Antonino Morisi è ancora tra noi

000 1Dal 2013 al suo nome è intestata una associazione “Sostenibilità e Territorio” (tel. e fax 051 827188), che si occupa del recupero della biodiversità, e interviene a tutelare la “fauna minore”: come è capitato, nel 2016, a favore del tritone crestato o della testuggine palustre. Ciò nello spirito del grande Inzgnìr, da cui cassetti è emersa anche una serie di fotografie dedicate alla funesta alluvione del 1966, che sommerse interamente l’area persicetana: ne è stato fatto un libro, distribuito appunto nella serata del 14 dicembre.

Non poteva mancare, per ricordare un Alpino e un alpinista come Morisi, il coro del CAI di Bologna, che accanto a motivi tradizionali (come la Montanara, il Signore delle Cime, il Tapum) ha sfoderato canti nuovi, anche eccezionalmente nuovi come la gestione orchestrale (cioè senza una parola, ma semplicemente imitando gli strumenti di una banda) della marcia “Sotto la doppia aquila” di Josef Franz Wagner.

Come nella tradizione, la serata è stata conclusa da un’abbondante dose di crescenti con affettato, ovviamente annaffiate da rosso e da bianco locale: tra i compagni di tante corse con l’ingegnere (comprese trasferte in Svizzera per le 80 o 100 km), si è rivisto Broccoli, dalla circonferenza addominale un po’ allargata, ma sempre legato alle irripetibili esperienze di turismo maratonesco che l’Inzgnìr gli aveva dato.

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Qui di seguito, alcune foto tratte dal mio infinito archivio fotografico.

Mi sono iscritto al Club a fine 2004 e Antonino, emiliano.doc di San Giovanni in Persiceto, comune sito a circa 20 chilometri a nord di Bologna, è stato uno dei primi supermaratoneti che ho conosciuto. Gli ho scroccato un viaggio in macchina a Pisa nel 2015, quando la maratona partiva da Pontedera. L’ho rivisto e fotografato a Venezia, Verona, e a Milano pochi giorni prima che morisse. Insieme a Tampieri e Togni, faceva parte della vecchia guardia dei supermaratoneti, quelli più blasonati. Mi spiace che non ci sia stato tempo per conoscerlo meglio.

Ricordo la sua grande signorilità, che lo faceva somigliare ad uomo d’altri tempi.

È incredibile come il suo volto disteso e sorridente non facesse trasparire, fino alla fine, le avvisaglie dell’arresto cardiaco che, mentre pedalava tranquillamente vicino casa, avrebbe posto fine ai suoi giorni. Pax.

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06/05/2005. Verso Pisa. Qui con Giancarlo Piccinelli e Roberto Paracchini

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06/05/2005. Verso Pisa. Con Giancarlo Piccinelli, Roberto Paracchini, Beppe Togni e Libero Zerbinati

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23/10/2005. Venezia. Con Giancarlo Piccinelli

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23/10/2005. Venezia. In ottima forma con Giancarlo Piccinelli 

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30/10/2005. Una settimana dopo, a Verona

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30/10/2005. Verona. “Un saluto alla vita e a tutti voi

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04/12/2005. Milano. Tre emiliani in Lombardia. Con Libero Zerbinati e Mario Liccardi

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04/12/2005. Milano. Con Libero Zerbinati e Mario Liccardi. L’ultima foto. 10 giorni dopo ci ha lasciato

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