MILLENARI. Arriveranno in 9980 ma nella griglia N ultima delle ultime crogiolati al sole ci sono parecchi millenari le cui tacche messe insieme sono più del doppio dei partecipanti. Solo Chistian Hottas e Sigrid Eichner fan 4800 e gli altri in fila viaggiano vicino al mille. Sembra un vecchio stormo di aerei da caccia pronti ad alzarsi per l’ennesima missione.
PARTENZA. Partenza ed arrivo sono coincidenti ed antistanti il Centro Congressi di Amburgo, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Il labirinto di capannoni della Fiera di Amburgo sono un enorme ammasso di gente che va e che viene come in formicaio. Lo conosco bene perché sono stato dentro l’Expo con lo stand per 2 giorni. Ma tutte queste formiche son frastornati. La metro mi scarica a fianco alle troupe televisive.
TV NDR ha messo in fila un trentina di mezzi e più di venti moto con un centinaio di addetti che si muovono in perfetta sintonia, dai cavi alle parabole, dai chioschi, alle macchine del caffè tutto è in perfetto ordine seguendo un progetto divino ed una esplosione di tecnologia un vero spettacolo.
IPNOSI. Nel marasma dei capannoni della partenza c’è uno strano chiosco con scritto SportHypnose è presto e non c’è troppa coda mi metto a curiosare e mi accodo un po’ trepidante. Quando tocca a me, mi metto seduto un signore in camice mi pigia la fronte con un dito e comincia con una serie di parole per farmi andare in tranche. 4 o 5 minuti di anteprima della gara in cui la mente e il corpo se c’era non sapevano distinguere la differenza tra una scena reale e una immaginata. In altre parole, si può fare il gesto semplicemente pensandolo, il cervello trasmette gli stessi identici segnali al sistema nervoso, perché quello che si pensa con la mente arriva fino al corpo. La suggestione è un’idea che diventa una corsa, che si materializza nel corpo. Sicuramente ci sarà anche in Italia chi pratica Ipnosi sportiva ma non l’ho mai visto alla partenza o arrivo delle gare.
. http://www.hypnose-vollmer.de/index.php/sporthypnose
LUCI ROSSE. Appena partiti si passa dal St.Pauli, è lungo la via Reeperbahn, il quartiere a luci rosse cresciuto a ridosso del porto per accogliere i marinai che gettavano la loro ancora per una sola notte e avevano bisogno di “distrarsi” tanto per da definire Amburgo come città “di passaggio” per eccellenza. Il quartiere di St. Pauli, articolato intorno alla sua via principale, la Reeperbahn, conobbe il suo periodo di maggior fulgore negli anni 1960, quando i Beatles si esibivano allo Star Club della Große Freiheit. Con le 4500 addette alla prostituzione e il traffico di droga hanno notevolmente compromesso la reputazione di un quartiere gioioso; eppure qui si trova la stazione di polizia più grande della città (Davidwache), da qualche anno sembra rinato a nuova vita. Anche se è rimasto il quartiere a luci rosse, oggi vi si trovano numerosissimi bar, caffè e ristoranti, molti dei quali sono locali dall’atmosfera autentica e calorosa, diventati il luogo di incontro dei nottambuli della città e dei turisti. E già alla mattina alle nove c’è un notevole movimento chissà perchè?
ALTONA è il quartiere che preferisco lontano dai flussi turistici e dalla ribalta è un balcone sul fiume. Siamo al km 5. Qui di solito vengo a dormire cercando qualcosa vicino al parco che domina il fiume e il porto con le sue immense gru.
FISHMARKET KM10 Si fa un giro di boa e si scende sul fiume, la zona brulica di mercatini nel sole della domenica mattina. Addirittura c’è una spiaggia sul fiume e tantissime barche che flottano portando avanti indietro di tutto non sembra di essere a 160 km dal mare.
