Impazzisce il navigatore nel districarsi nel dedalo di strade inanimate, che esprimono la potenza industriale della Germania. Poi, finalmente, pochi minuti prima delle 10:00, orario della partenza, riusciamo a scorgere l’alto campanile della neogotica chiesa circondata dal cimitero e da alberi: un’oasi romantica nel bel mezzo di un paesaggio industriale.
Una chiesa senza villaggio! Inutile! Era stata costruita nel 1831, i parrocchiani li aveva, allora, questa chiesa evangelico-luterana dedicata a Santa Geltrude. Erano pescatori e contadini. Poi fu deciso di trasformare la zona in un’immensa area industriale, e i cittadini allontanati. Fu possibile sfrattare i vivi, ma non i morti, meglio protetti dalla legge!
C’è un’emittente televisiva a riprendere i 18 partecipanti. Christian Hottas, oltre ad essere il maratoneta con 2300 maratone all’attivo, si dimostra a suo agio anche con il microfono in mano, illustra la gara e presenta i partecipanti.
1,553 km la lunghezza del circuito, da ripetere 27 volte, completamente sterrato, appesantito dalla pioggia dei giorni precedenti, pianeggiante, con secca salita di qualche metro e conseguente discesa verticale. Si corre fra gli alberi in un percorso circolare al cui centro c’è la chiesa. In almeno quattro punti, tronchi d’albero sbarrano la strada, e bisogna agire di braccia e di schiena per districarsi fra i folti rami. “E’ un percorso di guerra”, qualcuno commenta.
A fine gara, Paolo consegna a Christian Hottas un k-way con il logo del nostro Club, nonché il suo libro che raccontano le sue 111 maratone corse nel 2014.
Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)
Clicca qui per le foto (di C. Hottas e P. Gino)



