08.05.2015
Sono o non sono un maratoneta?! Ho il fisic du rol perfetto: capelli rasati a zero (che comunque sarebbero a zero o al massimo a uno), magro (con pancetta abilmente nascosta) e orologio gps al polso. Il mio nome è Alfredo Longo, di Udine, 50 anni ad ottobre, vincitore non di una maratona (non lo sarò mai), bensì di due pettorali per la 42 km di Atene 2015 (8 novembre). Mi sono accattivato le simpatie della giuria di Sportler mettendola al corrente del mio piano ‘folle’: il desiderio di correre ad Atene la mia 50esima maratona a pochi giorni dal compimento dei 50 anni. Avevo tra l’altro scritto che l’aggiudicazione gratuita dei pettorali mi avrebbe fatto comprendere di avere anche gli dei dell’Olimpo dalla mia parte in questa impresa. Dove sta la follia? Nel fatto che oggi, in data 8 maggio, di maratone ne ho percorse 45. Insomma, ne mancano all’appello altre 4 prima di Atene. Tre sono già pianificate: una in Slovenia, il 4 ottobre mi iscriverò alla Maratona del Vino qui in Friuli e il 25 ottobre sarò a Venezia. Per la quarta sono in attesa di lauti ingaggi da qualche organizzatore.
Parlare di me è strano, stimola la parte vanesia (che c’è) del corridore, specie del maratoneta. Potrei citarvi tutti i miei tempi cronometrici, ma non voglio tediarvi. Considerate solo che chi vi scrive corre una media di circa 8 maratone all’anno, ha un personale che dista ‘soltanto’ un’ora e 11 minuti dal record mondiale di Kimetto e pratica spesso, durante le gare, il metodo Galloway (corsa intervallate da qualche secondo al passo, specie ai ristori). Tutto qui. Insomma, un corridore come tanti altri, ma già ve lo avevo detto, ho il fisic du rol del perfetto maratoneta.

Radenci Three Hearts Marathon (16 maggio)
16.06.2015
Finalmente si riparte. Oggi è stato il primo giorno del programma di 4 mesi e mezzo che mi porterà ad Atene, 50esima maratona in occasione dei miei 50 anni, passando prima per le 42 km di Celje (5 settembre), Bruxelles (4 ottobre) e Venezia (25 ottobre). Da buon runner amatore che si rispetti, sono infatti sempre stato terribilmente nervoso e annoiato nella terra di mezza tra la fine del ciclo di gare primaverili (l’ultima è stata la maratona di Radenci il 16 maggio) e l’inizio della nuova sessione autunnale. Riposare è l’allenamento (migliore) di cui mi fido sempre troppo poco.
Bene, allora si ricomincia, al momento a ritmi ancora blandi e a orari da gallo (prime luci dell’alba). Prima gara di avvicinamento sarà il 12 luglio alla Sappada Hard Half Marathon. La mia tabella di allenamento sarà più leggera delle precedenti. Ho deciso di togliere un’uscita settimanale (4 anziché 5) sostituendola con una/due di nuoto o di bicicletta.
Ogni ripartenza è anche un esame interiore sulle proprie motivazioni. La voglia di correre chilometri senza meta sotto il sole e la pioggia c’è ancora: grazie dei dell’Olimpo!
01.07.2015
Altre due settimane scandite da tabelle di allenamento rigorosamente rispettate sono alle spalle. A parte qualche difficoltà a ‘tenere’ i tempi delle ripetute velocissime (stare sotto i 39 secondi per 15 ripetizioni di 200 metri non è per me) e a non strafare nei lunghi (dove, da maratoneta di quantità, le mie fibre sono sicuramente più a loro agio), tutto sta procedendo nella norma e sotto controllo. Ciò che non riesco proprio a controllare è la preoccupazione suscitata da due notizie del tg: il balletto euro/no euro della Grecia (Cosa troverò ad Atene a novembre? Ci sarà la maratona?) e l’imminente arrivo dell’ondata di grande caldo africano (sveglie ancora più mattutine mi attendono). Domenica 12 luglio è previsto il primo test agonistico, la mezza nella ridente e fiorita vallata di Sappada (Bl), etichettata come ‘hard half marathon’. L’inglese va sempre di moda (anche troppo) quando parliamo di corsa. Hard e non duro, marathon e non maratona, runner e non corridore, best time e non miglior tempo. Va beh, pazienza, si tratta di un doping innocuo che si può tollerare: usare gli anglesismi non ti fa, certo, andare più veloce, ma è decisamente più ‘cool’, si dice così no?
