E lo
fa in tempi non sospetti, quando non si sa neanche che cosa siano il
salutismo e il jogging. Berti sente che la corsa è una poesia alla vita. Uno
stile di vita. Alle Olimpiadi di Helsinki, nel 1952, arriva in brutte
condizioni. Una bronchite lo ha costretto nei mesi precedenti a cure
debilitanti e a ridurre gli allenamenti. La Federazione di Atletica decide
di portarlo comunque in Finlandia. Le voci vogliono che nel villaggio
olimpico abbia avuto la febbre altra e lo abbiano consigliato di non
scendere in strada. Per Artidoro il martirio, in quelle condizioni di
salute, è durato 2 ore, 58 minuti, 36 secondi; 35 minuti in più del “grande
imbattibile e inimmaginabile “ Emil Zatopek, “direttamente concepito dal dio
Mercurio”, come lo definisce Gianni Brera. Ma insuperabile Berti, resta
nella vita. Non si arrende. Durante la settimana fa il boscaiolo, lo
stradino, il muratore, lo stradino e, infine, il custode del campo scuola a
Pistoia. E continua a correre. Nel 1954 vince a Montecatini Terme la prova
del campionato italiano di maratona. L’anno successivo conferma il titolo a
Napoli. Per partecipare al Giro di Cosenza, dove arriverà secondo, si fa
prestare cinquemila lire dal barista della stazione di Pistoia. Non aveva i
soldi per compare il biglietto di andata e ritorno. Al barista dà in pegno
l’orologio. “Avevo spese un sacco di soldi in medicine per curare i miei
figli che avevano il morbillo”, racconta. Il ciclo d’oro si conclude nel
1955 con la maratona di Atene che si svolge lungo il percorso originario.
Arriva quinto in un parterre internazionale di ottanta atleti, con il tempo
di 2 ore 45minuti e 41 secondi. Ma per Artidoro ogni corsa ha comunque un
valore di per sé. Dalla maratona internazionale alla corsa di paese. Non ha
l’ossessione del corpo e della sua decadenza che si manifesterà, invece,
sempre più in un parossismo di attività fisica che cambia per molti aspetti
la natura stessa della pratica sportiva. Si vuole che l’ultima sua gara sia
stata a Firenze sul campo degli Assi Giglio Rosso per correre i diecimila
metri. Chiede ai suoi compagni di far sì che possa guidare i primi tre giri
di campo. Poi la gara farà il suo corso e Berti cederà il passo all’evidenza
delle forze in campo. Muore a ottantacinque anni, il 9 gennaio, a Iano,
sulla collina pistoiese, dove era nato il 29 luglio 1920.
Celina Seghi
Celina Topolino delle nevi
1920, classe di ferro: Celina, Zeno, Artidoro, Silvano e chissà quanti
altri! Era molto difficile, un secolo fa, per una donna esprimere i suoi
desideri ma soprattutto era difficile realizzarli…non per Celina, il
“topolino delle nevi”, nata ad Abetone e ancora oggi vivente a Pistoia: tra
tanti legami tra la montagna pistoiese e la città di Pistoia, Celina
rappresenta sicuramente uno dei più belli, longevi e sinceri. Avere 100 anni
e non sentirli, avere voglia di cambiarsi per uscire, di darsi il rossetto e
lo smalto rosso fuoco alle unghie! Avere 100 anni e, nonostante qualche
piccolo problema, avere voglia di camminare sempre, “due ore di mattina e
due ore di pomeriggio”! Avere 100 anni e ancora la voglia di raccontarsi, di
ricordare i suoi grandi amici, Zeno, Vittorio… Avere 100 anni e sorridere a
tutti i bambini che incontra, raccomandandosi con i genitori di non
stressare troppo i loro figli! Avere 100 anni e riuscire ancora ad
emozionarsi e ad emozionare!
Parliamo un po’ della Gara Guido quando e come nasce la Pistoia-Abetone?
Nasce nel 1976 in seguito ad una rievocazione dopo che nel 1968, Artidoro
Berti, per una scommessa fatta con degli amici, decise di percorrere tutto
il tragitto che da Pistoia porta all’Abetone. In 5h e 30 minuti raggiunse
quel traguardo e trovò ad accoglierlo il suo illustre amico Zeno Colò, già
campione olimpico, il quale gli mise al collo una medaglia in riconoscenza
della grande impresa compiuta.
