di Vito Carignani

Era il 2013, la mia sesta maratona a New York, alloggiavo Hotel Hampton, 8° Avenue, 51° street. Sempre viaggio gestito da “Effetto” a guida del mio amico Roberto Tognalini.
Il Dr Pasquale Tieri, podista, mi consigliò camera doppia in compagnia di Duilio Fornarola, in virtù dell’ età avanzata di entrambi.
Intuì trovarmi con una persona mite, dai modi educati, gentili e pur fermi, decisi, determinati; anzitutto schietti, sinceri.
Non ci volle assai a condividere, parlare del proprio Essere nel vissuto. Mi confidò aver scritto, pubblicato più riscontri del periodo bellico: sofferenze, drammi civici delle sue genti.
Ebbi piena contezza del valore, notorietà di Duilio il sabato, vigilia della maratona. Giovanna Botteri, coordinata da una troupe RAI, intervistò oltre 15 minuti Duilio in abito da podista, al Central Park, in prossimità del traguardo. Presenti: il dr. Tieri, Io ed altri due dell’A. S. D. I Lupi d’ Abbruzzo.
Il 20 ottobre 2014 venne a mancare al traguardo della XIV maratona di Pescara. Nello studio ho il quadro dell’ intervista a New York e quello del Decalogo del Maratoneta, datomi da Duilio nel 2013.
Carpito dal desiderio di conoscere i Luoghi e le sue Genti, presente all’ unica edizione dell’Ultra di 6:34 sabato 22 giugno 2024. Non proprio agevole il viaggio, alleviato al ricordo di quanto scriveva Duilio nel Suo Decalogo: Il maratoneta sconfigge ogni distanza; è un atleta che guarda lontano, ancora: si affanna ma non si danna.
Dopo 450 km la Val di Sangro, quasi a toccare la sommità di Atessa, pur mancando 20 km per il Borgo di 10.300 abitanti a 435 metri slm.
Claudio Borrelli ad accoglierci col suo naturale calore umano nella locazione turistica “La Casa del Borgo”, fa superare l’ovvio disorientamento dell’ospite all’ arrivo. Ulteriore conferma la cena all’ Hotel ristorante “Dal Duca”.
Vero piacere tornare in Abruzzo per il calore delle sue Genti; consone da secoli ad accogliere ospiti nel dedalo di viuzze, piazze, contrade, inghirlandale di natura viva di Borghi non contaminati dalle modernità del tempo.
A mezza notte nella centrale Piazza della Repubblica il brulichio di giovanili flotte, in commistione di anziani al tepore della notte ed i cerulei raggi della luna a baciare l’orizzonte arboreo della Val di Sangro.
Val di Sangro dal 1980, polo internazionale del settore automobilistico e dei veicoli commerciali. Evidente ricaduta economico, sociali del territorio urbano. All’ arrivo, l’ospite forestiero è incanalato in ampio parcheggio pubblico gratuito a più piani sottostanti a cielo aperto. Ampi ascensori permettono ad anziani e diversamente abili l’ascesa al piano stradale. Opere altamente tecnologiche, considerata l’asperità del territorio. Come se si fosse al Tronchetto di Venezia o al parcheggio multipiano sottostante all’ingresso di Merano.
Poche ore di sonno, alle 5,30 dal balcone della Casa del Borgo la valle, nel suo integro splendore del mattino. Olio di canfora, unguenti di pragmatica, spray Light feel sul viso, colo, braccia per l’esposizione al sole. Giù in Via Vittorio Emanuele, Arco ‘Ndriano, piazza Garibaldi e il Palazzo Spaventa edificato in laterizzi, quasi simigliante alla fiorentina Casa di Dante. Il balcone frontale adornato da un imponente merletto ricamato.
Foto con i componenti della mia squadra Manoppello Sogeda, con Pasquale Giuliani, Francesco Capecci, Domenico Martino, da sempre compagni di viaggio. Partenza in ritardo 20 minuti. 1.050 metri il percorso, sinusoidale alla sommità dell’intarsio di Atessa; da me ripetuto 38 volte in 06:29:33, totale 39.250 km. Primo nella cat. SM 80, accompagnato e seguito soltanto dalla “mia ombra”.
Prestazione racchiusa nel dialogo finale con Franco Schiazza. “Contento in tutto, 39,250 km è tanto per me”. Franco “complimenti, non era una gara facile per te….. comunque, sei una roccia. Considerazione, giudizio più che appropriato.
Amatori Andriesi ha vinto, in toto, il banco: Conversano Riccardo 69 giri per 71,277 km e Petruzzelli Eusapia 59 per 60,947 km.
Sei ore trascorse leggere in situazione ambientale soffusa di umana educazione nel significato ciceroniano del termine.
Prima della partenza mi si è avvicinato un Signore; percepito all’ istante essere il figlio di Duilio. Stesso portamento e modo, senso di esprimersi. Presente nei punti nevralgici del percorso, continuamente a rincuorare, incitare, supportare la fatica.
Mi ha donato il libro di Duilio “Atessa e la sua Gente”, che leggerò certo di condividere un integro spirito di appartenenza. Testimonianza di Esseri permeati di inossidabili valori, quali: lavoro, famiglia, benessere, impegno sociale.
Duilio Fornarola è vissuto nell’ intento di lasciare segno non banale del proprio passaggio terreno.
Una vita tracciata da azioni, frasi, parole scritte. Azioni: pietre miliari stabilite in modo permanente, coordinato. Frasi: passaggi che il tempo trasforma e cancella. Parole scritte, invece : tracce ben visibili, coscientemente lasciate.


