Alla 6 ore di Campobasso un altro centenario

No, non è il solito pensiero che assilla noi podisti quando siamo verso la fine di una maratona o di una 100 km, ma trattasi della mia gara più importante, il mio traguardo: la maggiore età podistica. Cento (100 così è più bello)… Maratone/Ultra!

Devo decidere dove farle, come farle e in che tipo di gara. Telefono al mio amico Roberto Boiano, diventato a furor di popolo (e di bravura) il barbiere del Club. Mi consiglia la 6 ore di Campobasso in pista, mi dice che conosce l’organizzatore, Guido Vincenzo Ponzio, mi convince dicendomi che ci saranno molti “colleghi” del Club e ci sarà una gran bella festa, e che poi si corre in un campo sportivo sulla pista di atletica. Mentre lo ascolto penso a come organizzare la cosa (son sempre 750 km da Brescia), il mio cervello lavora in multitasking e penso: “Che figo, era dai tempi dei giochi della gioventù che non corro su di una pista di atletica”.

Saluto e ringrazio Roberto, in trenta secondi decido e m’iscrivo. Faccio il bonifico e spedisco tutta la documentazione (tessera Fidal, certificato medico e tessera Club Super Marathon Italia) a Guido con l’aggiunta di una piccola richiesta: “Festeggerò da voi le mie 100 maratone/ultra, le chiedo se posso avere il pettorale numero 100. Questa gara mi è stata segnalata da Roberto Boiano (che ringrazio!). Se possibile mi faccia sapere se tutto ok, così procederò alla prenotazione di una sistemazione per me e la mia famiglia (vengo da Brescia e ho 4 figli).

Pochi secondi e mi arriva una risposta affermativa su tutto; buon segno, ottimo inizio! Prenoto 2 giorni in un B&B vicino al campo scuola e comincio a sognare…

002Alle 12:00 di venerdì 6 sono già a Campobasso (per mia moglie e la bimba solita levataccia 2 ore prima della sveglia… prima o poi dovrò farmi perdonare). Prima tappa il campo sportivo, voglio vedere e toccare la pista che mi farà entrare nell’olimpo dei podisti. Bella, morbida e panorama mozzafiato con la vista del castello Monforte sulla collinetta. La temperatura è gradevole, fa quasi caldo. Telefono al B&B per capire la tempistica del check-in perché voglio fare il turista e godermi questa bella città. Appena espletato le formalità procedo verso il castello. Una bella scalinata larga e ben curata (unico neo dovuto a qualche sciocco umano, tenuto al guinzaglio da un cane, che non ha raccolto le deiezioni del suo padrone a 4 zampe) ci porta sulla sommità mostrandoci il panorama delle colline, sormontate anche da qualche mulino a vento, che abbracciano Campobasso. Bello, direi molto bello; mi piace il Molise.

La serata procede con visite alle chiese; bellissimo il maestoso affresco dell’ultima cena presente nel Duomo. Mi rilasso, torniamo al B&B, ceniamo con una bella pasta asciutta, tanta frutta e a letto presto, il viaggio è stato abbastanza duro per la mia schiena.

Alle 10:00 di sabato sono già al campo sportivo e fremo per ritirare il pettorale. Ci accolgono prima i gestori della struttura e poi gli organizzatori; belle persone gentili e cortesi. Il Molise mi piace sempre di più. Faccio un giro di campo con mia figlia Sofia, impaziente anche lei di veder correre il papino. L’impatto con il terreno mi fa ringiovanire di 40 anni, godo (si può dire?) di queste sensazioni e il mio corpo comincia ad avere qualche scarica di adrenalina. Il vento freddo comincia a farsi sentire e ogni tanto anche qualche gocciolina di pioggia. Questa volta al meteo ci hanno azzeccato quindi decido per la vestizione con abiti invernali, guanti compresi. Il tempo passa veloce e i podisti sono quasi tutti pronti. Appena qualche minuto prima della partenza lo speaker annuncia un piccolo ritardo per accogliere gli ultimi podisti alle prese del solito treno non puntuale. Bene, grande organizzazione e attenzione per gli atleti anche con questo gesto. Dopo circa 5 minuti arriva Marcello Arena di corsa che si cambia in un millisecondo superando anche Superman.

003Boom! Partiti. Grande festa, bella gente e tanti amici. Il mio sogno comincia a diventare realtà. Durante l’ennesimo giro di campo, Guido Ponzio mi affianca, mi saluta e mi fa i complimenti. Mi riferisce che per festeggiare la mia centesima maratona/ultra mi hanno fatto un presente che mi verrà consegnato dopo il pasta party, durante la cerimonia di premiazione… Non ci posso credere, a un tratto sento delle farfalle nello stomaco e l’esigenza di correre più veloce per far asciugare le lacrime che involontariamente cominciano a solcare il mio volto. Stacco gli auricolari, telefono a mia moglie e le riferisco di attrezzarsi per la serata con la bimba perché ci sarà una sorpresa.

I giri volgono al termine e a partire dal -10 comincio il conto alla rovescia. Lo speaker che controlla il tabellone mi aiuta a tenere il conto perché a ogni giro segnala ai podisti di passaggio quanti giri hanno percorso. Grandi anche in questo. Al giro 99 mi fermo e “indosso” i 3 palloncini che compongono il numero 100; faccio l’ultimo giro mano nella mano con mia moglie e la bimba.

Poi invogliato sempre dagli organizzatori faccio un ultimo giro, il primo giro da vero SuperMaratoneta! Mi ricommuovo a seguito dei tanti complimenti e frasi di apprezzamento, per il mio traguardo, ad opera degli amici compagni di avventura.

Ce l’ho fatta, porto le mani al petto e stringo forte perché il mio cuore vuole volare nel cielo insieme ai palloncini. Non posso, appartiene alla mia dolce metà. Scappo a fare la doccia, e mi presento pronto per il pasta party e la premiazione nella struttura adiacente alla pista. A dire la verità non ho molta fame perché i ristori sono stati all’altezza dell’organizzazione: TOP!

004Appena sento l’odore della pasta pronta per l’assaggio, con quel sugo di pomodoro e pancetta, non resisto e me ne mangio 2 piatti più la rimanenza dei piatti di moglie e figlia.

Mamma mia che bontà! E poi vino, birra e crostata e bruschette con pomodoro e biscotti con nutella…

Insomma vengo stoppato solo dalle parole di mia moglie che m’indica la bimba particolarmente agitata e morta di sonno. Intravedo Guido e gli riferisco che devo scappare a casa. Lui lascia immediatamente il piatto di pasta che stava mangiando, si fa consegnare il presente per me e mi porta dallo speaker che stava intanto cominciando le premiazioni.

Vengo premiato con una targa e tante foto, manco avessi vinto la gara. Che emozione, questa volte le lacrime son riuscito a contenerle… fino alla macchina…

Grazie, grazie, grazie per questo sogno, complimenti a tutti per la professionalità, disponibilità e capacità organizzative al top che hanno reso possibile la realizzazione di un sogno.

Lascio la struttura gonfio di gioia e di ottimo mangiare e, mentre iniziano i festeggiamenti per i 44 anni di carriera di Guido Vincenzo Ponzio, penso alla festa, alla torta che mi hanno preparato a casa e alla prossima gara, domenica 15 sul lago di Garda… ho ancora fame!

Esperienza da ripetere assolutamente.

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