Qualche anno dopo, insieme ad altri dirigenti della Silvano Fedi, società
che organizza la Pistoia-Abetone, decidemmo di creare una gara vera e
propria lungo questo estremo percorso, che oggi a distanza di 36 anni è
diventata una gara di livello internazionale.
Sarà sicuramente stato istituito un comitato per organizzare un tale evento.
Sì, è stato istituito un comitato formato dalla provincia di Pistoia, la
quale detiene la presidenza, dai 5 comuni che sono attraversati dalla
manifestazione: Pistoia che ha la vicepresidenza, Piteglio, S.Marcello,
Cutigliano e Abetone. In più si sono aggiunti altri numerosissimi soggetti,
che non mi sento di menzionare perché rischio sicuramente di dimenticarmene
alcuni.
Quanto tempo occorre e quante persone servono per organizzare un tale
evento?
Sembrerà strano quello che dico, però devo indicare un tempo che va dai 13
ai 15 mesi di preparazione;
Questo non tanto per l’organizzazione del percorso o dei ristori, che sono
elementi ormai già collaudati, quanto per la promozione turistica e la
continua ricerca di accordi con sponsor e istituzioni. Il giorno della gara
sono operativi circa 300 volontari, alcuni di essi fanno parte delle 15
società che collaborano con noi provenienti da Prato, la stessa Pistoia e la
Valdinievole, più una decina di pro loco.
Hai parlato di sponsor e istituzioni, quanto sono sensibili di fronte ad una
storica competizione come la Pistoia-Abetone?
Questa manifestazione è apprezzata e conosciuta in tutto il mondo, ma poco
stimata a Pistoia. Si dice spesso che lo sport corrisponde a turismo, però
ciò rimane più nelle parole piuttosto che nei fatti; sul territorio
pistoiese non esiste un soggetto preparato o predisposto a fare ciò che si
riesce a fare nelle maratone più importanti, sia d’Italia sia d’Europa, dove
predispongono pacchetti per turisti sportivi con prezzi decisamente
vantaggiosi, per stimolarli ad andare nelle loro città a partecipare a
queste gare.
Il 60% delle persone che vengono a correre la Pistoia-Abetone provengono da
fuori Toscana e portano con loro anche le proprie famigli. Due anni fa la
Confcommercio, attraverso dei dati statistici, ha dichiarato che il 6% dei
turisti che gravitano su Pistoia, sono legati alla Pistoia-Abetone.
A livello di sponsor devo dire che, nonostante essi siano più attratti dalla
classica maratona di 42,195 km, siamo riusciti nel corso di questi anni ad
avere rapporti di collaborazioni con marchi importanti come Diadora, Adidas,
New Balance e Asisc, anche se i contributi sono arrivati sotto forma di
materiale fornito.
Raccontaci qualche particolare che ha caratterizzato questa manifestazione
nel corso dei suoi primi 35 anni.
Ce ne sono molti, ma in particolare ne ricordo volentieri 4:
Su tutti quello di Sergio Pozzi, fortissimo atleta che ha vinto la
Pistoia-Abetone per tre anni consecutivi, stabilendo il primato della corsa
con il tempo di 3h e 20 sui 52 km di allora rispetto ai 50 di oggi,
detenendolo oltre 20 anni. Ricordo che il suo allenatore non voleva che
partecipasse, ma lui era affascinato dall’idea di provare la gara e il
sabato sera, giorno precedente alla gara, partì da Rosignano per venire a
Pistoia a fare l’iscrizione e poter partecipare.
Poi quello di Marco Seghi, uno dei fondatori della gara, che ogni anno
partecipa senza avere un adeguata preparazione, ma con l’intenzione di
portarla a termine nelle 9 ore di tempo massimo previste dal regolamento,
riuscendoci sistematicamente.
Un altro è quello di Valerio Puccianti, un italiano di 87 anni che adesso
vive in Francia dove il governo francese gli ha dedicato una medaglia d’oro
al valore sportivo, e che da diversi anni viene a correrla riuscendo sempre
a terminarla dichiarando inoltre la volontà di continuare fino ai 90 anni.