LAGER SULL’ACQUA Speicherstadt (città dei magazzini) racconta l’anima stessa di Amburgo, oltre ad essere anche un bel complesso dove perdersi una vera Venezia verticale. I magazzini furono costruiti tra costruiti tra il 1884 e il 1888 per conservare le merci in entrata e uscita dal Porto: non fu un’operazione indolore perché vennero abbattuti gli edifici che ospitavano i 23.000 portuali per costruire questi palazzoni di otto piani in laterizio rosso, appoggiati su rami di quercia e abbellitti da torrette e altri elementi architettonici. Fu un’impresa titanica ma il risultato fu il più grande complesso di magazzini del mondo. Come è accaduto a molte altre città sull’acqua (Rotterdam, Barcellona, Londra) oggi questi magazzini sono destinati solo in parte al commercio e si fanno sempre più spazio le attività culturali e divertimento
TUNNEL DELLA TORTURA. KM 13 ci infila come a Roma in un lungo tunnel una vera tortura perché ogni 20 metri c’è una cassa che spara musica Acid. Mille metri interminabili. Quando si esce qualsiasi cosa potrebbe accadere è fantastica. E infatti ecco il piccolo lago interno che sembra un miraggio paradisiaco.
LE VERGINI. Jungfernstieg la via delle Vergini tra shopping di lusso e bianchi palazzi ecco la strada che costeggia il Lago Alster, ecco la Piazza del Municipio, passando sotto ai bei portici italiani della Alsterakaden una copia di quelli di piazza San Marco a Venezia. Tutte le marche di lusso hanno il loro spazio lungo questa strada peri circa 60.000 milionari che vivono ad Amburgo e i turisti del lusso. Il nome della strada (Strada delle Vergini) che gli amburghesi indicano anche come “Salita delle zitelle” è così chiamato perché qui le famiglie portavano a passeggiare la domenica le ragazze non ancora sposate con l’obiettivo di trovargli un marito.
PIRAMIDE DI NOSTALGIA. Dopo aver percorso tutta la parte destra del grande Lago tra case bellissime ed ambasciate si arriva alla parte più nord della corsa e si entra in una zona piena di uffici e palazzoni. Siamo al km 27. Qui nell’idimenticabile giorno di Pasqua del 2017 corsi una delle Lost Place Marathon di Hottas galleggiando con Piero e Laura tra ponticelli pedonali e correndo arrampicandomi sugli alberi. Uno di questi palazzoni a forma di Piramide non c’è più è stato abbattuto assieme alla passerella su cui si correva. Un cumulo immenso di macerie fumanti giace immoto la sotto. Peccato chissà cosa faró e dove sarò la prossima Pasqua?? Vedi il bel ricordo.. https://clubsupermarathon.it/maratone/3504-post-pyramide-marathon-16-4-2017-pasqua-tra-scampia-e-u-boot.html
PISELLONE. Al km 32 appare di lontano la torre televisiva da dove si parte e arriva vicino alla fiera. Anni fa in cima c’era un fantastico ristorante girevole ma è già una decina di anni che é chiuso anche se qualche vecchia guida dice che funziona, e ci andammo a botta sicura una sera ma era fuori servizio da un decennio. Sembra che si è arrivati ma non finisce mai. La scopa è inclemente. Sei ore e venti sullo sparo lo chiamano time brutto ed è davvero brutto farsi passare perché poi non si viene classificati. Christian Hottas viene risucchiato e va dietro la scopa. Il Pisellone non arriva mai.
IL VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA. Al museo di arte di Amburgo c’è un famoso dipinto di Caspar David Friedrich. Ebbene rappresenta benissimo l’arrivo di Christian Hottas. Sbucato da dietro la scopa arriva a concludere per ultimo la Maratona di Amburgo 2018. Arrivato si volta e in silenzio guarda le scope rimaste in fondo al viale. Dall’alto delle sue 2700 maratone come nel quadro il suo sguardo passa sopra di loro come fosse coperto da un immenso mare di nebbia che ne impedisce la vista. Sembra un vecchio Eroe che ha fatto bene il suo lavoro. Un po’ mi sento parte anch’io perché l’ho convinto io a correrla nonostante un grave acciacco. Una sfida che ha raccolto subito. Per me Christian è rimasto lassù, come nel quadro oltre la nebbia che si espande in modo indefinito arrivando a mescolarsi con l’orizzonte tra cielo e nuvole, come una metafora di un mito irraggiungibile.
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