Alexander Stubb Marathon – Teichwiesen (Amburgo), 01/04/2015. Una maratona nei cieli di Germania.

Sede logistica, l’Hotel Zur Windmuhle, ex mulino a vento dal 1848 al 1972, a Stepelfeld, sobborgo sud-occidentale di Amburgo.

La spedizione è composta da Paolo Francesco Gino, Presidente e recordman con 111 maratone corse in un anno solare; Vito Piero Ancora, che con 829 gare all’attivo è l’italiano con il maggior numero di maratone; Angela Gargano, recordwoman con 100 maratone corse in un anno solare, inscritta nel Guinness World Record e primatista italiana con 663 maratone; e Michele Rizzitelli, Membro del Consiglio Direttivo, Responsabile del sito-web, ex primatista italiano per numero di maratone corse in un anno e 634 maratone completate.

Paolo e Vito sono partiti da Milano la sera del 31 marzo, e la mattina del 1° aprile il leggendario camperino giunge felicemente a destinazione.

Image00003Angela e Michele hanno preferito l’aereo. Lasciato il cielo azzurro di Bari alle 10:30, raggiungono Monaco a bordo di un piccolo Air Dolomiti, sballottato come un fuscello dalla furia dei venti una volta superate le Alpi. Ad atterraggio completato, un applauso liberatorio si leva spontaneo verso i bravissimi piloti da parte dei passeggeri, che un attimo prima avevano promesso a se stessi di non mettere mai più piedi su un aereo.

Un’ora dopo, un potente aereo della Lufthansa risale i cieli della Germania in rotta verso Amburgo, risultando più ballerino del piccolo Air Dolomiti. Gli animi si rasserenano soltanto in alta quota, ma ad Amburgo non si arriva mai. Dopo oltre due ore di volo, rispetto all’ora prevista, si ode la voce del Comandante: “Si torna a Monaco! L’aeroporto di Amburgo è stato chiuso per il forte vento”, e di nuovo cuore in gola e stomaco in disordine durante l’atterraggio.

Ci viene consegnata un’altra carta d’imbarco per un nuovo volo che dovrebbe partire poco dopo. Trascorrono due ore, niente! Poi l’annuncio: “L’aeroporto di Amburgo non è stato riaperto. Recarsi al banco Lufthansa Service”. Saggezza, pavidità, eccessiva prudenza dopo l’episodio della Germanwings? Difficile dire. In dubio, pro reo.

Dopo una lunghissima fila durata tre ore, senza che un solo lamento si levasse, ci vengono dati i buoni per il taxi, l’albergo, la cena, il biglietto aereo per l’indomani con l’Air Berlin alle 8:20, e ci rechiamo al ritiro bagagli.

Una valigia arriva presto, l’altra no. Per circa un’ora, il nastro trasportatore scorre inutilmente. Al banco del bagaglio perduto, l’addetta, dopo una telefonata, ci assicura che, entro dieci minuti, tutto sarà risolto. Il nastro trasportatore continua malinconicamente a girare, ma della nostra valigia neppure l’ombra.

Image00021L’impiegata fa altre telefonate. Il ritardo sarebbe dovuto alla lontananza del luogo dove è riposta. Passa un’altra ora, niente! Anche il nastro trasportatore si stanca di girare a vuoto, rallenta la sua corsa, emette uno stridore e si blocca definitivamente. Le luci si attenuano e gli operai cominciano ad andar via.

L’addetta non sa che dire, personalmente si è molto impegnata. Anche per lei è giunta l’ora di andare a casa. Ci liquida rassicurandoci che l’indomani al check in si risolverà ogni cosa. Ma non sa dare nessuna risposta alla nostra obiezione: “Ma cosa può sapere l’Air Berlin di un bagaglio perso dalla Lufthansa?”. Sono quasi le 2:00 quando giungiamo all’albergo. Troppo tardi per la cena.

Consapevoli delle difficoltà che avremmo incontrato, alle 6:00 siamo già in aeroporto. L’Air Berlin imbarca la valigia e, ovviamente, ci manda al desk della Lufthansa per quella smarrita, distante 1 km. C’è il rischio di perdere il volo. Ci rivolgiamo all’Ufficio Informazioni, che ce la mette tutta per risolvere il caso, ma dall’altra parte del telefono nessuno sa niente.

Sconsolati, voliamo verso Amburgo, ove giunti, l’impiegata del bagaglio perduto sembra saper tutto della nostra odissea, fa un sorrisetto e ci manda al nastro trasportatore N° 10: “Prima o dopo, arriverà la vostra valigia”. Sono le ore 12:00, quando ne torniamo in possesso. Di corsa all’hotel e poi, alle ore 15:30, sul circuito della maratona.

E’ il 1° aprile, e la maratona è intitolata ad Alexander Stubb, nato appunto il 1/4/1968 ad Helsinki, politico finlandese. Ha studiato negli Stati Uniti, Parlamentare europeo dal 2004 al 2008, Ministro degli Esteri del suo paese dal 2008 al 2011, Ministro degli Affari Europei dal 2011 al 2014, Primo Ministro della Finlandia dal 2014 a tutt’oggi. Parla finlandese, svedese, inglese, tedesco e francese. Tra tanti impegni, trova il tempo per partecipare a gare di maratona e di triathlon.

Fa freddo, questo pomeriggio, sul Teichwiesen, in serata il termometro toccherà 0° C. e l’umidità sarà alta. Per la prima volta in vita mia, indosso il fusò e non metto il berretto, la cui funzione esclusiva è di proteggere gli occhi dal sudore della fronte. Tutti gli elementi atmosferici entrano in scena sul circuito, da ripetere 16 volte, e sembrano essi gareggiare tra di loro più che i nove presentatisi alla partenza. Si alternano sole, vento, pioggerellina e palline di nevischio che percuotono la mia testa glabra, per una volta imprudentemente non protetta.

Solo in sette concludono la gara. La classifica vede al primo posto Michele Rizzitelli (4:48:27), al secondo Angela Gargano (5:29:16), al terzo Vito Piero Ancora (5:29:16) e al quarto Paolo Francesco Gino (5:31:15). Beati monoculi in terra caecorum.

La vera maratona Angela ed io l’avevamo corsa nei cieli della Germania.

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Clicca qui per le foto (di Christian Hottas e Paolo Gino)

 

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