Non ho la capacità di competere con la cultura e la dialettica del prof. Marri, per cui esprimo solo una mia modesta opinione.
Nel mio ruolo di spettatrice nelle varie maratone in giro per l’Italia, posso confermare che, purtroppo, è sempre il vil denaro ad aprire tutte le porte.
Permette l’ingaggio dei vari top runners, bianchi, neri o caffelatte, di fare vari campionati ignorando ogni regola imposta dalle federazioni e di valorizzare località come Aquileia (splendida) poco conosciute dal popolo podistico. Nessun confronto con quelle garette orga- nizzate da tre malati della corsa in una località priva di attrattive, che sperano solo nella protezione della Madonna di San Luca, che li osserva dal monte della Guardia per non rimetterci troppo.
C’è una piccola differenza. Qui sono tutti amici, ogni persona si sente importante e considerata, dal primo all’ultimo arrivato, in egual misura. Si respira un’atmosfera conviviale che nessuna “grande” manifestazione è in grado di offrire perché, a parte l’entusiasmo per i primi arrivati, tutti gli altri amatori “paganti” sono solo dei numeri di pettorale.
Ognuno, giustamente, fa le proprie scelte. C’è chi gradisce un cordiale rapporto umano con chi condivide la sua passione e chi preferisce correre e prendere spunti per criticare.
Ovunque decidiate di andare ……che la corsa vi accompagni sempre!