Taglio del traguardo alla Maratona di Plitvice 2014 con il figlio Pietro e il cane allenatore Pippo
Alfredo e Pietro con i campioni olimpici sappadini Pietro Piller Cottrer e Silvio Fauner, organizzatori della Hard Half Marathon di Sappada
13.07.2015
Metà luglio e primo test (impegnativo) per tastare la condizione. Il mio risultato alla 1° Hard Half Marathon di Sappada (oltre 600 metri di dislivello, very hard) è però di quelli che buttano giù l’autostima: 2 ore 7 minuti sono davvero tanti, specie se raffrontati con il mio personale di 1 ora e 28 minuti (ma era il 2010) e soprattutto se parametrati con i tempi fatti da registrare da altri corridori-conoscenti del mio livello (arrivati al traguardo 10-15 minuti prima di me). Poco da analizzare: sulle erte finali di questo bellissimo percorso dolomitico ho camminato e nelle discese, ripidissime, non ho certo avuto le movenze di un capriolo, anzi… Mi consolo con il fresco della montagna, con la foto con due campionissimi dello sci di fondo come Pietro Piller Cottrer e Silvio Fauner e con il vecchio adagio che ogni gara fa storia a sé… questa, viste le peculiarità del percorso, più che mai… Preso atto di una condizione ancora approssimativa (ma nasce il dubbio che il fisico stia pagando le 16 maratone in due anni), proseguirò ora ostinatamente con le mie tabelle di allenamento. Con la notizia dell’accordo tra Grecia ed Europa, oggi Atene mi pare un po’ più vicina.
30.07.2015
A piccoli ma lunghi, e che lunghi (55 km lo scorso weekend). Atene si avvicina.
E’ tempo di prenotazioni del volo e dell’albergo: scelte fondamentali per cercare di rendere meno traumatico possibile un viaggio che prevede due alzatacce: alle 4.30 di venerdì 6 novembre per prendere a Venezia l’aereo per la capitale greca, previo scalo intermedio a Roma, e alle 5.30 di domenica 8 novembre per salire sul bus dell’organizzazione alla volta della piana di Maratona, luogo della partenza.
Di alzatacce sono state piene anche queste due settimane di allenamenti. Il caldo afoso non ha fatto sconti e mi ha costretto a rivedere le tabelle di marcia. Un vorticoso capogiro notturno, complice una corsa serale a 31 gradi di temperatura, ha infatti alzato le mie antennine di guardia obbligandomi a condensare nelle due giornate di pseudo-fresco del week-end (25-26 luglio) il programma di un’intera settimana. Prova superata. Il mio fisico continua a reggere senza particolari problemi i lunghi chilometraggi, mentre fa fatica a tenere i tempi prefissati nelle ripetute veloci. Ma non è una novità.
Foto d’archivio – Maratona di Roma 2013
14.08.2015
Tarvisio. Pietro al risveglio accoglie il papà reduce da 20 km mattutini.
