Andrea Adanti. Un ingegnere che diventa RE alla Collemar-athon

Ho sempre amato fare attività sportiva all’aperto: calcio, tennis, sci, kayak, trekking, ma da quando ho iniziato a correre ho lasciato alcuni sport e continuo solo con kayak e, se riesco, durante le vacanze estive pratico trekking e ferrate.

foto 2Ho iniziato a correre per caso. Infatti, giocavo a tennis a livello agonistico e, quando i campi da tennis non erano agibili per pioggia, mi dilettavo in brevi corse con amici tennisti nelle stradine di terra tra gli uliveti nei pressi del circolo. Poi, nel luglio 2006, sono stato invitato da un amico podista e tennista ad una gara locale di 10 km ed è stato subito colpo di fulmine, impressionato positivamente dalla marea umana di quasi mille podisti e dalla partecipazione attiva e festante di tutta la città.

Dopo qualche 10 km e mezza maratona di preparazione, nel marzo 2007 corro la mia prima maratona a Roma in 4 ore e mezza. Da quel momento inizia il tentativo per scendere sotto le 4 ore e, finalmente, alla settima maratona nell’ottobre 2008 corro in 3 ore e 57 a Carpi, occasione in cui si celebrava il centenario dell’episodio di Dorando Petri nella maratona olimpica di Londra 1908. Da lì inizio a correre per divertirmi senza avere più un obiettivo cronometrico prefissato.

foto 3Conosco alcuni amici, Giovanni Francioso, Michele Giammanco e Michele Sisto, che considero i miei “MAESTRI” di maratona, SuperMaratoneti e ancor più SuperAmici. Insieme a loro, inizio ad aumentare il numero di maratone corse nell’anno, dalle iniziali tre ad oltre venti maratone, ma non considero le maratone come un punto in più da conteggiare per aumentare il mio record di maratone corse, ma l’occasione per vedere nuovi luoghi e conoscere nuovi amici. Fra i tanti amici vorrei citarne due: Massimo Faleo, “NUMERO UNO” nell’organizzare maratone e nella grande disponibilità verso tutti, ed il “SAGGIO” Vito Carignani, persona equilibrata e di grande umanità, ed è sempre un piacere leggere le sue riflessioni sulle maratone perchè la cronaca della corsa è solo lo spunto per parlare di aspetti profondi di vita quotidiana.

La mia “Maratona Ideale” si corre in un ambiente naturale, attraversa piccoli borghi con monumenti, bande musicali, gente appassionata che ti incita, bambini che ti caricano battendo il “cinque”, organizzatori che soddisfano tutte le esigenze di noi podisti e per ultimo una bella medaglia originale al collo.

Tutto questo l’ho trovato alla COLLEMARATHON ed è per questo motivo che ho deciso di correre la mia 100^ maratona qui alla Barchi-Fano. A fine 2014 ho programmato la lista di tutte le maratone per arrivare all’appuntamento prefissato. Inoltre ho deciso di correre la Collemarathon 2015 godendomela tutta fino in fondo senza nessuna fretta; mi sono preparato una maglietta celebrativa con cui correre e ho indossato in testa una corona per cercare un incitamento aggiuntivo da parte del pubblico. Infine ho deciso di fermarmi nei punti più caratteristici del percorso per scattarmi foto ricordo anche con i gruppi di animazione. In questo modo ho stabilito il mio record “negativo” in maratona (l’unica oltre le 5 ore), ma ne è valsa la pena; è stata la mia maratona più esaltante e con la corona in testa mi sono sentito proprio un RE per un giorno.

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