Infine ricordo in modo particolare il gesto di Gaetano Cardia, forte atleta
specializzato in questo tipo di gare che da anni riesce a classificarsi tra
i primi 10, e che lo scorso anno, poco dopo la partenza avendo a che fare
con problemi muscolari, decise di correre l’intera gara in retrorunning,
arrivando all’Abetone dopo 10 ore mentre gli addetti ai lavori stavano
smontando gli stand.
Quale è secondo te la parte più dura?
Premetto che personalmente non sono mai stati preparato per corse di questo
genere; vi ho partecipato solo due volte non ottenendo grandi risultati, ma
ritengo che la parte più difficile da affrontare siano i 5 km che partono
dall’Oppio e arrivano alla Lima. Questo è l’unico tratto quasi interamente
in discesa e proprio per questo motivo molti atleti, spesso anche tra i più
forti, lo corrono troppo velocemente credendo di recuperare chi li precede,
non sapendo che questo condiziona in modo negativo il proseguimento della
gara.
Collegatevi alle 8.45 via FB con Juan Kappacinque da Roma. Simone Leo
si collegherà da Milano. Noi dalla Val d’Aosta FB
https://www.facebook.com/juan.kappacinque.9
Vi ricordo che sono arrivate le prime magliette ricordo delle 20 maratone
della Speranza, chi la volesse mi contatti. Per chiarire a chi mi ha chiesto
delucidazioni vi ricordo che le magliette sono gratis per tutti coloro che
si sono iscritti alle 20 o 11 maratone. Per tutti gli altri costano 20 euro.
Non avendo più soldi il Club, poiché ha donato tutto, sono state pagate
direttamente da me. Per cui non fate versamenti al Club e nemmeno a me, ma
continuate a fare delle donazioni a chi si è prodigato per la lotta al Covid
o qualche ente benefico cui siete affezionati, dobbiamo pur arrivare a
42.195 euro come c’è scritto sulla manica.
Mandatemi la ricevuta e vedrò di consegnervela qui a Milano o a in qualcuna
delle tante gare virtuali o no cui mi recherò o al massimo ve la spedisco
(per ore abbiamo già 60 eruo delle prime donazioni riguardante le magliette)
Info: A presidente@clubsupermarathon.it o W/APP 3404525911
POTETE PARTECIPARE ANCHE VOI ALLA RACCOLTE DI DONAZIONI DEL CLUB SUPER
MARATHON ITALIA O CORRENDO LE 9 MARATONE DELLA SPERANZA O FACENDO UNA
DONAZIONE DI ALMENO 10 EURO A MARATONA ALLA PROTEZIONE CIVILE O ENTE
IMPEGNATO ALLA LOTTA AL COVID19 E INVIANDO IL PAGAMENTO A
presidente@clubsupermarathon.it o W/APP 3404525911
Pettorali e medaglie scaricabili su
https://drive.google.com/drive/mobile/folders/1XzTnSw8hxIh3c26GjcLpVIjQN2Vep
lzI?usp=sharing
Con le prime Iscrizioni alle 9 di completamento abbiamo raggiunto i
31.033,08 euro donati dai partecipanti direttamente alla Protezione Civile,
Ospedali o enti in Prima Linea per lotta all’Emergenza Corona Virus. Una
grande risultato. Forza amici. Forza Club Super Marathon Italia
Allegato l’elenco dei partecipanti coi km percorsi alla LA VALLEE CI ASPETTA
e le donazioni
I partecipanti sono stati 60 e 2 sul posto
Mentre i racconti sono 452 racconti e 84 autori UN VERO E PROPRIO RECORD DI
EMOZIONI
Qui trovate i 13 capitoli del libro
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Per raccogliere e collegare il gran numero di dati classifiche, foto,
racconti ho creato un sito apposito a cui si accede dal nostro
www.clubsupermarathon.it e cliccando 20 MARATONE DELLA SPERANZA in fondo ai
bottoni in alto
http://11marathon.orta10in10.com/
14 — 28 Giugno Abetone mon Amour
15 — 5 Luglio I Conti tornano
16 — 12 Luglio Magica Romaaa
17 — 19 Luglio Il ritorno della Sibilla
18 — 26 Luglio Gransasso c’è
19 — 2 Agosto Lago Dorato forever
20 — 9 Agosto Venti di speranza – Venti di dono