Metà agosto. Le gare si avvicinano e io dovrei essere entrato in forma. Uso il condizionale perché non ho più la pallida idea della bontà della mia condizione fisica: il caldo afoso mi ha infatti costretto a ritardare le uscite settimanali con allenamenti sempre più mattutini e a fisarmonica: ovvero, fatti di giorni di riposo forzato in città per aggirare i 30 e passa gradi di temperatura e intensissima attività durante il weekend in montagna, a Tarvisio, con chilometraggi esagerati. Oramai ci ho fatto l’abitudine a ritornare a casa sudato e stanco e fare colazione con la mia famiglia che si è appena risvegliata fresca e riposata. Siamo – io e la mia famiglia – come due strade che arrivano allo stesso punto della giornata attraverso due percorsi differenti: la mia strada è dissestata, piena di curve e tanto, tanto lunga, quella di mia moglie e di mio figlio Pietro (e ora anche quella del mio cane Pippo che, raggiunti i 7 anni di età, si rifiuta oramai di seguirmi nelle uscite di corsa) un rettilineo veloce, riposante e breve. Ma io… vivrò maratoneta…
28.08.2015
Non sono solo io che vado verso al corsa, è anche la corsa che viene verso me. Sono appena reduce dalla vacanza in montagna in Svizzera a Pontresina. L’obiettivo era quello di fare delle gite a piedi frammezzate da buoni allenamenti al fresco. Non avevo invece messo in conto di: a) soffrire l’eccessiva altitudine (tre giorni per abituarmi ai 1.800 metri) b) partecipare, domenica 23 agosto, alla 36edizione della Engadiner Sommerlauf, una corsa di 25 km da Sils a Samedan passando anche per il lago di St Moritz. Giuro che non sapevo dell’esistenza della gara, ci sono imbattuto quasi per caso su un depliant che mia moglie aveva preso all’Ufficio Turistico. Indeciso tra lasciar perdere (70 euro il costo dell’iscrizione!) o limitarmi alla distanza più corta (11 km), alla fine – ma c’erano dubbi? – ho optato per i 25 km. Risultato? Più che lusinghiero: 2ore 36 secondi su un percorso impegnativo con buon dislivello e con pochissimo asfalto. Torno dalla Svizzera più povero ma con una iniezione di entusiasmo in più per la maratona di Celje del 5 settembre e soprattutto per la Grecia. Atene, sto arrivando!

All’arrivo della Engadiner Sommerlauf

Alla Celje Marathon per chiudere la 47esima maratona.
07.09.2015
Quasi da montarsi la testa! I 42 km ufficiali che vanno da Mozirje a Logarska Dolina (4 settembre), inseriti nella Celje Ultramarathon (Slovenia), troveranno sicuramente un posto nella mia storia di maratoneta amatore visto che per la prima (e credo unica) volta nella mia vita a fianco del mio nome è comparso il numero uno. Sono infatti risultato vincitore della categoria 50-54 anni (eravamo in sette!!!), nonché undicesimo classificato nella globale (su 45 maschi giunti al traguardo) e autore di una confortante prestazione cronometrica (3 ore 52minuti, nonostante gli 800 metri di dislivello e il diluvio universale che ci ha accolti all’arrivo). Poco importa che negli annali il nome impresso sarà quello di Longo Alfreda (errore che i perseveranti organizzatori non hanno mai corretto nonostante le mie reiterate richieste di modifica), quello che conta è che ho passato un ottimo weekend con la famiglia in un posto idilliaco e che ho ottenuto la mia 47esima medaglietta da maratoneta. La condizione – è un dato di fatto – sta crescendo. In Slovenia non ho forzato ed è venuta fuori una prestazione soddisfacente. Peraltro non sono neppure troppo stanco. Prossime tappe: mezza di Udine (20 settembre), maratona di Bruxelles (4 ottobre), maratona di Venezia (25 ottobre) e poi, finalmente, Atene!
21.09.2015
Se fossi andato a dormire prima la sera della vigilia, se avesse fatto più fresco, se avessi smaltito meglio le fatiche della maratone di Celje, avrei vinto la Maratonina di Udine (20 settembre)… ed invece mi sono dovuto accontentare di un 355° posto (su 1.625) con un dignitoso (per me) 1.34.54. Al netto delle giustificazioni, di cui noi runner amatori siamo tradizionalmente produttori industriali, so per esperienza che il cronometro non mente. Mai. A sette settimane di distanza da Atene (8 novembre) valgo un 1.34.54 sulla mezza, in linea con la mia previsione di poter chiudere la maratona di Bruxelles, in programma il 4 ottobre, la 48esima della serie, con un rilievo cronometrico compreso tra le 3 ore e 25 e le 3 ore e 30. Mamma mia. Vi (mi) sto annoiando con tempi e cifre, classico vizio del tipico corridore italiano. Scusatemi e prometto: non lo farò più.

