ANNA CORDERO VINCE LA 100 KM FEMMINILE DI TORINO

di Stefano Severoni

Torino, 17 aprile 2022

Domenica 17 e lunedì 18 aprile si è svolta la 13^ 24 ore di Torino. La manifestazione organizzata dall’ASD Orta 10 in 10, quest’anno ha previsto quattro gare: 14h, 100km, 8h e 6h. La 24h e la 100km sono partite alle ore 16 del giorno di Pasqua all’interno dello Stadio Primo Nebiolo, nel Parco Ruffini di Torino. La 100km femminile è stata vinta da Anna Cordero in 11h41’23”. Anna è il Vicepresidente di Impossible Target ASD, la donna delle logistiche e dei numeri. La Cordero fa parte del CD del Club Super Marathon Italia ed è addetta alla segreteria operativa. A oggi Anna ha ultimato 20 ultramaratone in 7 anni. Ecco come si presenta come atleta ultramaratoneta.Quando hai cominciato a praticare l’atletica leggera? Nel 2015.Quali motivazioni ti hanno spinto a iniziare? Per tenermi in forma, svolgendo un lavoro sedentario al pc.Preferisci allenarti in compagnia o da sola? Entrambe le modalità.Quando corri ti concentri: a) sul gesto atletico; b) sull’immagine interna; c) sull’ambiente circostante? Sull’immagine esterna.L’allenamento che preferisci e perché. Alle 6 del mattino in tutte le stagioni, perché fa cominciare meglio la giornata.Quante volti ti alleni a settimana? Tre o quattro.Com’è il tuo allenamento? Regolare.Quanti chilometri percorri a settimana? Dipende cosa sto preparando, mediamente da 60 a 100 km.Quante gare fai ogni anno? Una decina.Esegui esercizi di stretching, ginnastica, circuit trainingyoga o altro e con quale frequenza?Stretching e potenziamento, poiché provengo dalla danza.Il tuo rapporto con l’allenatore. Buono, amichevole.Hai un diario in cui annotare programmi, allenamenti, gare, test? No.Il successo che più ti ha gratificato. La Nove Colli Running nel 2019 in 29h27’08”, 10^ donna e 1^ SF35.Quante e quali scarpe possiedi per allenamento e gare? Una paio.Cosa ti ha spinta/o a diventare “ultramaratoneta”?  Curiosità di conoscere dove posso arrivare.Qual è la gara estrema che più ti affascina e perché? La Badwater, per le condizioni climatiche e il paesaggio.Ti piace il trail running e perché?  Sì, ma non lo pratico.Per fare una 100 km quante volte occorre allenarsi a settimana per terminare la prova senza accusare malori e comunque essere in grado nel giro di pochi giorni di ritornare a correre? Tre o quattro volte.In genere il corridore corre e basta e partecipa alle gare domenicali. Poi c’è chi fa dei lavori più specifici, tipo ripetute, fartlek, interval training. È importante anche inserire esercizi di tecnica di corsa, andature per l’atleta ultra? Sì.Conta più la mente, il fisico o il cuore nella sportiva vita di un ultramaratoneta? La mente e il cuore.In famiglia altri condividono la tua passione o in questo senso vivi isolata? Non tutti condividono.La gara più bella: racconta. La Nove Colli Running per i paesaggio e quello che ho provato.Il calendario è sempre più fitto: tante gare, tanti atleti partecipanti. In fondo gli episodi drammatici di incidenti, infortuni, morti sono ridotti. Cosa ne pensi? Bisogna ridurli il più possibile.Il Gran Prix IUTA è ben organizzato? Sì.Ogni manifestazione ha un suo Regolamento, ma non sempre viene rispettato cosa in esso contemplato; per esempio, ristori, spugnaggio, segnaletica percorso a volte lasciano alquanto a desiderare. Come operare al fine di rendere maggiormente fruibile l’evento? Coinvolgere di più la comunità locale.Nella maratona ci sono oltre 12’ di differenza tra il record maschile e quello femminile. Allungando la distanza il divario aumenta. Ma la donna possiede delle qualità di resistenza e di predisposizione alla fatica non certo inferiori all’uomo. Allora influisce in ciò il fattore che l’universo femminile si è dedicato più tardi dell’uomo oppure? Nell’ultramaratona non vedo troppo diversità, la donna è più abituata a soffrire.Non ritieni che quella degli integratori sia una moda? No.Nel nostro Paese è ancora poco considerato il valore formativo dell’attività sportiva. Cosa fare per migliorare la situazione? Sì.Nel mondo dell’atletica leggera stiamo assistendo all’”onda africana”: nel settore velocità c’è un dominio di atleti giamaicani; nel mezzofondo di atleti keniani ed etiopi. Perché gli africani ancora non sono riusciti a eccellere pure  nel mondo ultra?  Quando ciò potrà realizzarsi? Non lo so.

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