Alcuni riferimenti spazio temporali della maratona Alzheimer per gli amici che verranno a correrla

Ma per quanto riguarda saraceno le prime notizie certe risalgono ad un documento datato 1223 in cui viene citato un luogo denominato “Forum Saraceni”, chiamato così perché di proprietà di un certo Saraceno, figlio di Alberico degli Onesti, antico signorotto del paese.

Quindi le influenze musulmane non centrano nulla. Se avete tempo, fatevi un giro in piazza Mazzini, nel centro storico. È la piazza principale del paese, raccolta, molto graziosa e con diversi bar in cui fermarsi per un caffè.

Scendendo verso Cesena passeremo piccoli centri lungo la vecchia strada che portava a Roma, prima della costruzione della E45. La strada è gradevole con una bella veduta delle colline, leggeri saliscendi e con un percorso a serpentina.

Entrando a Cesena per prima cosa che vedremo sarà la Rocca Malatestiana situata sul colle Garampo. L’edificazione della fortezza, iniziata a partire dal 1380, viene completamente rinnovata e ultimata nel 1477 (sotto il dominio papale).

foto 3Il luogo ove sorge la Rocca era il luogo dove sorgeva l’originario centro abitato di Cesena già prima dell’insediamento romano e dove i romani, sconfitte le popolazione celtiche ed etrusche, costruirono il loro villaggio.

Della Cesena romana e pre-romana è rimasto pochissimo perché nel febbraio del 1377 il futuro papa Clemente VII, per punire la città per il sostegno dato alla Repubblica di Firenze, mandò le sue truppe “bretoni”. I narratori del tempo riferiscono di 4.000 morti e di altrettanti deportati tra la popolazione civile e la città fu completamente rasa al suolo.

Non vorrei dilungarmi troppo ma segnalo solo che la biblioteca Malatestiana fu certamente un segno di rinascita della città. Costruita intorno al 1450 da Malatesta Novello è rimasta intatta così come al momento della sua costruzione. È una vera macchina del tempo perché varcandone la soglia si fa un tuffo di oltre 500 anni indietro. La maratona non passa da quella piazza e comunque non sarebbe possibile entrarvi, ma se avete un po’ di tempo andate a vederla. I 5 euro di ingresso sono ben spesi e potrete anche vedere il simbolo dell’elefante, emblema dei Malatesta ed uno dei simboli di Cesena.

Per riprendere il nostro percorso, quando attraverserete la piazza principale di Cesena, piazza del Popolo, davanti a palazzo Albornoz ricordatevi di ammirare la fontana Masini, i cui getti d’acqua zampillano dal 1591.

Usciti da Cesena costeggeremo un torrente denominato Pisciatello. Il nome fa ben comprendere la quantità d’acqua che oggi scorre eppure questo è uno dei possibili tracciati del Rubicone.

Da sempre si discute su quale fosse il punto del passaggio di Cesena con la famosa frase Alea Iacta Est che divide gli studiosi. I candidati sono tre: Rubicone (che passa da Savignano ed era chiamato Fiumicino), Uso (che passa a Santarcangelo) e Piscitello (che in dialetto si chiama Urgon).

Mussolini, da vero duce decise che il Rubicone era il Fiumicino ma molti storici non sono d’accordo.

Proprio recentemente si è tenuta una serata pubblica sotto forma di processo al Rubicone con vari studiosi per definire quale fosse il vero Rubicone. La giuria popolare ha stabilito che il vero Rubicone è il Pisciatello e quindi attenzione: corriamo accanto al fiume su cui Giulio Cesare, il 10 gennaio del 49 iniziò la guerra contro il Senato romano.

Costeggiando il torrente arriviamo a Cesenatico. Anche questo luogo era già abitato prima dell’invasione romana e i romani vi si insediarono stabilmente. La città è profondamente legata al suo porto, che non vedremo nel tracciato della maratona, perché dal 1314 i periodi di prosperità o di difficoltà seguono le alterne vicende del porto.

Una particolarità molto interessante è che il porto attuale ricalca ancora le linee disegnate nel 1502 da Leonardo Da Vinci, chiamato da Cesare Borgia a suggerire interventi migliorativi all’approdo preesistente.

Buona maratona a tutti.

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