Maratonina di Udine 2015 – passaggio al 16° km (foto: Andrea Purinan)

Belfius Bruxelles Marathon – passaggio in Rue de Loi – 1° km (Alfredo vestito di blu)
05.10.2015
Tutto all’insegna della corsa: viaggio lampo a Bruxelles (4 ottobre) per correre la mia 48esima maratona. Operazione compiuta e, senza falsa modestia, anche brillantemente (sempre se riferita ai miei parametri): 3 ore 25 minuti 14 secondi. E’ stato davvero un buon ‘crono’, tenuto conto dell’inaspettata difficoltà del percorso con 600 metri complessivi di ascesa (e, a onor del vero, altrettanti di discesa) spalmati su 42,195 chilometri tra i boschi e i parchi della capitale belga. Sole e aria fresca hanno supportato i duemila partenti; una maratona, immersa nel verde, da consigliare vivamente a chi non ha velleità di battere il proprio personale. Per quanto mi riguarda era da cinque anni che non correvo così velocemente gli ultimi 12,2 chilometri. Confortato dai risultati post-estivi, mi dirigo ora con entusiasmo crescente verso gli ultimi due atti della stagione: Venezia (25 ottobre) e poi, dopo lo scollinamento dei 50 anni (27 ottobre), Atene (8 novembre) per la cinquantesima maratona.
20.10.2015
Sono le ore dell’attesa, attesa della maratona n.49 (Venezia, questa domenica), del compleanno n.50 (27 ottobre) e soprattutto della 42 km di Atene 50×50 (8 novembre). E’ il momento in cui ci si arrovella se spingere in allenamento o far riposare le gambe e in cui si cerca di dare fondo a tutte le motivazioni per correre, correre tanto, correre a lungo. Se tutto va bene, sarò per la quarta volta nella mia vita alla partenza di Stra in direzione Venezia: una maratona con cui ho un conto aperto dal 2010 (questa sarebbe la motivazione aggiuntiva), edizione in cui mi sembrava di volare e dove poi avevo arrancato nel finale, sul ponte della libertà, fino al comunque più che dignitoso tempo di 3ore 21minuti. Da cinque anni attendo di correre un’altra maratona con le stesse sensazioni di (finta) onnipotenza di allora. Ore di attesa.

Con l’amico lucchese Aldo al termine della Maratona di Venezia 2010

Venice Marathon 2015 – Sul ponte delle guglie con medaglietta
26.10.2015
Sono soggetto come molti maratoneti al delirio di onnipotenza, ovvero pensare di non sentire mai la stanchezza e di inanellare gare su gare, e soprattutto chilometri su chilometri, con prestazioni sempre più performanti e tempi più bassi. Eh no: la maratona di Venezia, affrontata tre settimane dopo quella, brillante, di Bruxelles, cinque settimane dopo la maratonina di Udine e sette settimane dopo la maratona di Celje (Slovenia), mi ha riportato alla realtà. Gambe stanche, dolori ai muscoli ed energie nervose svuotate hanno confezionato un rilievo cronometrico (3ore 39minuti) di 15/20 minuti superiore ai desiderata. Pazienza. Mi consolo con la medaglietta numero 49 e con la soddisfazione di aver mantenuto l’impegno con cui mi ero aggiudicato il pettorale Sportler per Atene: correre in Grecia la mia 50esima maratona in occasione dei miei 50anni che cadono domani. Adesso ho solo due settimane di tempo per recuperare forza e energia. Metto al bando le tabelle e mi dedico, almeno per questa settimana, al riposo più assoluto (ma sarà vero?).
