Alla Maratona di Russi con il cane

Ma quello che per me era un ritorno a correre la distanza ufficiale e fare un allenamento, si è trasformato in un piccolo dispiacere…perchè per molti “non amatori” è stata solo una maratona TRAINATA dal cane.

Premetto che ieri per me era la 50^ volta che superavo la distanza dei 42km, non certo la prima … e che non ho bisogno di USARE (come qualcuno mi ha accusato) la mia piccola vita maculata per raggiungere il traguardo della maratona. Poi, non farei mai nulla che mettesse a repentaglio la sua vita e il suo stato fisico: la mia piccola percorre con me tutte le settimane anche più di 100km. 

foto 2Sono molto delusa e anche arrabbiata per la nuova scoperta che nel nostro mondo delle retrovie, quello che in realtà dovrebbe essere gioia e passione, dove la posizione in classifica non ci dovrebbe interessare, dove è importante mettere un piede davanti l’altro cercando di arrivare al traguardo nelle migliori condizioni possibili, invece ho scoperto che ci sono PERSONE CHE HANNO RICHIESTO LA SQUALIFICA DI CHI COME ME HA CORSO CON IL CANE.

Al mio arrivo mi è stato detto che avrei potuto lasciare il cane a qualcuno e arrivare senza di lei: NO! NON LO FAREI MAI! Questo sarebbe un vero prendere in giro paragonabile a chi nelle ultra, e non solo, sale in macchina!

A chi, sorpassandomi, mi ha detto: “Ora le prendo il numero e dico al giudice di squalificarla”, con educazione ho risposto: “Ti dico io il numero, non affaticarti a sorpassarmi. Comunica pure il 575”. A chi mi ha detto: “Questa maratona non vale per te”, sempre con gentilezza ho risposto: “Pazienza a fine anno non indicherò questa al Club”.

Perché, allora, non squalifichiamo tutti quelli che si fanno accompagnare in bici lungo la 42?

Non voglio aprire nessuna polemica in merito agli accompagnatori, in quanto non ci trovo nulla di male… La corsa per me è solo pura gioia e soddisfazione personale per i sacrifici che si fanno durante gli allenamenti.

foto 3Questa è l’unica cosa che dico a chi ha richiesto le nostre squalifiche: “Provate a correre con un quadrupede… solo così si potrà capire cosa significa. L’unico motivo che ci lega a correre insieme non è il tempo (in quanto con lei ci impiego sempre di più) ma solo un amore sviscerato tra di noi”.

Correre con il proprio animale è paragonabile a quando mi lego i palloncini da pacer, sposto tutte le attenzioni su di lei dimenticandomi di me. E’ lei quella da abbeverare, da bagnare, da guardare ogni metro della mia corsa. E’ lei da coccolare… è lei che sta giocando con me a correre.

Chi mi chiede perchè allora non mi sono iscritta alla non competitiva, rispondo: “Perchè io pago i servizi che la maratona mi mette a disposizione e non li userei mai per farmi un allenamento”.

Alla fine mi chiedo se siamo Amatori o la domenica corriamo per guadagnare. Io preferisco essere una semplice Amatrice e, pena la squalifica, quando si potrà sarò sempre quella che SI FA TRAINARE dal cane…

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