Alberico Di Cecco e Luisa Canonico trionfano sul Gargano

Ora, è capitato che l’asticella l’abbia innalzata Cagnano Varano (FG), dove il 14 giugno si è corsa l’11^ Maratona del Gargano e la 3^ Ultramaratona del Gargano di 50 km, inserita nel 12^ Grand Prix IUTA 2014.

Altro che con cura! Lo tratteremo come una reliquia di Padre Pio, della cui santità il Promontorio è pervaso, quel pettorale che, insieme al numero, nome e cognome, ha impresso la foto intera di ognuno di noi, ritratto in piena azione. Per quanto mi risulta, una prima mondiale!

foto 2L’innovazione non ubbidisce a canoni semplicemente estetici o stimolanti il narcisismo, ma riduce a zero lo scambio di pettorali, non infrequente proprio nelle affollate gare delle grandi città.

New York copierà Cagnano Varano, facendone, però, una brutta copia. Troppo prezioso quello spazio agli sponsor per dedicarne tanto ad anonimi maratoneti! Invece della foto intera, vi applicheranno un piccolo tondino in una zona periferica.

Stando in tema di grafica, completo l’argomento con il lodare il blocchetto contenente i buoni delle varie portate del pasta party. Naturalmente, la grafica non è uno specchietto per le allodole, come avviene in certi ristoranti di grido, in cui la forma è molta e la sostanza poca. Nella fattispecie, la quantità e la qualità sono tali da saziare i più robusti appetiti, per cui definirlo semplicemente “pasta party” è riduttivo, non essendo la pasta che uno dei piatti.

Né da meno è la generosità del pacco gara e dei premi di categoria, che hanno riguardato i primi cinque classificati, con la modesta quota d’iscrizione di 15 € per i più previgenti e di 25 € per i ritardatari.

Alla maratona-ultramaratona del Gargano ha giovato il sodalizio Pasquale Giuliani-Don Luca. Codino bianco si danna l’anima per la buona riuscita della gara, mentre il prete-maratoneta chiama a raccolta tutta la parrocchia per accogliere nel migliore dei modi gli atleti e fare in modo che la festa post-gara scorra liscia come l’olio degli uliveti di Cagnano, fra sapori alla brace, balli, canti e lotteria.

Se sulla qualità della grafica è stato necessario spendere parole, queste sono inutili per la parte agonistica, in quanto i nomi dicono tutto. La 50 km è stata vinta da un certo Alberico Di Cecco in 3:20:49, al secondo posto Nicola Zuccarello in 3:30:29 e al terzo posto Massimo Termite in 3:39:06. Fra le donne, fortissima è stata Luisa Canonico che ha vinto in 3:55:28; al secondo posto Luisa Zecchino in 4:24:17 e al terzo Anna Maria Di Felice in 5:00:37.

Nella maratona maschile, al primo posto Antonio Mario Fiadone in 2:54:21, al secondo Claudio Colpane in 2:55:43 e al terzo Carlo D’Ambrosio in 3:04:50. In quella femminile, al primo posto Chiara Zurli in 3.43:49, al secondo Maria Rosaria Di Leo in 4:15.37 e al terzo Antonella De Giorgi in 4:24:10.

foto 3I classificati della 50 km sono stati 88, della maratona 74. Numerosi i partecipanti della 10 km e 21 km, che hanno fatto da corollario.

Il cielo coperto da nubi ha giovato ai concorrenti, privandoli, però, del vasto orizzonte che spazia fino alle Isole Tremiti e alle cime innevate d’Abruzzo. Comunque, il percorso chiuso al traffico, che si è sviluppato sulla strada panoramica che da Cagnano Varano porta a Sannicandro Garganico e ritorno, permetteva l’ampia vista dei due laghi costieri, Lesina e Varano, e della sottile striscia di terra che li spara dal Mare Adriatico.

Si corre in pieno Parco nazionale del Gargano, ai margini della Foresta Umbra che, per essere situata a pochi passi dal mare e a queste latitudini, costituisce un “unicum” in quanto a varietà di specie arboree.

Era sacra già nel Medio Evo, questa montagna, per l’apparizione a Monte Sant’Angelo dell’arcangelo Michele, che i Longobardi elessero a loro patrono; è sacra anche nei tempi moderni per la presenza di Padre Pio. Un po’ santa è pure la maratona perché c’è il parroco, la chiesa e vengono usati i locali della parrocchia come servizi, anche se quest’anno l’acqua delle docce aveva poca pressione.

Si parte alle 15:00. Non fa molto caldo, ma la pioggerellina, che poco dopo cade, viene percepita come acqua santa caduta dal cielo. Si sta sudando tra il 2° e l’8° km, il tratto più duro dell’intero percorso, che va dai 146 mlm di Cagnano ai 230 mlm del giro di boa posto alla periferia di Sannicandro. La rimanente parte è un continuo saliscendi. Il miglior comportamento consiste nel conservare un pò di energie, in modo da poter sfruttare questa lunga discesa che, al ritorno, dal 42° km conduce all’arrivo.

Nella prima parte, si corre in compagnia dei due laghi, uno dei quali dà il nome a Cagnano, e ambedue hanno fornito l’enorme quantità di cozze consumate nel pasta party.

Dopo il giro di boa, lo sguardo dei concorrenti punta sulle case bianche di Cagnano, che sembrano pecore dormienti, mentre lungo tutto il percorso si sono viste pascolare in compagnia di mucche. Tra quelle case, c’è il lungo rettilineo in lieve salita che si allarga nella piazza ove è situato il traguardo.

I più veloci concludono la gara mentre il sole illumina ancora i due laghi e il mare. Gli altri giungono alla spicciolata a notte inoltrata, accolti dalle calde luci della città illuminata.

C’è entusiasmo quando tagliano il traguardo Vito Piero Ancora, che conclude per la 750esima volta una maratona/ultramaratona, e Mario Rocco Di Monte per la 100esima. Il generoso Pasquale Giuliani (o la sig.ra Giuliani?) ha preparato per loro due magnifiche torte che hanno la forma del numero delle maratone completate, e il diploma incorniciato. Si stappano bottiglie di spumante ad libitum, mentre impazza il pasta party: una festa nella festa.

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