1) Abbattimento del numero di maratone annuali almeno del 33%.
2) Poliziotto di casa (mia Signora!) per controllo punto primo.
3) Innalzamento delle ore di sonno domenicali.
4) Aumento del tasso di colesterolo, causa riduzione attività motoria.
5) Apertura di “cantieri” per altre attività, tipo corsi di scopone scientifico, dama, scacchi o lavori a maglia.
Nel caso in cui non riuscissi a raggiungere nel prossimo 2015 almeno 4 di questi 5 punti, mi impegno formalmente a presentare la mia candidatura a tutte le maratone in programma nel corso del 2016.
A parte ciò, mi fermo a 500 nell’invio al Club del numero di maratone annuali, anche se ne avrò fatte quest’anno almeno 5 in più. È un numero che mi piace e che, pure per deterrente, voglio rimanga tale. Nell’eliminare le 5 eccedenti, toglierò le 3 consecutive del Lago d’Orta che non hanno per me lo stesso valore, in quanto anche il viaggio ha il proprio peso nel fare una maratona. Chiaro se poi servono a raggiungere determinati obbiettivi, è un’altra cosa e condivido, ma questo non è il mio caso. A seguire l’Ultra del Tricolore, in quanto mi era stato promesso la rilevazione del tempo maratona ed invece abbiamo quasi corso il rischio di non apparire in classifica. Per ultimo toglierò la gara di Monteforte d’Alpone di gennaio che, causa avverse condizioni ambientali, ha portato il presidente della stessa a classificare pure gli atleti arrivati oltre il tempo iniziale previsto. Fra questi c’ero pure io, per vari motivi sia di aggregazione che di solidarietà con gli altri (e non sono stato il solo!). La modifica apportata all’ordine d’arrivo ha creato alcuni “rumors” dalle mie parti, ecco perché la elimino, con buona pace di “qualcuno” che, se continuerà a prendere il Malox per il mal di stomaco, non sarà più per colpa mia.
Dopo avervi tediato con questi miei pensieri e propositi, giusti o sbagliati che siano, vorrei mandarvi la foto ed il racconto di una delle mie bizzarre avventure in giro per Maratone, magari per ridere un poco, ma principalmente per ribadire un concetto che non ho mai tradito in oltre 30 anni di attività amatoriale: “La maratona, pur rispettandola, non l’ho mai presa sul serio”. Non mi piace correre, quindi non mi sono mai allenato durante la settimana. La Maratona è per me come una donna bellissima che mi appare vestita alla partenza e mi promette la nudità all’arrivo. Ecco perché, in questa circostanza, corro ma sempre con moderazione, poichè all’arrivo devo essere in forma e me la voglio “gustare”. A volte, più lunga è l’attesa, più aumenta il piacere. Che gusto c’è ad arrivare scarico e privo di energie?



