Alfio Polidori

foto 1Polidori Alfio, classe 1956, residente a Sant’Arcangelo di Romagna, tesserato con la società A.S.D. Riccione Corre, è uno dei caposaldi del Club dei Supermaratoneti.

Con la sua simpatia, riesce a far dimenticare molte volte, specialmente ai nuovi arrivati, la fatica che comporta correre una maratona. Sdrammatizza tutto e, con le sue battute, la sua ilarità, i suoi travestimenti e le sue famose performances atletiche, riesce a catalizzare su di sè e, quindi, su di noi che lo seguiamo, l’attenzione del pubblico presente, che ride, applaude, magari piange sempre dal ridere, nel raccontare ad amici e parenti i momenti di grande intensità emotiva che hanno vissuto con questa persona vista per la prima volta ed amica, sembra, da sempre.

Leggendo i vari articoli di questo o quell’altro, sempre più spesso lo scrittore di turno non può fare a meno di dirsi e dirci: “Ma quanto sono bravo, quanto sono bravo!”. Tempi, prestazioni personali, riferimenti al sorpasso di questo o quello, sono una consuetudine ed un limite per gli attori di turno. Alfio è l’opposto di questi presunti “fenomeni”, e per questo è un fenomeno! Ricorda moltissimo un altro grande Supermaratoneta, di cui ha. Oltretutto, lo stesso nome, appunto Alfio Balloni, prematuramente scomparso ma ancora presente nei nostri cuori. Pure lui, pur avendo notevoli qualità atletiche, vedeva nella maratona un’occasione unica per socializzare e non solo una sfida a rincorrere questo o quello.

foto 2La maratona di Padova è il campo di battaglia preferito da Polidori per sprigionare la sua creatività: ogni anno un tema diverso. Lui ed i suoi fedeli adepti corrono e camminano con vestiti non certo adatti per una maratona. Quest’anno, la marcia trionfale verso il traguardo con un’enorme bandiera recante su un lato lo stemma dei Supermaratoneti e sull’altro lato la bandiera americana con parole di conforto e speranza su Boston, scritte a grandi ed indelebili caratteri.

La sua generosità è anche il suo limite. Mai una parola fuori luogo, mai un commento od un giudizio negativo su qualcuno. Alfio giustifica tutto e tutti.

Fino allo scorso anno, riusciva a fare all’arrivo di una maratona la capriola senza aiuto delle mani, atterrando sulle gambe. Ma dopo che proprio a Padova atterrò sulla schiena con grande rumore di fondo, rimanendo per 10 minuti incagliato in sé stesso e aspettando che lo “scollassero”, appunto, cominciò a giustificare anche sé medesimo! Il tempo passa o siamo noi che passiamo? Se è la seconda affermazione quella vera, allora sarà meglio che invece delle capriole si dedichi solo alla “verticale”.

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