Non la prosa, più adeguato sarebbe l’epinicio di Pindaro a descrivere le emozioni esplose nel momento in cui ha tagliato il traguardo tra le due ali di maratoneti. La folla, assiepata dietro le transenne, quasi non credeva alle proprie orecchie nel sentire lo speaker gridare a squarcia gola il numero 2.000.
Tutto è cominciato sabato pomeriggio. Christian Hottas, 57enne di Amburgo, medico, 90 kg di peso distribuiti su 171 cm di altezza, ha distribuito agli 85 maratoneti di 11 nazionalità, ad hoc invitati, una originale maglietta gialla. Sul davanti era riportato il proprio nome e cognome, sul retro a grandi caratteri “Eskorte 2.000”.
Domenica mattina, in Trammplatz, c’era un tripudio di colori, che la giornata primaverile rendeva più sfavillanti. Ma quella marea di maglie gialle spiccava su tutto e monopolizzava l’attenzione.
Il gruppo si è raccolto ai piedi dell’opulento Neues Rathaus, la cui facciata anteriore volge lo sguardo ai ritmi frenetici del centro cittadino, mentre quella posteriore gode la quiete del lago e del bosco. Poi si è allungato come in un fiume ed ha raggiunto Lavesallee, posizionandosi in coda a chiusura di corsa.
Se si fossero sommati tutti i chilometri che i componenti del gruppo avevano macinato nella loro carriera, si sarebbe potuto coprire la distanza Terra-Marte, e marziani in giallo guidati da un capo in rosa sembravano agli occhi del pubblico.
Queste le regole d’ingaggio: concludere la gara in 5:30; ogni tanto andare al passo per ricompattare il gruppo.
Il fiume giallo ha subito virato intorno alla dea Vittoria di Watelooplatz, a ricordo della battaglia, in cui Prussiani ed abitanti di Hannover ebbero un ruolo importante nella vittoria. Poco dopo, si è specchiato, per un paio di chilometri, nelle acque placide del lago Maschsee. Procedendo lento e sicuro, è passato davanti a palazzi nobiliari e popolari, ville padronali e case popolari; ha attraversato ampi viali moderni e strade del centro storico con le case a graticcio, tipiche di questa città di 500.000 abitanti. Tanti i monumenti, di stile classico e moderno! Tante le chiese, grandiose, altissime, con il campanile che pareva toccare il cielo! In qualche tratto, il fiume giallo ha incontrato il Leine, fiume che bagna Hannover.
La mia fortuna è stata l’avere al fianco un cicerone d’eccezione, il dott. Hans Drexler: “Questo è il Eilenriede”, mi dice intorno al 17° km quando attraversiamo una zona boscosa. “Copre 642 ettari, il doppio del Central Park di New York”. Notizie che non avrei mai avuto senza la sua guida, mentre un attimo prima mi era stato facile riconoscere nell’Hauptbahnhof la monumentale stazione ferroviaria e nell’Opernhaus il teatro lirico.
Intanto, tre ore di corsa sono passate, ed è l’ora del pranzo. Approfittando della giornata soleggiata, gli Hannoveriani (?) pranzano all’aperto nel giardino di casa. Mentre i bambini chiedono il cinque, gli adulti offrono vino ai concorrenti, e non pochi accettano e brindano: è una maratona, ma anche una festa!
Al 34° km, ho ancora bisogno di Hans: “E’ la sede dell’università, dedicata a Leibniz”, mi dice. “Ah, sì!”, rispondo “quello che partiva dalla monade per spiegare il tutto, mentre Cartesio partiva dal cogito ergo sum”.
Ora, il fiume giallo si perde in un mare di verde. Siamo nella parte aperta al pubblico dei Giardini di Herrenhausen. Spettacolare è il colpo d’occhio del contrasto fra il giallo delle magliette ed il verde degli alberi. Molte persone sono pigramente sdraiate sul prato a prendere la tintarella, mentre dalle mie parti, in giornate come queste, si corre a distendersi sulla sabbia del mare.
Negli ultimi chilometri, Hans attira la mia attenzione sulle sculture moderne che abbelliscono i viali e, soprattutto, sulle tre Nanas della Leibnizufer: tre donnone dell’artista Niki de Saint Phalle.
Ma ormai si staglia superba la mole del Neues Rathaus, che indica il traguardo imminente. La musica è altissima, lo speaker si sgola, la gioia è tanta, la festa è grande. Quindi, il fiume giallo si scioglie in tanti piccoli rivoli. Due medaglie vengono appese al collo di ogni monade del fiume giallo: una della maratona di Hannover e l’altra a ricordo del record con su impressa l’immagine di Christian.
La reidratazione post-gara avviene a suon di birra, mentre il recupero di proteine, lipidi e glucidi deve attendere ancora un po’.
Un’ora dopo, ci riceve il sindaco della città. Discorso di elogio, ringraziamenti, riconoscimenti per Christian e buffet offerto dall’Amministrazione comunale per recuperare le forze.
Dall’alto delle sue 2.000 maratone, a buon diritto, si può dire: Christian Hottas über alles.