04.11.2015
Come un’astronauta in partenza per la luna sto seguendo con ansia e trepidazione il countdown per la maratona di Atene. Manca poco oramai, quasi niente al fatidico appuntamento con la storia della mia 50esima maratona per i miei 50 anni (50×50). Venerdì il volo aereo e domenica, alle ore 9 14minuti e 30secondi, sarò al via dal block n.6 mentre mia moglie Chiara avrà già iniziato, alle ore 8.45, il suo calvario personale con la 10 chilometri (“Ma perché mi hai iscritto?!”). Come premesso e promesso, ho limitato al massimo in questi giorni gli allenamenti: è una lotta contro il tempo per recuperare almeno un po’ le forze e le gambe dopo gli sforzi di settembre (maratona di Celje, maratonina di Udine) e ottobre (maratone di Bruxelles e Venezia). Va beh, quello che è stato è stato, inutile piangere sull’energia versata: allacciamoci le cinture, si parte!

Sommacampagna 2010 con Chiara e Pippo
08.11.2015
Il giorno è arrivato! La medaglia di Atene è adesso lì, appesa alla parete dello studiolo, assieme alle altre 49 che l’hanno preceduta.
3 ore 47 minuti e 44 secondi ci sono voluti per portare a compimento in Grecia l’operazione 50×50 (50 maratone, 50 anni); un traguardo centrato non senza fatica (23 maratone negli ultimi tre anni, 4 negli ultimi due mesi), non senza sacrifici, non senza soddisfazioni lungo il cammino. Ad Atene è stato davvero tutto molto bello: il tempo (un sole pazzesco, volendo si poteva fare il bagno in mare), l’ambiente (una maratona davvero ben organizzata con migliaia di tifosi ad incitarti) ed anche la sorpresa fatta da mia moglie Chiara che, al mio ingresso dentro lo stadio Panathinaikos, mi ha cinto il capo con una corona d’alloro. Ma cosa posso volere di più? Alla partenza della gara in quel di Maratona mi sono commosso, ripensando a me bambino che, guardando le Olimpiadi in tv, riproducevo una mia maratona del tutto singolare muovendo i tappi-bandiera dei succhi di frutta. Beh, ero proprio io, invece, questa domenica, ad essere lì, al via, ad Atene, a inseguire un sogno e a vincere la sfida con me stesso del 50×50.
Una volta tanto, quindi, non ho corso per ‘dimenticare’, ma per ‘ricordare’: – i volti dei tanti amici con cui mi è capitato di condividere qualche centimetro di strada (a proposito, grazie ad Aldo e Michele per il regalo di compleanno con il book fotografico di tutte le maratone fatte assieme) – i luoghi visitati in questi dieci anni vissuti di corsa – e soprattutto le storie: a questa di Atene c’è, tra l’altro, la scommessa vinta da mia moglie, beneficiaria del secondo pettorale Sportler, che, nonostante le preoccupazioni della vigilia, è riuscita a completare la 10 km, ma anche il filo di ringraziamento che mi lega a SPORTLER (e all’Adidas) e ad Anna, che ha curato per conto della stessa SPORTLER la pubblicazione di questo mio diario di viaggio. Un grazie, non da ultimo, anche agli dei dell’Olimpo che hanno benedetto la mia corsa e che, spero, benediranno le mie prossime cinquanta 42,195 km a venire (il traguardo finale, infatti, resta sempre quello delle 100 maratone corse).
Chiudo qui il mio diario di ‘eroe’ di Atene (a proposito, dopo la gara, ho ricevuto un applauso spontaneo in un ristorante solo perché avevo portato a compimento la corsa) e mi godo il meritato riposo. Come disse Forrest Gump: “Sono un po’ stanchino”.
Tutto qui. Insomma, un corridore come tanti altri, ma già ve lo avevo detto, ho il fisic du rol del perfetto maratoneta.



